Domenica 22, Milano, ore 15: Bologna – Milan. Ricomincia la Serie A, ritorna il Milan. Dopo un lungo break dovuto alla mancanza di turni infrasettimanali ed al rinvio per lutto di una intera giornata un po’ ci manca questo nostro caro e vecchio calcio – ma non troppo. Proprio questa settimana abbiamo avuto la fortuna di vedere due match (Bayern M – Real Madrid e Chelsea – Barcellona) dai contenuti agonistici che raramente si riescono a vedere nel nostro campionato. Le due squadre spagnole hanno perso, pur meritando la lode per l’intensità e l’impegno profuso nelle sfide. Nel nostro calcio questo non avviene. Perché quasi tutte le squadre, con l’approssimarsi della fine della stagione, chi più chi meno, lamentano infortuni a non finire, e stanchezze dovute a fatiche bibliche. Dunque si gioca il calcio più brutto di tutto l’anno, disattendendo la voglia di divertimento dei tifosi. Chi non ha le risorse da la colpa alla rosa scarsa quantitativamente e qualitativamente, chi le risorse le ha colpevolizza la “Champions” ed il maggior numero di impegni rispetto alle concorrenti. Come se nel resto d’Europa alla Champions non partecipassero… Le due big spagnole invece ci hanno dato una lezione di calcio, giocando a tutta birra a pochissimi giorni dal loro “derby nazionale” onorando tifosi, sport e competizione. Il Milan invece, dopo aver dimenticato (si spera) l’incubo Barcellona, e proseguito il recupero, se non altro numerico, di molti elementi della rosa, si trova a disputare una difficilissima sfida contro il Bologna, con il vantaggio di poterla disputare sul proprio campo, San Siro. Difficilissima perché Pioli, il tecnico del Bologna, è un allenatore bravissimo, modesto, quasi schivo ma molto preparato, che difficilmente ha deluso le aspettative dei suoi dirigenti; tranne a Palermo, ma questa estate è stato forse il presidente a deludere lui. E’ abilissimo a costruire squadre molto composte ed ordinate, spesso con bassi contenuti tecnici, specializzate nel distruggere il gioco avversario, lasciandosi volentieri assediare, per affaticare gli attaccanti e colpire con micidiali contropiedi. Questi contropiedi si esplicano spesso con due, tre verticalizzazioni rapide e terminano con il tiro dal limite. Ripassare la partita d’andata stavolta ci è utilissimo per capire con che razza di avversario abbiamo a che fare. Il match si gioca l’11 Dicembre, tardo autunno, nel periodo di forma migliore per il Milan di Allegri, (ovvero il momento dell’anno più distante dalle preparazioni atletiche).

Il Milan proviene da una bella serie di risultati utili: si è sbloccato dopo la partita con la Juve e, dopo il “mistero di Lecce”, ha sconfitto Roma, Catania, Chievo e Genoa, pareggiando solamente con la Fiorentina causa decisioni arbitrali. Partiamo subito benissimo, ovvero lenti e sbilanciati in attacco, ma comunque padroni del campo: una verticalizzazione, palla a Di Vaio che corre e fulmina il nostro portiere con un bellissimo pallonetto dal limite. Svantaggio totalmente immeritato. Dopo un po’ pareggia Seedorf con la sua specialità: il tiro di precisione da fuori angolato dalla pregevolissima balistica, imparabile. Nel secondo tempo Ibra ci porta meritatamente in vantaggio con la solita, magnifica, esecuzione di un penalty. Ma il Bologna di Pioli è un osso durissimo, subisce, ma non si arrende né si scompone: con un alta dose di concentrazione la squadra felsinea trova il modo di portarsi di nuovo vicino all’area rossonera dopo una veloce verticalizzazione e, mentre l’intera squadra corre in avanti all’impazzata per creare spazi, i nostri difensori concedono, da fuori area, la possibilità a Diamanti di colpirci con un tiro centrale che, invece di essere gettato fuori, viene fatto insaccare sulla sx da un bislacco intervento del nostro portiere.

Cerchiamo poi di tornare in vantaggio ma non ce la facciamo. Un risultato che mi fece davvero arrabbiare, perché avevamo prodotto una imponente mole di gioco, ma non portammo via dal Dall’Ara che un misero punticino. In effetti se diamo retta alla classifica ed ai ruolini il Bologna è una squadra che ti fa impazzire: è capace di perdere con squadre insignificanti mentre pareggia o vince con le grandi, anche se giocano meglio. Per esempio ha recentemente pareggiato col Cesena, la peggiore squadra di questo campionato, perso con Atalanta e Palermo, mentre non ha mai fatto vincere i gobbi, ha vinto con l’Inter e con la Lazio: un rendimento davvero indecifrabile.

