Si riparte da qui

Londra, White Hart Lane. In uno degli stadi più straordinari d’Europa per l’atmosfera che i tifosi sanno creare, il Milan si gioca l’ingresso tra le otto regine d’Europa partendo dalla condizione di sfavorito, stante la vittoria esterna degli Spurs nel match di tre settimane fa.
Mai partita decisiva di Champions fu meno attesa, almeno per quanto mi riguarda. Da un lato la voglia, forse il dovere, di provarci incondizionatamente, perchè questa è la Champions e non si può lasciare che ci scivoli dalle mani senza nemmeno provare a trattenerla. Ma d’altro canto sarebbe forse meglio poter dedicare tutte le nostre forze al tricolore, obiettivo ben più reale e concreto rispetto alla coppa, che probabilmente ci vedrebbe eliminati ai quarti di finale con un cambiamento quindi non sostanziale.

E poi il discorso delle energie: è il caso di aggiungere altre due partite a un calendario già di suo particolarmente impegnativo? Sì, no, chissà. Però se si passa si fa il pieno di autostima e a volte dove non arrivano le gambe, arriva la testa. Cosa scegliere?
Ultima ma non ultima, la paura che accompagna coloro che devono ribaltare un risultato, cioè quella di prendere una scoppola (ipotesi nemmeno tanto remota, giocando contro una squadra devastante in contropiede). Insomma, un’altra Manchester no, grazie.
Personalmente mi accontenterei anche di un’eliminazione dignitosa, ovviamente senza sputare sopra ad un eventuale passaggio ai quarti di finale. Ribalto quello che dissi l’anno scorso prima della trasferta ad Old Trafford: se là era meglio provarci e prenderne 4, oggi preferirei uno 0-0. Là, non avevamo nulla da perdere, oggi dobbiamo conservare le certezze che ci siamo costruiti nei mesi.

Gli intoccabili

Allegri, questi problemi non se li è posti: giocano i migliori (che alla fin fine è la soluzione più logica davanti a una partita comunque molto importante, schierare le riserve sarebbe stato troppo provinciale). Quindi niente panchina per Zlatan Ibrahimovic, il cui fisico potrà certamente servire, come è stato a Torino e come è sempre, anche quando non segna. Con lui Pato e Binho, dietro loro non sappiamo ancora chi giocherà (sceglierò in extremis, ha datto il mister). Certa la presenza di Flamini, Abate, Nesta e Thiago, mancano il terzino sinistro e due centrocampisti (da scegliere tra una ristretta rosa). Un solo appunto: le ultime prestazioni di Seedorf davanti alla difesa si sono rivelate tragiche.

Nel Tottenham non dovrebbe esserci dall’inizio lo spauracchio Bale, stando alle parole di Redknapp. Il resto della squadra abbiamo imparato a conoscerlo: fisicità e dinamismo.

In definitiva la vivrò con serenità, ma tutte le chiacchere della vigilia andranno a farsi benedire e lasceranno posto al solito tifo di sempre. Dal primo, all’ultimo minuto, perchè come diceva un tale “Non è finita finchè non è finita”. Dopodichè accetterò il verdetto del campo, augurandomi solo che gli Spurs non ci infilzino come fecero coi cugini qualche mese fa. In quel caso mi incazzerei.

 

Posted by LaPauraFa80