mil intDomenica 4 maggio, ore 20.45, San Siro. Milan che ufficialmente “ospita” l’Inter, nel ritorno del derby di campionato, cercando di vendicare l’1-0 a favore dei nerazzurri all’andata.

Se confrontiamo l’andamento di questa stagione dell’Inter con quello dell’anno passato, non è che ci sia stato tutto questo miglioramento. L’Inter del vituperato e rinnegato Stramaccioni, martoriata da infortuni e sfighe di ogni tipo -1-3 alla Juve all’andata e derby di ritorno escluso, segno che comunque il lavoro del tecnico romano non era tutto sbagliato- aveva concluso il campionato al nono posto con 54 punti. Potenzialmente, i cugini potrebbero anche arrivare a quota 66, ma quello che conta è anche il come ci si arriva. Quello dell’anno scorso era un campionato con meno “sorprese” alla Verona-Torino-Parma, ma tutto sommato più forte se si considera l’insieme. La Juve si era fermata a 87 punti, quest’anno può passare i 100, con la Roma potenzialmente a 94; tolto il Pescara, ci sono voluti molti più punti per salvarsi, mentre le squadre che lottano adesso sono comprese tra i 25 e i 30 punti e verosimilmente non ne faranno molti adesso. Oltretutto l’Inter non aveva nemmeno l’impegno delle coppe europee, là dove l’appuntamento fisso del giovedì toglieva energie alla squadra di Strama. Mazzarri rischia di diventare l’ennesimo allenatore (dopo Benitez, Gasperini, Ranieri, e lo stesso Strama) di un’Inter che troppo spesso appare ancora in mano a reduci del triplete ormai non più forti come allora.

Intanto, il mistero sul futuro dell’altro “panettone”, quello del Milan (termine sempre valido, anche in estate) si infittisce ancor di più. Ora voci di corridoio danno Donadoni in arrivo, con la panchina del Parma che verrebbe affidata a Inzaghi. Non accadrà nulla di tutto questo, probabilmente: troppo l’esborso per la buonuscita, e due esoneri in 6 mesi (escluso il “cattivo tessitore” Zaccheroni a maggio e Terim a novembre 2001) al Milan non si sono mai visti. Arrivare al derby reduci dalla sconfitta di Roma e in queste condizioni non è mai una bella cosa, ma la squadra non è inferiore all’Inter. Il ritorno del lungodegente El Shaarawy, seppur in panchina, potrebbe regalare nuova linfa a un gruppo terzo per punti fatti da quando è arrivato Seedorf. Per entrambe le squadre, formazione tipo in campo. 4-2-3-1 per Seedorf, con: Abbiati; De Sciglio, Rami, Mexes, Constant; Montolivo, De Jong; Poli, Kakà, Taarabt; Balotelli. 3-5-2 per Mazzarri, con: Handanovic; Ranocchia, Samuel, Rolando; Jonathan, Hernanes, Cambiasso, Kovacic, Nagatomo; Palacio, Icardi. Unico big assente Juan Jesus per l’Inter.

Turno spalmato su tre giorni. Nel pomeriggio di oggi, cinque le partite di scena: prosegue la sfida a distanza per la salvezza, con Udinese-Livorno, Chievo-Torino, Catania-Roma e Genoa-Bologna, e Parma-Sampdoria a completare il pomeriggio (Parma e Torino interessano da vicino anche al Milan, per le posizioni EL). Stasera si sa; domani e martedì 2 partite al giorno, cadenzate alle 19 e alle 21. Prima una sfida diretta per il sesto posto, Lazio-Verona, e poi Juventus-Atalanta che dovrebbe consegnare la terza stella ai bianconeri, domani; per riposare dopo la finale di Coppa Italia giocano martedì -entrambe in casa- Fiorentina e Napoli, rispettivamente contro Sassuolo e Cagliari. Forse il turno più di tutti decisivo, per i due verdetti che ancora mancano all’appello (EL e retrocessioni). Un turno tutto da vivere, nel giorno che precede l’anniversario di quella data che tutti sapete.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014