Sabato 27 febbraio, ore 20.45, San Siro. Ottava giornata di ritorno, con la possibilità di far segnare il nono risultato utile consecutivo; il Milan ospita il Torino fermo a centro classifica.

Entrambe le squadre reduci da un pareggio, anche se in circostanze diverse: scialbo 0-0 col Carpi in casa per il Torino, 1-1 a Napoli per il Milan (e no, cari amici che avete il sole e il mare tutto l’anno mentre i polentoni sono tristi, un tiro in porta per parte non è distruggere l’avversario come ho sentito dire da qualche vostro giocatore; avete distrutto anche gli spagnoli in EL?). Il bel campionato di due anni fa sembra lontano per il Torino, ma questa squadra non va comunque sottovalutata, specie visto l’1-1 dell’andata e gli stop imposti a Fiorentina e Roma (sempre in casa, a dire il vero). L’undicesimo posto, viste le premesse e le super aspettative dietro a ogni squadra di Ventura, è un po’ poco, ma dovrebbe permettere ai granata di salvarsi tranquillamente.

Ventura non rinuncia al 3-5-2, con: Padelli; Maksimovic, Glik, Moretti; Zappacosta, Acquah, Vives, Baselli, Peres; Belotti, Immobile. 4-4-2 per il Milan, con: Donnarumma; Abate, Alex, Romagnoli (Zapata), Antonelli; Honda, Kucka, Bertolacci, Bonaventura; Bacca, Niang. Uno squalificato per parte (Benassi e Montolivo), soliti assenti con Adriano che sta diventando un caso: la Gazzetta lo dà tra gli indisponibili. Turno potenzialmente favorevole oggi, dopo il pari con il Napoli e la tripla vittoria delle avversarie: ci saranno infatti Fiorentina-Napoli e Juventus-Inter per provare a recuperare punti almeno su un’avversaria, e poi la non scontata Empoli-Roma. Da segnalare anche Lazio-Sassuolo appena dietro il Milan, biancocelesti settimi e reduci dal passaggio del turno in Europa; sarà senza dubbio un turno avvincente.

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014

One Comment

  1. La partita di questa sera contro il Torino è di un’importanza capitale per il proseguo della stagione del Milan. Sinisa oramai ha inculcato, nella mentalità della squadra, il diktat: -non basta chiamarsi Milan per aver già vinto le partite- Bisogna sudare le proverbiali sette camicie per aver ragione di una buona squadra come il Torino che, se non avesse fallito il penalty, avrebbe conseguito lo stesso risultato ottenuto dal Napoli contro il Carpi. Quindi massima concentrazione e come ha detto l’allenatore ai giocatori: -chi crede d’aver già vinto può rimanere a vedere la partita in tv a Milanello. Soltanto al termine della partita con il Toro potremo sapere se si ha il diritto d’inseguire un sogno!

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