Oggi nessuno è qui per partecipare.

Oggi è una partita che si vince sputando sangue.

Oggi è una partita che si vince intervenendo su ogni pallone.

Oggi è una partita che si vince se non si tira indietro la gamba.

Oggi è una partita dove chi perde smarrisce se stesso e si volta indietro.

Oggi è una partita che farà la differenza tra calciatori e uomini.

DALLO STADIO LUIGI FERRARIS DI GENOVA, SAMPDORIA – MILAN, DESTINAZIONE EUROPA

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Partiamo da un punto fermo. Dovessimo espugnare Genova e il Palermo perdere a Cagliari il terzo posto sarebbe matematico. Dovessimo espugnare Genova e il Palermo vincere a Cagliari basterebbe un pari alla favorita. Dal dire al fare affrontiamo una delle migliori squadre davanti al proprio pubblico. 10 vittorie, 6 pareggi ma soprattutto zero sconfitte. Qui ci ha perso l’Inter. Non di recente, quando viaggiava a ritmi di Europa League ma a Novembre quando era al top della forma. Qui ci ha perso la Juve, anche se non è una notizia e la Roma è riuscita a strappare uno 0-0. Insomma dalle big la Samp non ha nemmeno mai preso gol.

Oggi i ragazzi sono chiamati quindi a una vera e propria impresa nella partita più difficile di questo turno che ovviamente non può essere quello pseudo scontro che qualcuno con una bella dose di faccia tosta osa ancora chiamare derby d’Italia. Come al solito attenzione a Thiago Silva, se viene ammonito salta Palermo, che sarebbe un bell’autogol. Noi, insieme a Samp e Palermo ci giochiamo il terzo posto in queste due gare. Nella peggiore delle ipotesi tra due giornate potremmo essere a soli 4 punti dalle due, che per nostra fortuna si scontreranno tra di loro alla penultima giornata.

Andiamo all’aspetto tattico: in difesa dovrebbe finalmente rivedersi Bonera anche se a Milanello si vocifera che non sia proprio al 100%. Squalificato Pirlo il centrocampo sarà prevalentemente fisico con Gattuso ed Ambrosini dietro a Sededorf. Là davanti invece non ci sono alternative. Borriello con la certezza della propria regolarità sottoporta, Huntelaar, ancora una volta fuori ruolo e Ronaldinho che come al solito sarà la chiave della partita.

Dall’altra parte attenti a Poli ma soprattutto Cassano e Pazzini. Non andrà al mondiale Antonio, ma non per questo ha smesso di impegnarsi in ogni partita. Vero dinho?

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.