Se fosse stata una partita di campionato parleremmo dei soliti novanta minuti inguardabili, di Reina che dopo una papera salva il risultato, del solito Milan scialbo e incapace di verticalizzare, dei problemi a segnare, dei soliti errori di Gattuso e di come Giampaolo fosse riuscito a metterci sotto nonostante giocatori inferiori.

Era però una partita di Coppa e come tale ci sono i supplementari. E i supplementari hanno detto che se si è sbagliata la formazione iniziale la si è vinta coi cambi. Conti ha fatto l’assist per Cutrone che poi raddoppia su altra verticalizzazione di Calhanoglu che si sveglia nei supplementari dopo 100 minuti orrendi ed una presenza in campo onestamente inspiegabile in quel momento.

Il Milan la vince, forse anche oltre i propri meriti visti i 13 tiri ad 8 ed i miracoli di Reina. Per essere una partita forse ordinata il Milan ha ricominciato a rischiare tanto, forse anche troppo contro quella che comunque rimane una sua avversaria diretta per i posti dal 4° all’8°.

Se Cutrone splende, la stessa cosa non si può dire di Higuain che va vicino al gol ma non risulta decisivo come il nostro primavera. Su di lui e sulle voci per quanto riguarda il Chelsea la penso come Leonardo: chi vuole stare al Milan resti, chi vuole andare vada via. Il Milan è più grande dei vari Higuain, guai ad inchinarsi al valore di un giocatore come fossimo noi a dipendere da lui e non viceversa se si vuole tornare grandi.

Chi scrive non avrebbe mai preso Higuain – attaccante il cui prezzo è salito esponenzialmente oltre il reale valore di un giocatore raramente decisivo quando la palla scotta (come Ibrahimovic) e scarsamente capace di gioco aereo dentro l’area (a differenza di Ibrahimovic). Al danno si è aggiunta la beffa di aver fatto un favore alla Juventus che ha provato a disfarsene in tutti i modi: essendo stato l’investimento sul cartellino molto alto era difficile venderlo a zero senza fare minusvalenza o perdere la rimanenza dell’ammortamento. Ad oggi è però un giocatore del Milan e come tale va supportato.

Per quanto riguarda il resto positivo il giudizio su Paquetà: nonostante i problemi d’adattamento ed il fatto che giocasse troppo lontano dalla porta non ha perso un pallone riuscendo a verticalizzare, essere propositivo e andare anche alla conclusione da fuori. Non sarà un Gabigol, questo è perlomeno sicuro. Ora – in attesa di capire chi si affronterà ai quarti – si va a Gedda a cercare di ripetere Doha – anche se senza Suso sarà difficilissima. Poi ci si ributta nel campionato, attendendo qualcosina dal mercato.

SAMPDORIA – MILAN 0-2 d.t.s.

SAMPDORIA (4-3-1-2): Rafael; Sala, Andersen, Tonelli, Murru; Praet, Ekdal, Linetty (21′ Jankto); Ramirez (77′ Saponara); Quagliarella (5’sts Kownacki), Caprari (94′ Defrel). A disp.: Belec, Colley, Regini, Rolando, Ferrari, Barreto, Junior, Vieira. All.: Giampaolo.

MILAN (4-3-3): Reina; Abate (8′ pts Conti), Zapata, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Bakayoko, Paquetà (84′ Borini); Castillejo (1’pts Cutrone), Higuain (6’sts Laxalt), Calhanoglu. A disp.: G.Donnarumma, A.Donnarumma, Musacchio, Simic, Strinic, Mauri, Montolivo, Bertolacci. All.: Gattuso.

ARBITRO: Pasqua.

MARCATORI: 102′ e 108′ Cutrone (M).

NOTE: Ammoniti: Ramirez, Praet (S); Rodriguez, Kessie (M). Recupero: 3’pt-3’st. Calci d’angolo 9 a 5.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.