milan-pescaraSan Siro, ore 15.00. Oggi dobbiamo vincere, non ci sono storie. Contro una squadra che è arrivata in Serie A solo grazie a tre giocatori fondamentali che sono stati tutti ceduti, ed a un gioco, il cui costruttore era Zeman che oggi allena la Roma, non possiamo ne perdere ne pareggiare. Questo non perché con la conquista di questi 3 punti si debba continuare la scalata, la ripresa o quello che volete voi. Perché il Milan, anche se, orfano dei “grandi vecchi” e di Ibra e Thiago quanto volete, non può nemmeno sognarsi di non vincere, e pure largamente contro il Pescara a San Siro. Quindi poche storie, la squadra sappia che ha una sola opzione: la vittoria. Al contrario, in caso di pareggio o sconfitta, la credibilità di giocatori, tecnico e società dovrà essere gettata nella sabbia. E’ l’ora di fare una resa dei conti in società, perché se la squadra regala il primo tempo alla Reggina in casa dormendo, contro una squadra che non si sognava nemmeno lontanamente di combattere e nemmeno di opporre resistenza, qualcuno dovrà rispondere di questo. E meno male che eravamo contro la Reggina, perché se ci capitava una squadra di Serie A saremmo andati sicuramente sotto, per poi magari vincere in rimonta come ci capita troppo spesso.

Il Milan scenderà in campo col classico 4-3-3 con: Amelia, De Sciglio, Mexes, Yepes, Constant, Montolivo, Ambrosini, Nocerino, Boateng, Pazzini (ballottaggio con Robinho), El Shaarawy. Ritorna “capitan” Montolivo, ossigeno puro per il nostro centrocampo, confermata tutta la difesa titolare con il mitico De Sciglio assieme a Mexes, Yepes e Constant. Schieramento che per quanto riguarda i 4 dietro condivido al 100%. Anche il resto della formazione non è sbagliato, anche se il modulo non mi convince, il 4-3-3 nel Milan di Allegri è sempre stato fonte di instabilità e discontinuità. Basta ricordarsi quanto era squilibrato il Milan di Allegri prima dell’intuizione dei “3 mediani”.

Una chance a Pazzini va concessa anche in campionato, anche se di questo elemento continuo ad avere scarsissima fiducia. Muntari subentrerà sicuramente ad Ambro nel secondo tempo ed è anche giusto dare una pausa a Bojan. Di riflessione soprattutto, perché questo giocatore unisce a delle verticalizzazioni fulminee e profonde, come faceva il Boa quando era ancora in se, a degli inutili monologhi fatti di dribbling, autodribbling e finte, odiosi. Insomma mr. Krkic, vedi di capire che qua siamo a Milano, terra di operosità e concretezza, e non in Spagna o in Brasile; e i dribbling insistiti ci fanno solo arrabbiare, al Milan concepiamo il calcio come gioco di squadra e per noi il dribbling migliore è un passaggio intelligente ad un compagno. Di foche e giocolieri ne abbiamo avuti tanti, l’ultimo l’abbiamo rimandato in Brasile per 3 milioni, dunque regolati di conseguenza. Perché Bojan ha delle grandissime potenzialità, e sta pure dando tanto (non per niente era l’unico sveglio nei primi 45° in Coppa Italia) però vedere uno che si sciupa la carriera perché si intestardisce nel produrre giocate inutili dispiace davvero tanto. Ma non lamentiamoci troppo, se non altro non spara continuamente fucilate al terzo anello, come faceva Seedorf e come ha iniziato a fare il suo erede Boateng.

Andiamo avanti, il Pescara verrà schierato da mr. Bergodi con un 4-3-1-2 composto da: Perin, Balzano, Terlizzi, Capuano, Modesto, Nielsen, Togni, Biarnason, Weiss, Abbriscato, Vukosic. Cosa dire di questa formazione se non un sentito “Riposi In Pace ?”. Cantargli un miserere, un requiem?
Il presidente di questa società, che sta ancora contando i soldi che ha guadagnato da alcune cessioni (altre erano prestiti) ha fatto proprio quello che la maggioranza dei soloni ammaestrati gracchia ogni giorno in TV: ha pescato dei giovani bravi, ha dato un gioco alla squadra, e appena raggiunta l’insperata qualificazione in A, ha monetizzato tutto e pensa già alla prossima Serie B. Una specie di Pozzo in scala minore, un grande esempio di imprenditoria italiana!

E sarebbero questi gli imprenditori cui fare riferimento nel calcio (e nel mondo) globalizzato? Ma quale mondo globalizzato! Questi sono i vecchi artigiani all’italiana, con la bottega o la fabbrichetta, attenti a non fare mai il passo più lungo della gamba e a non disturbare MAI la digestione dei potentiSe lo paragoniamo a questi nanetti Berlusconi è un gigante, anche oggi. Almeno ha saputo dare un orizzonte a questa squadra, degli obiettivi seri, un piano di sviluppo che non sia il limitarsi sempre e comunque ad arrivare a prendere lo zuccherino della coppa UEFA (che fa tanto bene al bilancio) per poi disonorare totalmente la competizione. Ha combattuto e sconfitto chi comandava a quel tempo, ingaggiandolo in campo aperto e non vendendogli a peso d’oro le primizie del suo vivaio.

Siamo la squadra più vincente al mondo proprio per questo, perché il nostro ex-presidente, seppe non limitarsi al piccolo cabotaggio della bottega, e seppe ambire a traguardi prestigiosi. Perché il destino, lo scorso anno ha dato una bella opportunità anche al Pescara ed alla sua dirigenza, e se la monetizzazione e la smobilitazione totale sono la risposta più furba che una società sa dare ad un colpo di fortuna come questo mi auguro di cuore che vengano schiacciati ed umiliati proprio da chi ha fatto (quasi) sempre l’opposto. Da noi, dai diavoli rossoneri.

reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo