https://i0.wp.com/www.newnotizie.it/wp-content/uploads/2010/02/fiorentina_milan_pato11.jpg?resize=302%2C202Firenze, ore 20.45. Se non è decisiva poco ci manca. Firenze è infatti una delle tre trasferte insidiose che ci mancano a fine campionato. Saremo obbligati a portare a casa 9 dei 12 punti, e inoltre a fare bottino pieno in casa, se non vogliamo vedere il calendario del Napoli. L’Inter, nonostante il sostegno dei media pronti a indirizzare ottimisticamente l’ambiente, la prenderò in considerazione solo in caso di una nostra non vittoria stasera e di una loro vittoria a Parma. Ma resto convinto che ne bastino 7 per tenere dietro i partenopei. Ecco perché vincere oggi, in una giornata in cui il Napoli ha un turno in trasferta comunque agevole potrebbe questa volta chiudere veramente un campionato che il derby ha portato in agonia e a cui ora dobbiamo dare il colpo di grazia. I 12 punti su 12 contro le nostre inseguitrici non lasciano scampo ad alcuna possibilità di secondo posto. A Firenze arriviamo da tre vittorie di fila, tutti in scontri decisivi. I primi due erano veri e propri spareggi Champions League, mentre il terzo, era la gara che ci avrebbe portato a -4 dall’Inter lo scorso anno in corsa per un titolo perso poi nelle battute finali.

QUANDO IL CT DEVE STARE ZITTO – Hanno fatto discutere le parole di Prandelli, fuori luogo e inopportune, in settimana in cui il CT ha detto di fare il tifo per il Napoli. Vanno fatti i complimenti alla società, in particolare all’intervento immediato di Galliani che oltre ad aver ottenuto le scuse del CT, ha innescato il solito meccanismo della macchina del fango, pronti a colpevolizzare non il commissario tecnico della nazionale, che ovviamente in quanto simpatico ai giornalisti (finché convoca Cassano, almeno) non può essere colpevolizzato, ma proprio Galliani. Si è scagliato contro l’AD del Milan ad esempio Ulivieri, presidente dell’assocalciatori (ma anche di Allegri?). Non ho sentito, ma se quello che ho letto è vero, è la prima volta che vedo un c.t., una persona con una grandissima responsabilità istituazione, pronosticare il successo di una squadra. Se è vero, mi fa pensare tanto. Se è vero, è una mancanza di rispetto. Questo non lo ha detto Galliani ieri: lo ha detto Mourinho, un anno e mezzo fa, quando Lippi pronosticò la Juve campione e tutti i media diedero grande risalto alle parole del portoghese. Questo ci fa capire che proveranno a farcene di ogni genere in queste sei residue settimane per destabilizzare lo spogliatoio (contratti, Ronaldo, Seedorf al Corinthias, Ganso in arrivo, Robinho via, giusto per fare un esempio…), confermando che vanno bene tutte, ma non il Milan campione. Siamo soli.

NIENTE NESTA – A Firenze ci andiamo senza Nesta, tenuto a riposo precauzionale per un dolore alla schiena. Sarà quindi chiamato in causa l’ottimo Yepes (a chi critica il suo acquisto ricordo sempre che quando l’anno scorso si verificava questa situazione giocava Favalli) di fianco a Thiago Silva. Confermato titolare a sinistra Zambrotta dopo l’ottima prova del derby. A destra sempre l’ottimo Abate, terzino che ormai abbiamo capito che mediaticamente non piace, seppur si sia confermato il migliore del campionato. Fuori ancora Ambrosini e Pirlo (per loro ritorno a Brescia?), Gattuso in dubbio (per lui panchina) ed ecco il centrocampo obbligato con Van Bommel, Flamini e Seedorf (riuscirà ad azzeccare due gare di fila?). Boateng dietro alle due punte, Ibra e Pato. Attenti alla diffida: Pirlo, Bonera, Nesta, Gattuso, Ibrahimovic, Van Bommel. Se i primi tre, forse quattro, non giocheranno oggi, gli ultimi due possono diventare assenze pesanti. Meglio spendere il giallo subito, e saltare un abbordabile Sampdoria casalinga o prolungare rischiando Roma e Udinese?

TORNA LO SVEDESE – E qui passiamo all’aspetto tattico. Riuscirà Allegri a far coesistere i due senza limitare le capacità distruttive di Pato, ammirate nel derby? Se prima si diceva che era Ibra il giocatore decisivo, ormai non è più così. Il papero ha infatti segnato un gol di meno dello svedese, ma due in più su azione. E soprattutto Robinho dovrà restare ai margini, senza poter effettuare quel lavoro in velocità di allargamento del campo che Pato fa poco e Ibra per nulla. Allegri ha l’occasione di dare finalmente una sua mano a questo Milan dove di suo abbiamo visto finora poco o nulla. Se riesce a far coesistere i due, a detta di tutti incompatibili tatticamente, lo scudetto numero diciotto è cosa fatta.

P.s. mi piacerebbe vedere un gol di Ibra oggi, giusto per far gridare qualche verginella, di quelle che pensano che i tre gol nel derby siano irregolari, al campionato falsato.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.