C_4_articolo_2041208__ImageGallery__imageGalleryItem_5_imageLa Roma di Rudi Garcia ha frenato il corso del Milan, sconfitto 2-0 dopo cinque vittorie consecutive, con gol di Pjanic e Gervinho. La Roma è alla nona vittoria consecutiva e alla disperata ricerca delle ultime speranze per agguantare la chimera dello scudetto, motivazione comunque ben più forte di un sesto posto che, costringendo a cominciare la stagione a luglio, non si sa bene quanto sia auspicato dai vertici. Eppure, nelle prime fasi della partita il Milan era sembrato galvanizzato, con continue fiammate, mentre la Roma – e ciò è valso, in larga parte, fino al gol di Pjanic – era apparsa svogliata e fuori partita. Ma gli uomini di Garcia, quest’anno, hanno una marcia in più praticamente rispetto a tutti, e se qualche disattenzione della difesa (in particolare sul secondo gol, dove Gervinho si è ritrovato la palla sui piedi ad un metro dalla linea di porta) li aiuta, è ben difficile opporsi.

Ma non c’è molto da recriminare, anche se è triste notare una certa svogliatezza di Kakà, di un arrabbiato Balotelli e, in certi frangenti, di Honda, con il solito Taarabt a predicare nel deserto e a far vedere quanto il riscatto chiesto dal QPR vada pagato senza fiatare, seppure non sia riuscito, al contrario dell’ultimo mese, a far girare la squadra intorno alle sue idee come il marocchino sa fare egregiamente. A differenza che in molte prestazioni della prima parte di stagione, oggi non ha perso il Milan: oggi ha vinto la Roma. La loro squadra è più forte ed è tutta costruita intorno ad un allenatore che ha avuto (sfruttando una stagione senza l’impegno europeo) un’intera estate per costruire un’identità tattica e mentale, e che, seppure arrivato in un momento difficile, con la contestazione dei tifosi per mancati investimenti, finale di Coppa Italia persa e nuovo logo (!) e come seconda scelta (e, vale la pena di ricordarlo, la prima scelta era Allegri: se per un puro caso il livornese fosse andato alla Roma e Garcia da noi, come sarebbe la classifica oggi?), ha avuto fin dal primo momento il pieno supporto della società e della rosa. Mettici qualche tocco di classe dei vari Gervinho e Ljaijc e hai una compagine difficilmente battibile.

La parola d’ordine che ha portato la Roma a questa stagione strepitosa (perché non può esserci altro aggettivo per la Roma di Rudi Garcia) è stata “fiducia”. Quella che continua a mancare intorno a Clarence Seedorf. Non tanto, o non solo, per le dinamiche all’interno della società, con i rapporti con Galliani che ormai appaiono deteriorati; al fischio finale della partita, il solito esercito di tutti coloro che anche dopo la figuraccia di Reggio Emilia si erano schierati con Allegri è tornato a scagliarsi contro l’allenatore, deridendo una sconfitta contro la seconda forza del campionato e invocando a gran voce l’esonero dell’olandese – non si capisce per quale ragione, peraltro. Per non parlare di chi fino a poche ore fa twittava #iostoconseedorf e ora partecipa nuovamente a questa carneficina. Ma si sa, non per tutti l’importante è potersi guardare allo specchio senza vergognarsi.

ROMA – MILAN 2-0
ROMA: De Sanctis; Maicon (83′ Torosidis), Rafael Toloi, Castan, Dodò; Nainggolan, De Rossi, Pjanic (86′ Taddei); Ljajic, Totti (77′ Florenzi), Gervinho. A disposizione: Skoropuski, Lobont, Romagnoli, Mazzitelli, Torosidis, Jedvaj, Ricci, Bastos, Taddei, Berisha, Florenzi. Allenatore: Rudi Garcia
MILAN: Abbiati; Bonera, Mexes, Rami, Constant; Muntari (58′ Essien), Montolivo; Honda (80′ Robinho), Kakà, Taarabt; Balotelli (68′ Pazzini). A disposizione: Amelia, Gabriel, Abate, De Sciglio, Silvestre, Zaccardo, Zapata, Emanuelson, Essien, Poli, Robinho, Pazzini. Allenatore: Clarence Seedorf
GOL: 43′ Pjanic, 65′ Gervinho
Ammoniti: Nainggolan (R), Muntari, Honda, Rami (M)

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.