Una partita che contava poco o niente in termini pratici, ma di cui noi tifosi avevamo assoluto bisogno: quindici giorni senza il nostro Milan sono sempre troppi. Non mancavano gli intrecci sentimentali. Il ritorno di Rino Gattuso, dopo 4 mesi e dopo un problema fisico che avrebbe messo k.o. un toro, ma non il numero 8 tutto cuore e grinta. Poi ancora, gli incroci con l’amato Ancelotti – impossibile dimenticare tutti i bei momenti passati insieme – e con l’odiato Leonardo – impossibile perdonarlo-.

Per arrivare al caso Pato, se così vogliamo chiamarlo. Personalmente lo vivo con totale tranquillità, per quanto creda ciecamente nelle capacità fuori dalla norma del papero di Pato Branco: a Gennaio, il dott. Galliani, sa benissimo di non potersi privare di lui e a meno di incredibili stravolgimenti non se ne andrà – per Giugno, se qualcuno non dovesse essere felice, quella è la porta. La partita non è un granchè, le due squadre vengono da giorni intensi di preparazioni e sono un po’ bloccate. Inutile, oltretutto, rischiare stupidi infortuni visto che domenica si va a Bergamo e tra undici giorni ci sarà il derby. Ibrahimovic gioca a tutto campo, lo si può ammirare ora a rifinire ora ad impostare: con tanta libertà senza dare punti di riferimento – insomma, come piace a lui. Passano tutte dai suoi piedi le poche azioni dei rossoneri, compreso il gol di Pato. Fanno sicuramente di meno i transalpini, “pericolosi” in una sola occasione con Pastore, ipnotizzato bene da Amelia. Il Psg è tutto qui e in un paio di tiri da fuori del mobile Nenè.

Nocerino cerca di regalarci una sorpresa anche in una scialba amichevole, provando una rovesciata su cross di De Sciglio: grazie Antonio, ma preferiamo se il regalo ce lo consegni domenica 15 a San Siro. Ed infatti la traversa sputa fuori l’acrobazia del numero 22. L’eterna ultima spiaggia di Taiwo non fa cambiare certo idea su di lui. Nella ripresa, per via soprattutto degli undici ragionevoli cambi effettuati da Allegri, la gara se possibile cala ulteriormente di ritmo. La trama del gioco la tessiamo sempre noi, ma ora tocca a Valoti, El Sharaawy e Inzaghi inventare negli ultimi metri. Superpippo è voglioso come sempre e cerca di dare profondità alla squadra, arrivando anche al tiro ma trovando pronto l’estremo difensore dei parigini Douchez, in altre occasioni risulta invece troppo macchinoso e non riesce ad incidere come vorrebbe. Incoraggiante la prestazione di Gattuso, che sembra aver pienamente superato il problema all’occhio e che può ora concentrarsi sul recupero della condizione. A quindici minuti dalla fine il Psg cerca di riacciuffare il risultato con Nenè, senza dubbio il migliore dei suoi. Il numero 10 brasiliano impegna due volte Abbiati che è super soprattutto nel secondo intevento.

Una buona prestazione in generale che conlcude il mini ritiro di Dubai e che ci riporta con la testa sulla seconda, decisiva metà di stagione. Magari con un Tevez in più.

MILAN-PSG 1-0
Milan (4-3-1-2): Amelia (1′ st Abbiati); De Sciglio (1′ st Zambrotta), Mexes (1′ st Nesta), Thiago Silva (1′ st Bonera), Taiwo (1′ st Antonini); Aquilani (1′ st Gattuso), Van Bommel (1′ st Ambrosini), Nocerino (1′ st Valoti); Robinho (1′ st Emanuelson); Pato (1′ st Inzaghi), Ibrahimovic (1′ st El Shaarawy). A disp.: Piscitelli, Carmona, Eli. All.: Allegri
Psg (4-2-3-1): Sirigu (1′ st Douchez); Tienè, Sakho (1′ st Lugano), Bisevac (1′ st Camara), Ceara (22′ st Bahebeck); Bodmer (39′ st Kebano), Sissoko; Nenè (39′ st Landre), Pastore, Jallet; Hoarau (1′ st Erding). A disp.: Areola, Armand, Chantome. All.: Ancelotti
Arbitro: Al A’Ajel (EAU)
Marcatori: 4′ Pato (M)

Posted by Andrea Sebastiani

Editorialista e responsabile dei postpartita