Sembra un titolo banale, un ritornello già visto e rivisto tante volte. Ma è ancora lui a spianare la strada, con il settimo sigillo nelle ultime 6 gare, verso la settima vittoria su otto partite che ci lancia momentaneamte in vetta alla classifica, aspettando la contromossa di domenica della Juventus. Aumentano così i rimpianti per lo scippo di Firenze: ringraziamo il signor Mazzoleni per aver interrotto la striscia di vittorie consecutive che ora sarebbero addirittura otto. Bene quindi per i tre punti, ma abbiamo commesso degli errori su cui sarà meglio lavorare in prospettiva futura. Tralasciando quelli commessi sotto porta e rassegnandoci a prendere atto che quello di Robinho è un caso patologico, abbiamo evidenziato una certa macchinosità in alcuni frangenti dell’incontro, soprattutto quando i grifoni hanno creato traffico davanti all’area di rigore con molti uomini dietro la palla, per impedirci di ragionare.

Il grimaldello per scassinare il 3-5-2 ermetico del Genoa, a dir la verità, il Milan lo aveva anche trovato: gli inserimenti dei centrocampisti e in particolare di Nocerino avevano subito messo in difficoltà la squadra di casa. Dopo l’interruzione del gioco per i lacrimogeni, siamo rientrati in campo con le idee un po’ confuse, cercando di renderci pericolosi quasi esclusivamente con i duetti tra Abate e Aquilani sulla corsia di destra, che non hanno arrecato particolari disturbi alla retroguardia genoana.

Il Genoa ha preso coraggio e a tratti ha creduto anche di poter andare in vantaggio, cosa che assolutamente non si può e non si deve concedere; andare sotto su campi come quello di Genova può essere un errore da pagare a caro prezzo. L’altro errore che non dobbiamo più commettere è quello di non chiudere la partita quando se ne ha la possibilità. Sull’ 1-0 abbiamo sbagliato troppo e col passare dei minuti abbiamo consentito al Genoa di rientrare nuovamente in partita, rischiando anche di prendere gol. Da dimenticare la prestazione di Ambrosini, apparso in un evidente ritardo fisico: dai suoi piedi sono partiti numerosi contropiedi del Genoa che per fortuna hanno avuto esito negativo. Non brillantissimo anche Antonini, che spesso e volentieri si è trovato in difficoltà ora con Mesto ora con Marco Rossi.

In ogni caso, altra vittoria pesante e altra prestazione che ci conferma squadra da battere in Italia. Andiamo avanti così, con il massimo rispetto per la Juventus o chi per lei cercherà di soffiarci il titolo, ma con la consapevolezza che i più forti siamo ancora noi.

GENOA-MILAN 0-2
Genoa (3-5-2): Frey; Granqvist, Dainelli, Kaladze; Mesto, Veloso, Constant (24′ st Merkel), Rossi, Moretti; Pratto (41′ st Jorquera), Jankovic (32′ st Ze Eduardo). A disp.: Lupatelli, Seymour, Ribas, Caracciolo. All.: Malesani.
Milan (4-3-1-2): Amelia; Abate, Thiago Silva, Yepes, Antonini; Aquilani, Ambrosini (24′ st Seedorf), Nocerino; Boateng; Robinho (41′ st El Shaarawy), Ibrahimovic. A disp.: Roma, Bonera, Mexes, Taiwo, Emanuelson. All.: Allegri.
Arbitro: Celi
Marcatori: 11′ st rig. Ibrahimovic (M), 34′ st Nocerino (M)
Ammoniti: Granqvist, Moretti, Kaladze, Veloso (G); Ambrosini, Antonini, Roma (M)
Espulsi: 9′ st Kaladze (G) per somma di ammonizioni

Posted by Andrea Sebastiani

Editorialista e responsabile dei postpartita