cat milDomenica 1° dicembre, ore 12.30, Stadio Angelo Massimino. Trasferta alle pendici dell’Etna per il Milan; l’avversario di turno è il Catania di Luigi De Canio.

Sembra che non ci sia pace in casa rossonera in questo 2013/14: neanche il tempo di gustarsi l’importantissimo successo del Celtic Park, che un nuovo ciclone si è abbattuto sulla società. Galliani lascia, anzi no; dopo 27 anni di successi, sebbene anche il pelato ad rossonero abbia i suoi scheletri nell’armadio (vedasi i vari scambi con Preziosi e gli intrallazzi con procuratori senza scrupoli alla Raiola) il bilancio è sicuramente positivo, specie se comparato alle spese pazze fatte da altre squadre, anche in Italia. Ma mentre scrivo la crisi sembra rientrata, con la conferma di Galliani fino almeno a fine stagione; a prescindere dai successi di Galliani, comunque, un ricambio generazionale non sarebbe stato uno scandalo, specie visto l’ingresso di due bandiere come Maldini e Albertini. Ma attenzione: le bandiere non sono sempre garanzia di successo, e ripartire da zero non è mai cosa facile. Il giorno dopo aver festeggiato la cacciata di Galliani, gli occasionali, quelli per cui la colpa è di tutti e di nessuno, che sparano nel mucchio scappando poi a nascondersi, direbbero le stesse cose di Fenucci, di Barbara e del duo Maldini-Albertini se i risultati non dovessero arrivare subito.

Il Catania, fanalino di coda del campionato insieme al Chievo, non sembra aver tratto giovamento dall’arrivo di Luigi De Canio. L’allenatore di Matera è subentrato a Rolando Maran, esonerato dopo una partenza da 5 punti in 8 partite, e nelle 5 gare successive a guida De Canio sono arrivati solo 4 punti. La squadra a maggioranza argentina sta notevolmente faticando in campionato, nonostante l’impianto sia ormai consolidato, con pochi innesti, tra cui il nazionale ceco Jaroslav Plasil e l’Under 21 azzurro, in prestito dall’Inter, Cristiano Biraghi. 4-3-3 per il lucano, con: Andujar; Rolin, Spolli, Gyomber, Alvarez; Plasil, Tachtsidis, Guarente; Monzon, Barrientos, Maxi Lopez. Finalmente, sul fronte rossonero, Poli dovrebbe partire titolare. Ma è il ruolo a lasciare sconcertati; per l’assenza contemporanea di Abate, De Sciglio e Zaccardo, pur di non far giocare Vergara (con spostamento a destra di Bonera, a sorpresa tra i migliori a Glasgow) il mediano rossonero dovrebbe partire nell’inedito ruolo di terzino destro. Solo 19 i convocati, Ferrari (portiere della primavera, anche Abbiati ha dato forfait all’ultimo) e Vergara compresi; probabile passaggio al 4-3-2-1, l’ “albero di natale”, con: Gabriel; Poli, Bonera, Silvestre, Emanuelson; Montolivo, De Jong, Nocerino; Kakà, Birsa; Balotelli.

Dopo i due anticipi Parma-Bologna (derby emiliano) e Genoa-Torino, sarà tra domenica e lunedì la maggior parte dello spettacolo. Atalanta-Roma alle 15, e più tardi, alle 18.30, Juventus-Udinese, nel giorno tradizionale del campionato italiano; lunedì sera, invece, saranno di scena sfide di lusso come Fiorentina-Verona e Lazio-Napoli. 3 punti servono come il pane al Milan, ed è ormai inutile anche ripeterlo: la distanza dalla zona EL (10 punti) è ben maggiore dei 4 che si hanno sulla Sampdoria terzultima. Ma ci sono ancora 25 giornate per riprendersi. Sperando nel ritorno dei big che fecero bene l’anno scorso; El Shaarawy è tra i convocati, ma De Sciglio e Pazzini -uno che, d’accordo, non sarà tecnicamente e atleticamente fortissimo, ma segna, cosa che Matri non fa nemmeno per sbaglio- non ci sono ancora. Dopo il ritorno alla vittoria in CL, deve essere la volta buona anche per il campionato.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014