Il primo calciatore a segnarne 4 al Milan: sapete chi dovete ringraziare, vero?

Il primo calciatore a segnarne 4 al Milan: sapete chi dovete ringraziare, vero?

Sono davanti a una pagina bianca, e non ho alcuna parola per esprimere le mie sensazioni su quanto avvenuto questa sera. Sarò giovane, ma non credo ci sia stato un momento in cui mi sia mai vergognato così tanto di tifare Milan. Ma non credo che nemmeno per chi è nato una generazione fa ce ne siano. Nemmeno se si pensasse agli anni della serie B. Perché mai si è visto un momento in cui tutto è andato così male – se non in quei sei tragici minuti ad Istanbul. Ma allora ci stavamo giocando la Champions’ League: oggi è uno scontro salvezza, per usare le parole del nostro amatissimo allenatore – ovvero, di colui che, praticamente solo (seppure con la complicità del suo vice e dello staff atletico e medico), ci sta trascinando in questo gorgo.

Come al solito, ha sbagliato tutto: Montolivo, pienamente recuperato, è stato bellamente ignorato (e non è colpa di Cristante, che comunque ha fatto un’ottima figura dando avvio alle azioni dei primi due gol: probabilmente, se fosse stato disponibile, sarebbe stato schierato Muntari), e lo stesso discorso può essere fatto per Pazzini, che ha dato una verve che per tutta la parte centrale della squadra sembrava smarrita. Per non parlare delle scelte in difesa: perché tenere in panchina (non sfruttandolo e al contempo svalutandolo dato che viene mostrata così apertamente questa tanto spasmodica intenzione di venderlo) Mexes e schierare Bonera, responsabile del primo gol? Perché, dopo averne sbandierato l’acquisto – e dopo che si sta allenando col gruppo da ottobre, si sta ancora lasciando fuori uno come Rami per schierare Zapata, responsabile del secondo gol? Perché non è stato impostato nessuno schema per addormentare la gara dopo il 2-0?

Un allenatore normale, in una squadra normale, avrebbe strigliato la squadra subito dopo il 2-1. Invece silenzio e qualche borbottio, oltre al solito “Dai, dai, dai” costante. E poi la fiera delle banalità ai microfoni di Sky, con flemma, lodi al Sassuolo e constatazioni del totale fallimento del proprio progetto tecnico: si è fatto piccolo piccolo, di fronte alle domande costanti di Costacurta e Boban – due che sanno sicuramente meglio di lui cos’è il Milan e cos’è una mentalità vincente, dato che dell’aria di Milanello se ne sono imbevuti. Invece è nell’aria della provincia, in quella della mediocrità che lui riesce a sguazzare: incapace di imporsi se non per i motivi più inutili (cacciata in fretta e furia di Pirlo senza cercare di “indirizzarlo” altrove), incapace di imporre ad un organico ben più competitivo dell’11° posto la mentalità vincente che corrisponde all’essere Milan. Noi, come tifosi, non ci meritiamo questo. E quando anche la sfortuna ci si mette, con due legni negli ultimi minuti, sembra quasi che ci si stia cercando di dire qualcosa, e di lanciare un messaggio: bisogna dare una svolta netta, e l’unica soluzione è il suo esonero.

La seconda grande nota di demerito, in conclusione, è per la stampa e le televisioni: carissimi giornalisti, come mai Berardi quando fa bravate o rimane un mese inoperoso è un attaccante del Sassuolo e quando fa tre o quattro gol in una partita è un “futuro campione della Juventus”, “una geniale intuizione di Marotta” e “il futuro leader della Nazionale”? Ci sono un po’ di problemi di coerenza, e abbastanza seri.

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.