Oporto, 22 Giugno 2004. Si gioca l’ultima giornata della fase a gironi dell’Europeo portoghese per quanto riguarda il gruppo dell’Italia di Trapattoni, reduce dalla eliminazione tanto fallimentare quanto discutibile del mondiale coreano. L’Italia arriva a questa fase finale in trend nettamente positivo: non perde in gare ufficiali dalla gara di qualificazione contro il Galles dell’Ottobre 2002, dopo la quale ha totalizzato 4 vittorie e un pareggio vincendo il gruppo 9 ed è reduce, prima dell’Europeo, da due belle vittorie con Tunisia e Portogallo oltre ad un pari con la Spagna in amichevole.

Purtroppo per gli azzurri, però, l’avvio è stentato con lo 0-0 in Danimarca viziato dal famoso sputo di Totti al Danese Poulsen che costa una squalifica al romanista e dal successivo 1-1 con la Svezia dove l’Italia era riuscita a imporsi come gioco in campo sfiorando anche il raddoppio, subendo invece il pareggio grazie a un fantastico gol di Zlatan Ibrahimovic, uno dei tanti della carriera dello svedese. La regola, assurda per i tornei su partite secche, ancora in vigore oggi nelle competizioni UEFA vuole che prima della differenza reti si vada a vedere la classifica avulsa negli scontri diretti e, quindi, successivamente i gol segnati in questi. Svezia e Danimarca hanno entrambe battuto, la prima per cinque reti, la seconda per due reti a zero la Bulgaria, avversaria degli azzurri nell’ultima giornata di questo girone. La classifica prima dell’ultima giornata, quindi, vede Svezia e Danimarca appaiate a quota 4 punti mentre l’Italia è a quota 2: facendo un rapido calcolo con una vittoria italiana e un pareggio tra queste due squadre si troverebbero tutte e tre a quota 5 punti – i gol fatti sinora recitano Danimarca 0, Italia e Svezia 1: in altre parole, con una vittoria di una delle due squadre e la contemporanea vittoria Italiana gli azzurri passerebbero sicuramente, con un pareggio per 0-0 a passare sarebbero Italia e Svezia, con un 1-1 si andrebbe a controllare la differenza reti tra Italia e Danimarca mentre con un 2-2 o più le due nazionali nordiche sarebbero entrambe qualificate: l’aria di biscotto, insomma, già c’era.

Accade però che a Guimaraes, dove gioca l’Italia, non solo il risultato non si sblocca ma a passare in vantaggio è addirittura la Bulgaria con un calcio di rigore dopo 45 minuti di gara. A Oporto quindi la partita inizialmente è gara vera, anzi verissima con Jon Dahl Tomasson segna immediatamente il gol dell’1-0 che porta in vantaggio la squadra Danese con un gran tiro da fuori. In avvio di ripresa, però, arrivano due contemporanei pareggi – Perrotta lo segna a Guimaraes e Larsson, su rigore, ad Oporto – l’Italia in questo momento sarebbe fuori per via della differenza reti. Tomasson pero riesce a segnare un gol di rapina, alla Pippo Inzaghi di cui è ancora compagno al Milan. Sembrerebbe quindi a tutti gli effetti una partita vera, anche perché Tomasson che dopo il 2-1 si porta a zittire la tifoseria Svedese sotto la curva. L’Italia però a Guimaraes continua ad attaccare sul risultato di parità: la gara rimane 1-1 proprio in prossimità del recupero. A Guimaraes, però, devono ancora trascorrere cinque lunghissimi minuti di recupero contro il solo uno concesso alle due nordiche nella gara di Oporto. Cosa fare? Semplice, ad un minuto dalla fine arriva il fattaccio: Wilhelmsson fugge sulla fascia sinistra e crossa al centro, il portiere danese, lo stesso del fallo da rigore su Larsson, va sul pallone e lo perde: la Svezia fa gol a porta vuota e il biscotto si concretizza: chiamate 2-2, rispondono Svezia e Danimarca.

Le lacrime di Cassano dopo il gol, inutile, alla Bulgaria rimarranno nella storia di tutti i tifosi azzurri, così come rimarranno le dichiarazioni di Buffon, e non mi riferisco ai “due feriti sono meglio di un morto” ma a “se quelli fanno 2-2 veramente, altro che ufficio inchieste: direttamente le teste di cuoio in campo, ci vogliono“. A girare il coltello nella piaga sarà poi la Bild che riporterà una settimana dopo le dichiarazioni dei giocatori in campo pubblicate da un giornalista svedese.

Erik Edman chiese al danese Daniel Jensen prima del fischio d’ inizio «Giochiamo per il 2 a 2?» e Jensen rispose «Si, lo possiamo fare» e ancora Edman: «Allora prima voi ci dovere lasciar segnare un gol». Risata di Jensen. Durante la gara, lo svedese Anders Andersen rivolto al danese Thomas Gravesen, sul 2-1 per la Danimarca: «Fateci fare un gol». Al che Gravesen gridò: «Sì, allora attacca e basta, al diavolo». Alla fine, Thomas Soerensen si avvicinò contento al danese Marcus Allbaeck, dicendo forte «Amico mio, amico mio» e quello replicò «Lasciami stare, è una cosa penosa».

La UEFA non fece tesoro di questo episodio e lasciò inalterata la regola sul passaggio del turno – lasciando quindi la possibilità che tutto ciò possa accadere di nuovo fra pochi giorni con altre nazioni coinvolte. Per quanto riguarda invece gli dei del pallone – fortunatamente se la federazione Europea perdona, loro paiono essere un filino più vendicativi. Svezia e Danimarca saranno immediatamente eliminate al turno successivo da Olanda e Repubblica Ceca e falliranno la successiva qualificazione al mondiale 2006mondiale in cui l’Italia, come ben sappiamo. sarà a Berlino ad alzare la Coppa.

DANIMARCA – SVEZIA 2-2
Marcatori: Tomasson 28′ p.t.; Larsson (rig.) 1′ , Tomasson 21′ , Jonson 44′ s.t.
DANIMARCA (4-2-3-1): Sorensen 4; Helveg 6, Laursen 6,5, Henriksen 6, N. Jensen 6,5; D. Jensen 6 (Poulsen 5,5 21′ s.t.), Gravesen 6,5; Gronkjaer 6, Tomasson 7,5, Jorgensen 6 (Rommedahl 6 12′ s.t.); Sand 6. All.: Olsen 6,5
SVEZIA (4-1-3-2): Isaksson 5; Nilsson 5,5, Mellberg 6, Jakobson 5,5, Edman 5,5; Andersson 5 (Allback s.v. 36′ s.t.); Jonson 6, Kallstrom 5 (Wilhelmsson s.v. 27′ s.t.), Ljungberg 6; Ibrahimovic 5,5, Larsson 6,5. All.: Soderberg e Lagerback 5,5
Arbitro: Merk (Germania) 6,5 Ammoniti: Edman, Kallstrom Recuperi: 1′ più 1′

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990 (online)

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