Noi, se vogliamo i tre punti dovremo giocare rinunciando al pressing alto, cercando di far distendere gli avversari, perlomeno fino alla linea del centrocampo, costruendo gioco con verticalizzazioni veloci palla a terra, cercando di portare sulla linea di tiro le nostre bocche da fuoco in pochissimi istanti. Non c’è tempo per stoppare la palla – vedere dov’è Ibra – scodellargliela lenta e lunga sulla testa – aspettare la sua spizzata. Nel tempo che noi facciamo queste cose loro hanno il tempo di posizionare 8 uomini dietro alla testa di Ibra, a quel punto addio penetrazione… Possiamo giocare così con altre grandi europee, che producono molto di più ma lasciano il tempo ad Ibra di manovrare e servire i nostri centrocampisti; non contro la piccola italiana diretta da Pioli. Concentrati, lestissimi, avrebbero il tempo di ripiegare per coprire tutte le possibili soluzioni di tiro. Potremo provare in questo modo, semmai, dalla metà della seconda frazione in avanti, ma non cominciare la gara con un assedio offrendo così ¾ di campo alle loro ripartenze. Tra l’altro, come possiamo osservare ponendo attenzione alla loro posizione ed ai loro movimenti (anche nella recente vittoria contro il Cagliari), il Bologna si schiera con un 3-4-2-1 bugiardo, che in fase di possesso diventa un 3-5-2 coi terzini che salgono; quando riescono a passare la linea di metà campo partono in 4/5 al galoppo disposti a raggiera verso l’area avversaria, disorientando i difensori che, se non l’ingresso in area, almeno un tiro da fuori lo devono concedere, e, con gente come Di Vaio e Diamanti non puoi certo stare tranquillo. Pioli farà scendere in campo: Agliardi, raggi, Portanova, Antonsson, Pulzetti, Perez, Mudingayi, Rubin, Ramirez, Diamanti, Di Vaio.

E’ sempre tempo di rientri per il Milan, rientri dalla tempistica dubbia e dall’ancor più dubbia efficacia. Chi rientra dagli infortuni, non riesce mai a ritrovare la forma, nemmeno nel lungo periodo: Pato, Boateng, Aquilani, Flamini ed Abate sono degli esempi clamorosi. Speriamo solo che Thiago Silva non si aggiunga a questa lista cui possiamo aggiungere invece Robinho, mai entrato in squadra negli ultimi mesi, praticamente un assente in campo. Ma non è questo il punto, non sono i nomi il nostro problema perché anche se schierassimo la primavera saremmo comunque tecnicamente superiori a 18 avversari su 20 del nostro campionato: il nostro problema è la gestione della gara. Il nostro problema è che ci rifiutiamo di battere in modo decente i calci d’angolo e le punizioni, che ci vengono concesse continuamente visto che “assediamo” gli avversari per 65 minuti su 90. Il nostro problema è che vogliamo entrare in porta con la palla schifando il colpo di testa ed il tiro da fuori, che invece, quando tentati, ci hanno sempre dato soddisfazioni. Il nostro problema è che schieriamo un centrocampo di mediani che invece di fare da “filtro” e una volta recuperata la palla servirla celermente al trequartista, ci troviamo spesso con la nostra linea da 3, fatta da giocatori fisici, pesanti, bloccata al limite dell’area avversaria a tentare improbabili dribbling.

Ma non sarebbe tutto perso, comunque. Perché la nostra rosa in campo nazionale è talmente forte che ci possiamo permettere di vincere uno scudo “contro e nonostante” il nostro gioco penoso, ma una serie di errori in fase di preparazione ci impedisce sempre di avere i nostri campioni disponibili per le partite. Quindi siamo ad un bivio, ad un nodo gordiano che dovrà essere obbligatoriamente sciolto dalla società soprattutto in vista della nuova stagione: o si mettono i nostri calciatori nella condizione di non infortunarsi ogni due partite, o si assume un allenatore furbo e capace di dare alla squadra un gioco che risenta il meno possibile dei prolungati periodi di assenza dei nostri fuoriclasse. Il Milan sarà schierato col 4-3-1-2 con: Abbiati, Antonini, Yepes, Nesta, Abate, Muntari, Van Bommel, Nocerino, Seedorf, Robinho, Ibrahimovic.

reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo