I Milan-Torino memorabili si contano sulla dita di una mano, nonostante i precedenti siano tanti tra due delle squadre più antiche d’ Italia. Soprattutto i Milan-Torino degli anni 90 (e pure i Torino-Milan) hanno lasciato poco dal punto di vista emotivo, con il segno x che usciva spessissimo (i più maliziosi azzardavano che ci fosse un nesso tra i pareggi e l’ affaire Lentini).

Uno scontro tra Diavolo e Toro per niente banale fu quello andato in scena il 17 marzo 2002. A far visita a San Siro, nel posticipo serale della 27′ giornata, è il Toro di Camolese che sta lottando, come da tradizione, per non retrocedere. Il Milan, invece, crede nel quarto posto che vale il preliminare di Champions League per salvare la stagione. La Sud è in piena contestazione (non si vince in casa dal 23 dicembre contro il retrocedendo Verona) e, a inizio gara, gli ultras per protesta rimangono fuori. Ancelotti deve rinunciare a Shevchenko e Maldini, così schiera al centro della difesa, assieme a Costacurta, il mitologico Chamot, mentre in attacco può “contare” sulla coppia spagnola José Mari-Javi Moreno. Carletto ritrova a disposizione Inzaghi, convocato per la prima volta dall’ infortunio patito, nel novembre precedente, nello scontro col portiere del Chievo Lupatelli. Proprio un errore dal dischetto di SuperPippo nella gara d’ andata (vittoria granata per 1-0) spinse definitivamente giù dalla panchina Terim, inducendo il Cavaliere a contattare Ancelotti, che stava andando a incontrarsi con Tanzi per firmare col Parma.

L’ obbiettivo del Toro è conquistare il punticino per muovere la classifica e la tattica difensiva dei granata frutta nel primo tempo, dove l’ unico ispirato è Rui Costa che però brancola nel buio vista la brillantezza del tandem offensivo. Si va vicini al gol solo in un’ occasione, ma la girata volante di Javi Moreno termina a lato. In compenso non si soffre e il brivido più intenso viene da bordo campo quando Inzaghi si alza per il riscaldamento, salutato dal fragore di San Siro.

Pippo entra a inizio ripresa al posto del raton e il suo dinamismo comincia a  creare scompensi nella retroguardia torinista. Al 6′ Contra mette un cross lungo sul secondo palo dove di corsa arriva Kaladze; il georgiano vorrebbe rimettere al centro e colpisce al volo, creando un pallonetto che termina alle spalle di quel galant’ uomo di Bucci.

Inevitabilmente ora si aprono spazi, ma il 2-0 non esce per demeriti dei nostri attaccanti e del guardalinee. Così arriva il pareggio: Contra in area affronta Ferrante che si lascia andare quando si sente toccato dal romeno. Braschi da rigore scatenando le proteste di Costacurta che reagisce in maniera da far sembrare Gattuso un timidone. Il fischietto toscano è magnanimo e gli mostra solo il cartellino giallo. Dagli 11 metri va lo stesso Ferrante che calcia un insolito rigore di esterno destro e riporta il risultato in parità.

Ma il Diavolo non si rassegna e dimostra di avere gli attributi invocati dalla Sud e, guidato da un indemoniato Inzaghi, si riversa in attacco. Da un corner, a 10 dalla fine, stacca perentorio Ambrosini che sovrasta Comotto e di spalla trafigge Bucci. Ancelotti manda in campo Roque Junior per resistere agli eventuali assalti, mentre Camolese per fare gli eventuali assalti fa entrare un tipo uruguaiano di nome Franco (il presidente granata Romero ne ha comprati di personaggi strani, uno su tutti Pinga dipinto come astro nascente brasiliano ma rimarrà famoso perché giocava con la bandana). Nel finale il momento pulp: l’ affiatata coppia José Mari-Inzaghi trova la terza rete non convalidata per presunto fuorigioco di SuperPippo, il quale si accorge dell’ annullamento quando ormai si è strappato la canottiera esultando. Sul ribaltamento il Toro ha la sua unica palla-gol del match ma compagno Lucarelli non inquadra la porta, riportando il battito cardiaco dei milanisti su ritmi accettabili.

Dopo il fischio finale Ancelotti si abbatte contro Braschi all’ uscita dal campo; Carlo, forse, è ancora inconsapevole che quei tre punti guadagnati saranno fondamentali per arrivare all’ agognato quarto posto, conquistato dopo un lungo testa a testa con il Bologna di Signori e Cruz; la sfida con gli emiliani si protrarrà fino all’ ultima giornata: il 5 maggio 2002

Milan: Abbiati, Contra, Chamot, Costacurta, Kaladze, Gattuso, Albertini (dal 28′ st Ambrosini), Serginho (dal 37′ st Roque Junior), Rui Costa, José Mari, Javi Moreno (dal 1′ st Inzaghi).

All. Ancelotti

Torino: Bucci, Galante, Fattori, Delli Carri, Comotto, De Ascentiis (dal 28′ st Castellini), Vergassola, Maspero (dal 11′ st Scarchilli), Mezzano (dal 37′ st Franco), Lucarelli, Ferrante.

All. Camolese

Arbitro: Braschi di Prato.

Reti: 6′ st Kaladze, 19′ st Ferrante su rigore, 36′ st Ambrosini.

Posted by AL diavolo

Milanista dal 1999 causa padre e scudetto di Zaccheroni. Dotato di elefantesca memoria, nostalgico degli anni che furono ma che spera vivamente di rivivere. Anche se uno come Nesta non nascerà più.