nocerino-milan-sienaDomenica 6 gennaio, ore 15, San Siro. Il 2013 del Milan comincia così, con una partita sulla carta facile, in casa con il Siena. Gli ultimi due scontri hanno dato ragione al Milan, ma si trattava della scorsa stagione. Un 2-0 e un 1-4, firmati entrambi dalla premiata ditta Ibrahimovic-Nocerino. Ma nel giro di 9 mesi le cose sono cambiate, e molto.

Il Milan viene da un inizio di stagione difficile, arginato solo in parte da una rimonta che ha portato la squadra rossonera al 7° posto. Di questa squadra, per come è apparsa nell’intero girone di andata che si conclude domani, non si può essere sicuri al 100%. Anche una partita in casa contro una squadra di bassa classifica è degna di attenzione: è proprio qui che bisogna fare punti, ed è qui che rispetto all’anno scorso si è vista la differenza maggiore. Il Siena è allenato da Iachini, che da venti giorni ha rimpiazzato Serse Cosmi. Entrambi sono noti come “l’uomo col cappellino”, ma anche per la grinta che trasmettono alle loro squadre, spesso però talmente scarse da non riuscire a ottenere risultati. Cosmi era partito discretamente e sarebbe stato in zona salvezza senza penalizzazione, fino alla crisi di risultati dell’ultimo mese. Iachini è il tecnico delle promozioni; ne ha ottenute 3 consecutive con Chievo, Brescia (Beppe torna!) e Sampdoria, ma una volta in A ha sempre faticato a capitalizzare i risultati ottenuti (anche se il Brescia 2010-11 era veramente scarso).

Per quanto riguarda le formazioni in campo, Allegri dovrebbe puntare sul 4-3-3, e una difesa di emergenza dopo gli infortuni-malattie di Bonera, Zapata e Yepes e la squalifica di Mexes. La formazione probabile è: Amelia; Abate, De Sciglio, Acerbi, Constant; Ambrosini, Montolivo, Nocerino; Boateng, Pazzini, El Shaarawy. Il Siena invece verrà schierato con un 3-5-2, con Pegolo in porta; Luis Neto, Felipe, Paci; Angelo, Vergassola, D’Agostino, Bolzoni, Rubin; Rosina, Larrondo.

Inutile dire che De Sciglio centrale è una soluzione di emergenza. A un ’92 che sa fare entrambe le fasce non possiamo chiedere tutto; c’è da sperare che tappi la falla in difesa per un giorno. In panchina ci andrà Cristante, ’95 di prospettiva ma non ancora maggiorenne e che quindi non verrà rischiato subito nonostante la situazione con 4 centrali su 5 fuori. Il centrocampo è il migliore possibile, dato che Muntari è in ripresa dal secondo infortunio. In attacco, andranno in panchina Niang e Bojan, oltre a Robinho che a quanto pare rimarrà al Milan. Fra i toscani ballottaggio tra Angelo e Belmonte, con il primo favorito; Valiani potrebbe essere schierato indifferentemente al posto di Rubin o di D’Agostino. Il Siena vedrà tra gli assenti il suo maggior marcatore Calaiò (con l’esorbitante cifra di 4 gol), squalificato.

Inutile dire che con queste premesse vincere è quasi d’obbligo. Non si può più regalare un tempo come successo con il Torino, o permettersi minuti di follia collettiva come contro il Pescara sul 2-1. La questione è anche psicologica: un Milan che esce turbato dalle vicende di questa settimana (cessione di Pato, ritiro dalla partita con la Pro Patria) deve trovare nuova linfa da una vittoria, specie visto l’impegno di mercoledì in Coppa Italia con la Juve, e incontrare una squadra con soli 16 gol fatti e priva del principale attaccante nel momento di massima emergenza della difesa è un fattore che aiuta. Il calendario che segue, con Sampdoria, Bologna e Atalanta, è in discesa per tutto il mese di gennaio. Possiamo ancora recuperare posizioni, bisogna cominciare da oggi.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014