Inutile aggiungere altro. La partita di oggi si riassume in quattro lettere: I-B-R-A. E’ bastato l’apporto dello svedese a trasformare una squadra che contro il Cesena aveva creato tre occasioni segnandone una in una squadra che stasera è apparsa anche sciupona. Il Viktoria Plzen non è una squadra materasso di quelle che ci si aspetterebbe ma a San Siro riesce a fare comunque una bella figura, proponendo un calcio elementare fatto di catenaccio e contropiede veloce ma sempre efficace.

PRIMO TEMPO – La partita non comincia con i migliori auspici, vuoi perché l’arbitro è lo stesso della sconfitta contro lo Zurigo del 4-2 fantasia di Leonardo, vuoi perché è più di un anno che non vinciamo in casa in Champions League, vuoi perché Abbiati nega il vantaggio ai cechi dopo 3 minuti. Ibra si fa vedere ma non riesce ad essere incisivo: passano 20 minuti e il Milan attacca in massa, ma non si sfonda. L’occasione più clamorosa arriva al 32′ con Ibra che colpisce a botta sicura ma Cech devia in angolo (al contrario del portiere del Bate che sull’altro campo ha regalato tre dei cinque gol segnati al Barça). Il finale di tempo è il migliore dei crescendi Rossiniani con la difesa del Viktoria anche abbastanza fortunata in alcune occasioni che riesce a sventare il gol portando la propria squadra sullo 0-0 all’intervallo.

SECONDO TEMPOLa ripresa comincia sullo stesso copione del primo tempo con Emanuelson (di lui parleremo dopo) che spara alto dopo due minuti. E’ il preludio al gol che arriva su calcio di rigore, procurato e segnato da Zlatan Ibrahimovic per un fallo di mano di Cisovsky visto dall’assistente d’area. Lo svedese dal dischetto è una garanzia: 1-0 e San Siro esplode. Il Viktoria sparisce dal campo coi rossoneri che cercano il raddoppio: Cassano spara di poco sopra la traversa al 14′. Sette minuti dopo il raddoppio: stupendo l’assist dello svedese per il numero 99, altrettanto la finalizzazione in rete del fantasista Barese. I cechi proveranno poi una timida reazione d’orgoglio nel finale mentre il Milan ha erroneamente la testa già a Torino ma non riusciranno a sfondare una difesa che nelle ultime tre gare ha preso gol unicamente su papera del proprio portiere. Finisce con un 2-0 che porta i primi tre punti Europei al Milan – che rimane in testa al girone H in virtù dei gol in trasferta nello scontro diretto.

CONSIDERAZIONI – Il Viktoria prova a giocarsela a San Siro sfruttando un momento non positivo del Milan, riuscendo a sorprenderci nelle prime battute della gara dove può usufruire della maggiore velocità dei propri giocatori e di un errato posizionamento dei terzini che lasciano sguarnite le fasce laterali. A differenza del Barcellona la squadra è chiamata a esprimersi – data la caratura inferiore dell’avversario – anche in fase di non possesso dove emergono alcune lacune in particolare nella fase di centrocampo. Manca una idea di gioco ben definita: la maggior parte dei passaggi avviene tra Nesta e Thiago Silva – ben 55 – in fase difensiva. A centrocampo per ora riusciamo a sfruttare la diversità di tipologie di giocatori che possiamo schierare: uno stopper come Van Bommel, un corridore come Nocerino, un giocatore tecnico come Seedorf e un jolly come Emanuelson. L’olandese rimane comunque da rivedere, data la posizione di trequartista con cui viene schierato, ruolo che non è capace di ricoprire, ruolo che attualmente senza Boateng presenta una lacuna che verrà colmata solamente a Gennaio con l’ormai certo arrivo di Ganso. Positiva anche la prova di un Van Bommel in crescendo e di un Cassano che comincia a imporsi come punto di riferimento dell’attacco mantenendo quanto più possibile alto il pallone. E poi c’è ovviamente lui: Zlatan Ibrahimovic – autore del quinto gol in nove partite di Champions League giocate con la maglia rossonera. Probabilmente ci avevano preso in giro: un giocatore così forte in grado di regalare una prestazione pari a quella di stasera dello svedese non poteva essere infortunato solamente quattro giorni fa.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.