E’ finita come doveva finire. Vincono tutte e tre e il Milan va in Europa League. L’Inter conquista la coppa all’ultimissima parata di Handanovic, l’Atalanta dopo un primo tempo di sofferenza passeggia anche grazie ad una espulsione di Berardi abbastanza discutibile. Il Milan è fuori dalla Champions League per il quinto anno consecutivo, stavolta per un solo punto, stavolta dopo essere stati dentro fino alle 22.20.

Il finale rimane antipatico. Rimane antipatico pensando a tutti gli episodi arbitrali avuti contro questa stagione. Rimane antipatico pensando che quel punto di differenza tra noi e l’Atalanta l’ha avuto in omaggio settimana scorsa a Torino. Al Milan rimane la soddisfazione, comunque, di una crescita: nel 2015/16 in lotta EL fino all’ultimo, l’anno dopo conquistata sul campo coi preliminari e confermata l’anno successivo – quest’anno il quinto posto ad un punto dal terzo.

La domanda è cosa sarà ora di questo Milan: investimenti o spending review? Leonardo o Gattuso? La squadra merita alcuni rinforzi e pedine importanti ma la sensazione è che Leonardo ora saluterà la compagnia – Gattuso, poco ingombrante e che ha già capito che per restare basta fare il signorsì dell’AD, sarà confermato, Bakayoko non riscattato e compagnia bella. Insomma, la sensazione è che sia necessario avere una squadra che costi meno la prossima stagione e che quindi difficilmente avremo rinforzi. Vedremo cosa sarà nei prossimi giorni. Sono parecchio pessimista su questo viste le voci dell’ultima settimana.

Concludo con una puntualizzazione. L’Atalanta in CL non è un miracolo. L’atalanta in CL è l’ennesima manifestazione del sistema. Sono in Champions League per un punto regalato dalla Juventus a Torino e per aver trovato avversari tosti quando non avevano più niente da dare alla serie A. L’Atalanta in CL è una sconfitta per il movimento italiano che poteva darsi un solido rilancio con le milanesi entrambi nelle coppe.

La speranza è che quella di stasera non sia stata l’ultima partita di un progetto verso un Milan competitivo. Che si voglia diventare il Milan e non l’Arsenal o l’Udinese Italiana – perché con il solo player trading e le sole plusvalenze nessuno ha mai vinto niente. Una speranza che probabilmente noi accompagneremo, dopo le immancabili pagelle di fine stagione, con una probabile pausa di riflessione in attesa di capire cosa ne sarà del nostro Milan.

Spal-Milan 2-3 (primo tempo 1-2)

Marcatori: 18′ p.t. Calhanoglu (M), 23′ p.t. Kessie (M), 28′ p.t. Vicari (S), 8′ s.t. Fares (S)

Assist: 18′ p.t. Kessie (M), 23′ p.t. Rodriguez (M), 28′ p.t. Murgia (S), 8′ s.t. Cionek (S)

Spal (3-5-2): Viviano; Cionek, Vicari, Bonifazi; Lazzari, Valoti, Murgia (dal 47′ s.t. Simic), Kurtic, Fares; Antenucci, Petagna. All.: Semplici

Milan (4-3-3): Donnarumma (dal 22′ p.t. Reina); Abate (18′ s.t. Cutrone), Romagnoli, Musacchio, Rodriguez; Kessie, Bakayoko, Calhanoglu; Suso, Piatek, Borini (dal 35′ s.t. Conti). All. Gattuso

Arbitro: Valeri di Roma

Ammoniti: 27′ p.t. Abate, 36′ p.t. Bonifazi (S), 20′ s.t. Cionek (S), 36′ s.t. Bakayoko (M)

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

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