San Siro, ore 18.00. Ci apprestiamo ad iniziare la Serie A come i favoriti per acciuffare un biglietto per l’Europa League, ed erano diversi anni che non succedeva. Il drenaggio tecnico ed economico cui è stata sottoposta questa società dal gruppo che la possiede è sotto gli occhi di tutti. Le risorse umane con cui il nostro tecnico è ridotto a lavorare sono limitatissime per un team dal blasone e dalle ambizioni del Milan: si è puntato molto su giocatori fisici più che sui giocolieri, scelta condivisibile ma c’è sempre la caratura di mezzo: Allegri voleva uno come Hamsik (oppure Schweini) e noi gli diamo Traoré, secondo voi è la stessa cosa?

No, e la società lo sa benissimo e per cautelarsi nel caso di debacle in questa stagione ha già iniziato a far cuocere a fuoco lento Allegri, pronto per il ruolo di capro espiatorio in caso di difficoltà. Proprio Galliani sta per tradire l’amico livornese, proprio lo stesso dirigente che 3 giorni prima del derby perso contro Ranieri rinnovò inopinatamente il contratto di Allegri quando era evidentissimo che la situazione gli era sfuggita di mano. Adesso invece, quando i possibili insuccessi potrebbero non essere ascrivibili solo all’inefficacia del tecnico Galliani è pronto allo scaricabarile: è evidentemente conscio delle limitate potenzialità della squadra che ha allestito per questa stagione. Siamo giunti alla prova del nove: quel minimo di gioco che abbiamo visto nelle amichevoli prima del Real Madrid cos’era: realtà o miraggio?

Di Pato non ne voglio più parlare, io non lo venderei nemmeno ma proporrei una bella rescissione contrattuale: vediamo se questa razza di profittatore trova un altro luogo dove andare a zoppicare, ma soprattutto vediamo se questi doloretti sotto al culo continueranno ad affliggerlo anche in una squadra non posseduta dall’ereditiera che si porta a letto. Pato ha il vizietto di voler giocare seriamente (si fa per dire…) solo per il Brasile, mentre da noi riceve praticamente un vitalizio senza lavorare mai, e lo stesso vizietto l’aveva attaccato pure a Thiago Silva: uno se ne è già andato portandoci un sacco di quattrini, quando se ne andrà pure il secondo offrirò un brindisi a tutti i milanisti. 

Il Milan si schiererà col solito 4-3-1-2 con: Abbiati, De Sciglio, Yepes, Bonera, Antonini, Flamini, Montolivo, Nocerino, El Shaarawy, Boateng, Robinho. La Samp, neopromossa in Serie A, agli ordini del nuovo tecnico Ferrara, reduce dalla vittoria contro il dream team catalano nel Gamper (il grande Napoli di Mazzarri, nello stesso trofeo edizione 2011 prese cinque pere) schiererà un 4-3-3 piuttosto aggressivo con: Romero, De Silvestri, Gastaldello, Rossini, Costa Obiang, Tissone, Poli, Estigarribia, Eder, Krsticic.

Cassano ha esternato, era fatale che dovesse avvenire. E purtroppo per noi, visto che non è dotato di un gran cervello, dobbiamo sorbirci le sue allucinate esternazioni. Si perché noi milanisti, in silenzio, oltre ai suoi collassi, ictus e scatti d’isteria di varia natura abbiamo dovuto subire pure le sue conferenze stampa: parole di una persona sincera, purtroppo dotata di scarse doti intellettive, come quella volta che affermo con gioia : “Se sapevo che dopo venivo al Milan, tutto il casino con Garrone lo facevo prima…” oppure, ancora: “Pato tecnicamente è allo stesso livello di Messi…”.

Adesso si è subito calato nei panni dell’interista, com’è giusto che sia, ed il tasso di delirio nelle sue parole non è certo diminuito, anzi è di molto aumentato. Si lamenta era finito per essere, nelle gerarchie di Allegri la sesta-settima scelta quando gli attaccanti in rosa sono quattro di cui uno perennemente rotto, ed altre boiate simili ed ancora più incommentabili – ma a noi non importa, della riconoscenza di un calciatore non ce ne facciamo niente, anche se sarebbe umano, come minimo, essendo nei panni di Cassano provare un minimo di questo sentimento verso quella società che l’ha prelevato dalla Sampdoria quando non giocava da mesi, obeso ed indicato da tutti come “il modello negativo” per eccellenza delle nuove generazioni ed era visto praticamente come un criminale dopo i casini con Garrone. L’abbiamo rimesso in sesto e dopo poco si collassa, noi gli salviamo la vita e la carriera pagandogli continuativamente lo stipendio mentre lui in convalescenza era impegnato a prendere a mazzate troupe televisive, e al primo accenno di difficoltà da parte della società, con le cessioni di Thiago ed Ibra lui impazzisce e vuol essere ceduto immediatamente…

Vabbé, ripeto, noi della stima e della riconoscenza di Cassano non ce ne facciamo niente, perché noi tifiamo due colori, il rosso ed il nero, ed i giocatori, bravi o cattivi che siano, sono sempre e solo il mezzo per raggiungere degli obiettivi, nient’altro. Quindi, quando la nostra società, si appresterà per l’ennesima volta a rinnovare il contratto a delle mummie strafinite solo per questione di riconoscenza, prima di firmare si pensi a Cassano, e a cosa sono in grado di fare i giocatori: per loro non ci sono più bandiere? Nemmeno per noi.

Io nel cuore ho solo il rosso ed il nero, non c’é Inzaghi, Ibra, Seedorf o Antonini soprattutto se i loro contratti intaccano le risorse che dovrebbero servire a sviluppare la nostra società. Ti spacchi? Sei fuori. Ti collassi? Sei fuori, e ringrazia che non ti ritiriamo lo stipendio. Galliani dovrebbe essere chiaro: per noi contano solo i numeri ed i nostri colori, voi siete solo mezzi, come l’olio per un meccanico o la farina per un panettiere – altrimenti avrà vinto Cassano, e la gente come lui.

reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo