Due anni dopo Istanbul, Milan e Liverpool si trovano nuovamente di fronte in finale di Champions League, ancora nell’Europa sud orientale: Atene, 23 maggio 2007.

Ad Atene avevamo già vinto una finale, quella storica sul Barcellona del 1994, e in quello stadio c’avevamo già giocato durante la fase a gironi, perdendo 1-0 con l’ Aek. È la stagione post-calciopoli: i rossoneri avevano disputato un campionato così così (con tutte le attenuanti del caso) ma avevano vissuto una meravigliosa primavera che li aveva portati ad avere la meglio su Celtic, Bayern e Manchester United. Il Liverpool in Europa ha fatto un buon percorso, rieliminando il Chelsea in semifinale con un gol del difensore Agger.

Come a Istanbul la tattica di Benitez è quella di annullare la tecnica rossonera con il solito gioco operaio, quindi rinuncia a una punta e avanza Gerrard che fa da spalla a Kuyt. In porta non c’è più lo spauracchio polacco Dudek, che si siede in panchina, ma Reina. Ancelotti, invece, stavolta da fiducia a Inzaghi (in tribuna a Istanbul) e lascia fuori Gilardino, schierando il suo 4-3-2-1.

I primi 45 minuti sono noiosi poiché a prevalere è la tattica degli inglesi: al centrocampo milanista, infatti, viene a mancare lo spunto per saltare la mediana red formata da Alonso, Mascherano, Pennant e Zenden. La prima occasione la crea il Liverpool quando Pennant salta Jankulovski e calcia in porta trovando un Dida attento. Successivamente entrambe le parti ci provano con tiri da fuori area con scarso indice di pericolosità.

Ma sul finale di tempo Kakà scappa ad Alonso che lo abbatte al limite dell’ area. A battere va Pirlo che calcia diretto in porta, il pallone incoccia su Inzaghi che sta correndo, come sempre, verso Reina per approffittare dell’ eventuale respinta: la deviazione di omero (se preferite di Omero visto che siamo in Grecia) spiazza Reina proteso in tuffo e Milan in vantaggio.

(Inzaghi dirà scherzosamente che “è uno schema”. La battuta diventerà lo slogan della pubblicità di una pay tv con protagonisti SuperPippo, Ibrahimovic e Pelè)

Nella ripresa il Liverpool cerca di reagire ma paradossalmente stavolta i gol di svantaggio sono pochi per scatenare la furia rossa (o più esattamente non hanno la fortuna dell’ altra volta). Ne esce, però, un duello spettacolare tra Nesta e Gerrard, dove il centrocampista inglese viene neutralizzato dal centrale romano a colpi di scivolata eleganti come lo smoking di James Bond.

All’unico tentativo in cui Gerrard riesce a tirare Dida si fa trovare al posto giusto e nell’ azione successiva, 37′ st, Kakà manda Inzaghi davanti a Reina che lo evita dribblando verso destra e calcia, cadendo, un pallone lento che piano piano varca la linea di porta.

Intanto Benitez s’era ricordato che il Milan soffriva le palle alte e che lui in panchina ha tenuto il lungagnone Crouch, così lo manda nella mischia cercando di creare scompensi tattici e cardiaci in area rossonera. Ne consegue che Kuyt su azione da corner anticipa Oddo e accorcia le distanze.

I gufi cominciano a sfregarsi le mani nel sognare Istanbul volume due, ma i fantasmi restano al di là del Mar Egeo e Maldini può alzare la settima Champions League del Milan. Con due anni di ritardo.

Milan: Dida, Oddo, Nesta, Maldini, Jankulovski (34′ st Kaladze), Gattuso, Pirlo, Ambrosini, Kakà, Seedorf (47′ st Favalli), Inzaghi (43′ st Gilardino).

All. Ancelotti

Liverpool: Reina, Finnan (43′ st Arbeloa), Carragher, Agger, Riise, Pennant, Xabi Alonso, Mascherano (33 st Crouch), Zenden (14′ st Kewell), Gerrard, Kuyt.

All. Benitez

Arbitro: Fandel (Germania)

Reti: Inzaghi al 45′ pt, Inzaghi al 37′, Kuyt al 44′ st.

Posted by AL diavolo

Milanista dal 1999 causa padre e scudetto di Zaccheroni. Dotato di elefantesca memoria, nostalgico degli anni che furono ma che spera vivamente di rivivere. Anche se uno come Nesta non nascerà più.

4 Comments

  1. Domani mi riguarderò una vecchia cassetta del Milan di Arrigo Sacchi: Napoli-Milan 2-3!
    Arbitra ‘il nostro di Firenze’ e non guarderò come il ‘calciopolista’, degno figlio di Gino e dell’amante parigina dell’ex arbitro implicato nel primo scandalo sul ‘calcioscommesse’, potrà danneggiare ancora una volta il Milan( ribadisco che nelle 29 direzioni, di questo individuo, il Milan ha vinto 3 volte, ha pareggiato 10 volte ed ha perso 13 volte) Ho sempre pensato che le designazioni non fossero mai state casuali e ‘moggiopoli’ lo ha confermato. Eccezion fatta per l’anno del sorteggio integrale dove vinse il titolo il Verona. Questo per me non fu soltanto casuale! Non voglio più arrabbiarmi, soprattutto se il Milan verrà ancora fustigato. Non ho digerito la direzione ‘calciopolista’, ‘del nostro di Firenze’ in Milan-Lazio della scorsa Tim Cup dove per me vi è stata la palese dimostrazione di come un arbitro può condizionare una partita di calcio. Non vi era alcuna necessità di scomodare ‘il nostro di Firenze’ poichè è l’ennesimo della serie che ‘l’uomo dello stretto’ manda a dirigere il Milan! Non guarderò più i Rossoneri quando saranno diretti da ‘certi arbitri’! Attendo buone nuove per ricominciare a seguire in diretta il Milan!

    1. Voglio aggiungere un’altra domanda : se i giocatori percepissero che i loro sforzi vengono vanificati da sabotaggi di varia provenienza che reazione dovremmo aspettarci ? Spero ardentemente di scoprire che non esistono sabotaggi altrimenti avremmo la spiegazione di tutti i comportamenti rassegnati ad ogni livello .
      Io non so se i nostri giocatori hanno la forza di attaccare e distruggere il Sassuolo alla faccia di qualsivoglia pezzo di merda volesse piegere il Milan per i suoi interessi.
      Non lo so ma nel dubbio urlo a chi non mi legge o non mi caca nemmeno le parole di un antico e vero tifoso : Forza Diavoli spaccategli il culo a suon di gol !

  2. Caro Borgofosco voglio farti una domanda . Come mai in un momento in cui si va dicendo che Galliani e Lotito sono sul carro del potere arrivano arbitri che ci massacrano ?

    1. Il Milan non è mai stato sul carro del potere. Questo sin dai tempi in cui Rivera ‘voleva spaccare il mondo’. Gianni è riuscito soltanto a far salire su ‘carri’ importanti gente come Blatter e Platini. Oppure gente come il ‘ferroviere umbro’, che sbraita, ancora ma che dovrebbe stare nelle patrie galere visto quel che ha combinato! Con gente così il calcio è stato minato e quasi distrutto. Gianni doveva dirigere la Federazione ed essere candidato alla guida della Fifa… ma era un uomo anti potere…così come è sempre stato il Milan soprattutto quello del ‘primo’ Silvio Berlusconi!

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