Il destino a volte gioca strani scherzi, come quando non volle concedere la vittoria nella finale dei mondiali per due volte consecutive alla squadra dotata del calcio più rivoluzionario della storia. Il destino concesse a quella squadra una sola vittoria, molti anni dopo e con altri atleti, in una competizione di rango solo continentale; con un gioco forse meno brillante del “calcio totale” prima maniera, ma con un trio di giocatori inarrivabili: Gullit, Van Basten, Rijkaard.

 Siamo nel 1988 ed in Europa si inizia a respirare l’aria primaverile della Perestroika di Gorbacev, ed in Germania Ovest, nazione ospitante il torneo, si cullano dolci sogni di riunificazione. Calcisticamente parlando siamo all’inizio dell’epopea del Milan di Sacchi, con la bellissima vittoria dello scudetto 1987-1988.

Si arriva alla fase finale dell’Europeo con la Germania Ovest grande favorita della manifestazione, assieme all’URSS e ad all’Inghilterra. L’Olanda arriverà in finale contro i sovietici dopo aver vinto la semifinale contro la fortissima Germania Ovest, col risultato di 2-1, ribaltando il risultato del 1974 che l’aveva vista soccombere mentre l’Unione Sovietica sistema con una doppietta la giovane Italia di Vicini – non è comunque una partita semplice ed i sovietici per passare il turno danno fondo ad ogni riserva fisica e psicologica, riserve che non potranno essere poi gettate in campo tre giorni dopo nella finale; senza contare che nel match contro la nostra nazionale l’URSS perde per squalifica Oleg Kuznetsov, fortissimo difensore ucraino.

Olanda-URSS 1988 sarà l’ultimo grande match per la gloriosa nazionale sovietica, composta, in questa come in molte altre occasioni con atleti per la maggior parte provenienti dall’Ucraina, dal vivaio della Dinamo Kiev. La finale si svolge all’Olympiastadion di Monaco di Baviera davanti a 72.300 spettatori il 25/06/1988 ed è arbitrata dal francese Vautrot.

Gli olandesi sono allenati da Rinus Michels, il leggendario inventore del “calcio totale”, ispiratore del moderno calcio europeo, ed allenatore di lunghissimo corso della selezione olandese, logico quindi aspettarsi un Olanda che fa la partita, mentre un Unione Sovietica che gioca cercando il contropiede attendendo l’errore degli Olandesi.

Ho detto contropiede, non statico difensivismo all’italiana, infatti la manifestazione tedesca verrà ricordata come uno dei momenti di maggior salute del calcio continentale, dove quasi tutte le nazionali più forti esprimevano un calcio bello, a tratti spettacolare. L’Olanda al momento della finale viene quindi data leggermente favorita. Ma non è tutto oro quel che luccica perché ciò era già avvenuto anche ai mondiali 1974 e 1978, persi clamorosamente.

Inoltre i sovietici magistralemente addestrati dal grande Lobanovski, avevano già affrontato gli Oranje nella fase a gruppi, vincendo per 1-0 con rete segnata in contropiede dal centrocampista ucraino Gac, mentre per il resto della partita riuscirono a non essere schiacciati dalla mole di gioco costruita dagli olandesi, e chiusero la fase a gruppi da vincitori del Gruppo B. Senza contare che la vittoria nella semifinale contro l’Italia aveva tolto forze all’URSS ma gli aveva anche dato morale.

La partita finale inizia nel segno dell’Olanda, ma fintanto che i sovietici riescono a governare la propria metà campo con la consueta freddezza la palla non entra in rete. Non è più l’Olanda totale degli anni ’70, ed entrambe le squadre giocano a zona, Michels inoltre non vuole perdere la terza finale su tre disputate: chi si aspetta una partita straripante sin dal primo minuto pertanto rimane a bocca asciutta.

Ma al 34° Gullit insacca con un magistrale colpo di testa, il pezzo forte del suo repertorio, l’assist, sempre di testa di Van Basten: Milan, anzi Olanda in vantaggio. Il gioco aereo non è la specialità della squadra sovietica ma va detto che il colpo di testa che finisce alle spalle del portiere Dasaev era davvero imparabile, in quanto ravvicinato, potente ed angolato.

L’URSS non si arrende ma al minuto 54 si fermano le lancette degli orologi: nessuno, né il difensore né il portiere, né Mark avrebbero potuto immaginare cosa sarebbe successo.

Al minuto 54 il Dio del calcio tocca il piede di Van Basten e fa scoccare un tiro dalla balistica meravigliosa: un arcobaleno che parte, ne troppo veloce ne troppo lento, dal destro di Mark quasi sulla linea di fondo, tocca il paradiso ed entra dolcemente dentro la porta sovietica sul palo lungo.

In quel preciso istante, finì l’epopea dell’URSS nel calcio, ma sul momento non se ne accorse nessuno.

Ma tutti si accorsero invece che era iniziata la leggenda dell’Achille milanista, invincibile sul campo, dalla carriera breve ed intensissima, coronata dalle incredibili vittorie con la nostra maglia, che eternerà con tocchi di divina classe che nessuno dei tre parigrado in quanto a palloni d’oro (Crujiff, il trionfatore dell’Heysel, e Leo Messi) potrebbero mai sperare di raggiungere.

L’esito della partita, che sembrava già delineato dopo la marcatura di Gullit, adesso è davvero segnato; ma l’Unione Sovietica non rinuncia ad attaccare, ma lo fa in modo disordinato, più con l’orgoglio e con il timore della sconfitta che con la consapevolezza di potercela fare – infatti, il palo colpito dall’URSS al 58° ed il rigore fallito da Belanov ci fanno capire che l’Olanda è la vincitrice di questo campionato europeo.

Ma chiunque abbia visto quella partita, fosse anche un bambino di 7 anni come il sottoscritto, non si sarebbe mai potuto dimenticare quel gol.

Ed io, anche se non sapevo bene che valore aveva quella partita, né dov’era la Germania Ovest aveva in mente un solo impellente desiderio: l’inizio del nuovo campionato, per tornare a vedere i 2 gioielli olandesi indossare la maglia del Milan, stavolta accompagnati anche dal grande Rijkaard.

Monaco di Baviera, 25/06/1988
OLANDA – URSS 2-0
Olanda: Van Breukelen, Van Tiggelen, Van Aerle, Koeman R., Rijkaard, Wouters, Vanenburg, Muhren, Van Basten, Gullit, Koeman E.
URSS: Dasaev, Demianenko, Khidiatullin, Gotsmanov (68′ Baltacha), Rats, Alejnikov, Michailichenko, Litovchenko, Zavarov, Protassov (71′ Pasulko), Belanov
Arbitro: Vautrot (Francia)
Marcatori: 33′ Gullit (O), 54′ Van Basten (O)

reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo