Il pericoloso 1-0 dell’andata costringe l’Italia al miracolo. Con un paio di episodi (perché non è che nemmeno i nordici abbiano mostrato chissà che calcio champagne) la Svezia ha un piede al mondiale di Russia 2018, dopo 90 dei 180 minuti previsti.

Il rischio è quello di svegliarsi domani mattina fuori per la prima volta dopo 26 anni da un torneo maggiore. Che diventano 60 da quel gironcino a tre, in realtà non uno spareggio, con l’Irlanda del Nord risalente al mondiale 1958. Dalle stelle alle stalle per una squadra che un anno e quattro mesi fa usciva ai rigori con la Germania dopo aver eliminato la Spagna. Gli episodi dell’andata (autogol + palo) sembrano “spingere” da una certa parte; dello spareggio si sapeva più o meno dal momento del sorteggio gironi, e non è che sia una maniera “meno nobile” per andare al Mondiale. Questa debacle non avrebbe ripercussioni sulle qualificazioni a Euro 2020, che hanno “maglie” molto più larghe per il passaggio del turno.

A ospitare la partita è il “talismano” San Siro che porta con sé tre successi con la Svezia e dove l’Italia è imbattuta nel nuovo millennio. 3-5-2 confermato, potrebbero esserci vari cambi a centrocampo e il tentativo Gabbiadini o addirittura El Shaarawy in attacco. Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Candreva, Parolo, Jorginho, Florenzi, Darmian; Gabbiadini, Immobile il possibile undici. Olsen; Lustig, Lindelof, Granqvist, Augustinsson; Claesson, Larsson, Johansson, Forsberg; Toivonen, Berg la risposta svedese. Arbitra lo spagnolo Lahoz. Nel frattempo si sono già qualificate Croazia e Svizzera, oltre alle africane Tunisia, Senegal e Marocco nei gironi che mancavano all’appello.

piterdabrescia

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014

3 Comments

  1. Borgofosco
    Mario De Magistris 13 Novembre 2017 at 13:23

    Italia-Svezia è diventata una strana partita, almeno per i milanisti, perché a differenza degli svedesi che hanno onorato il Milan e Milano, l’allenatore svedese Andersson è un personaggio di una antipatia unica. Un supponente e per certi versi anti-sportivo che ha fatto lo gnorri sminuendo, per certi versi deridendo, quanto accaduto nell’andata (la frattura del naso di Bonucci non è un episodio di gioco ma un episodio di violenza) In Svezia gli svedesi hanno praticato un ‘giuoco’ scorbutico che è andato ben oltre quanto i regolamenti calcistici consentivano al gioco cosiddetto all’inglese. Questa Svezia è realmente poca cosa e non rappresenta nulla nell’attuale panorama calcistico a differenza della Svezia del Gre-No-Li che aveva sfiorato la vittoria olimpica a Londra ed esprimeva un calcio tra i migliori a livello planetario. L’augurio è che anche questa Italia, pur non essendo di caratura eccelsa, possa eliminare la Svezia e rimediare così alla vergognosa eliminazione del 1958 dove gli italiani furono esclusi proprio dai mondiali che si giocarono in Svezia. San Siro pensaci tu e come diciamo a Milano: “San Giuan fa minga ingann”.

  2. Se penso a Gabbiadini titolare e Balotelli nemmeno convocato , grazie Buffon, mi viene da piangere. Ma pure per El Shaaravi.

  3. Apoteosi di un buffone.

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