balo cityMercoledì 31 luglio, ore 18.15, Allianz Arena. Scontro “di lusso” per questo Milan estivo; l’avversario di turno è il Manchester City che fu di Mario Balotelli e Roberto Mancini.

Dopo l’avvento degli sceicchi, del City si sa più o meno tutto, quasi più che dei rivali cittadini dello United. Il City è la squadra “cittadina” tra le due, un po’ il ruolo che ha il Torino in Italia se comparato con la Juventus. Ma dopo l’avvento dell’emiro Mansur il ruolo della squadra “antipatica” della città è stato preso proprio dai light bluesche negli anni si sono assicurati con mosse di mercato degne di Marco Branca giocatori fortissimi, ma anche acquisti che invece non hanno mai dimostrato il valore di mercato. Vengono in mente i 35 milioni per Dzeko, forte sì ma che sulla riva del Mersey non ha mai raggiunto i picchi di Wolfsburg, o i 30 milioni più Stephen Ireland per un altro giocatore “medio” come Milner. Va detto che comunque l’attuale formazione è molto forte, e qualche trofeo ad interrompere il più che trentennale digiuno, sotto la gestione Mancini, è arrivato.

Un concetto base del calcio, ma che è bene ribadire, è che una squadra non si può costruire semplicemente puntando su una serie di grandi nomi. Hart; Zabaleta, Kompany, Lescott, Kolarov; Navas, Tourè, Silva; Jovetic, Aguero, Dzeko è solo una delle possibili formazioni che mi vengono in mente, in una squadra carica di stelle. A cui si è aggiunto Manuel Pellegrini in panchina; l’ex allenatore di Villarreal, Real Madrid e Malaga (che ha fallito solo a Madrid, arrivando in semifinale di CL con il Villarreal e sfiorandola con il Malaga) vuole riscattare con una big la sua pessima stagione con le merengues. Partiti Balotelli a gennaio e Tevez poco tempo fa, l’attacco a disposizione del cileno può comunque contare su gente come Jovetic, Aguero, Nasri, Negredo e lo stesso Dzeko.

Altrettanto si può dire del Milan, se El Shaarawy tornerà quello devastante della prima parte della scorsa stagione. La formazione tipo del Milan -non è dato sapere chi scenderà in campo domani, prima di due amichevoli in due giorni-, dopo il diktat sul 4-3-1-2 manca ancora di un vero trequartista (che sarebbe Honda, nel caso) ma dispone di un buon attacco e di un buon centrocampo, ma la preoccupazione maggiore è ancora riguardo alla difesa. Con Abate e Constant in circolazione almeno uno dei ruoli sulla fascia è “scoperto”, e gli acquisti del giovanissimo Vergara e di Silvestre come centrali non danno assolute garanzie, almeno nell’immediato. Pur contro un obiettivo difficile come il City, un successo/buon risultato darebbe grande fiducia per il resto della preparazione.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014