Nei primi anni 90 impazzavano le tournée negli stadi del Milan di Capello: l’8 novembre 1992 il programma prevedeva l’esibizione in quel di Napoli. C’è il tutto esaurito a Fuori Grotta, con il pubblico azzurro che, grazie ad una quantità industriale di fumogeni, rievoca al San Paolo la nebbia padana. E c’è pure entusiasmo, nonostante la squadra non stia facendo sognare i tifosi: i partenopei arrivano da una sconfitta per 3-2 in casa dell’ Atalanta (il Napoli in trasferta a Bergamo: quanti bei ricordi…), Maradona sta diventando un ricordo e il 10 sta sulle spalle di Zola, a guidare la retroguardia c’è Ferrara e in panchina siede Claudio Ranieri (ancora con i capelli neri).

Noi, invece, siamo pressoché una macchina da guerra: in sette giornate sei vittorie e un pareggio. Capello schiera la solita Linea Maginot in difesa e in attacco, con Van Basten, Marcolino Simone.

Pronti via e il Napoli brilla per iniziativa, ma Fonseca è poco concreto. Così, a dimostrare il concetto di concretezza ci pensa Van Basten: da un angolo di Albertini la palla arriva nei pressi del Cigno che, appena dentro l’ area, controlla e emette la sentenza che finisce alla spalle di Giovanni Galli, grande ex di giornata.

Con quel tiro finisce la partita del Napoli che entra in paranoia. Infatti, poco dopo, Corradini preoccupato da un pressing abbastanza blando di Marco, passa indietro a Galli che, nel vedere arrivare l’ ex compagno di vittorie, non riesce più a rinviare e Van Basten si trova la tavola apparecchiata per il 2-0.

Il resto del primo tempo e la prima metà del secondo filano via senza tante emozioni. Poi, al minuto 69, Beep Beep Massaro fugge sulla fascia sinistra e mette al centro per Eranio che timbra il cartellino: 3-0.

Il gol del buon Stefano fa perdere la pazienza ai tifosi napoletani: c’è chi sfolla e chi inizia a bruciare i seggiolini, ispirando al settore ospiti un coro maramaldesco sulle note di “Comme faccete mammeta”.

Intanto, un’ altra dormita difensiva vale il poker: Donadoni batte a sorpresa una punizione verso Albertini, cross immediato di Demetrio che trova Van Basten appollaiato sul secondo palo che al volo deposita in porta.

Pochi minuti e Van Basten approfitta di un gentile invito di Massimo Mauro (quel Mauro che oggi fa l’ odioso opinionista a Sky) che sbagliando a dosare il retropassaggio lo manda in porta. Il gol abbastanza banale di per sé diviene speciale perché, prima di stoppare e freddare nuovamente Galli, l’ olandese con nonchalance si volta a guardare se sono in arrivo avversari.

Una punizione meravigliosa di Zola non allevia le sofferenze: il pubblico rimasto saluta con gli ole’ i passaggi dei rossoneri e poi riparte con la contestazione al presidente Ferlaino.

Van Basten (“orgoglioso di giocare in questa squadra, merito dei compagni se faccio tanti gol” ho il presentimento che una frase così non la sentiremo mai dalla bocca di Balotelli) mette quattro autografi in quel che diventa l’ ultimo capitolo dell’ avvincente serie calcistica che ha caratterizzato la Serie A a cavallo tra gli anni 80 e 90.

Napoli: Galli, Ferrara, Francini, Pari (12′ Crippa), Tarantino, Policano, Corradini, Thern, Mauro, Zola, Fonseca.

All. Ranieri

Milan: Antonioli, Tassotti, Maldini, Albertini, Costacurta, Baresi, Lentini, Rijkaard, Van Basten, Eranio (62′ Donadoni), Simone (57′ Massaro).

All. Capello

Arbitro: Pairetto di Torino.

Reti: Van Basten al 7′, 27′, 69′, 75′, Eranio al 60′, Zola al 84′.

Posted by AL diavolo

Milanista dal 1999 causa padre e scudetto di Zaccheroni. Dotato di elefantesca memoria, nostalgico degli anni che furono ma che spera vivamente di rivivere. Anche se uno come Nesta non nascerà più.