33695-alessandro-florenzi-in-goal-contro-larmeniaAl momento non sappiamo se saremo teste di serie o meno: lo staff azzurro dovrà sobbarcarsi una notte insonne per guardare i risultati di Colombia e Uruguay – se vincono entrambe, rischiamo un top team già nel girone. (Non che cambi tanto, dato il girone nel quale abbiamo fatto una figuraccia assurda tre anni fa). E pensare che l’ultima partita del girone era contro una squadra dal blasone – e anche dal talento, Mkitharyan a parte – notevolmente inferiore a quello degli azzurri, con la quale serviva vincere. Ma non ce l’abbiamo fatta, ed è arrivato uno scialbo 2-2 nel quale persino gli armeni (micidiali in contropiede) possono avere delle recriminazioni.

Questo insuccesso – perché di ciò si tratta – è dovuto a due ragioni: una di livello tecnico e una di livello mentale. A livello tecnico, le lacune degli Azzurri si sono rivelate terribili in difesa, dove Astori (ma davvero dovevamo spendere tutti i milioni chiesti da Cellino per prenderlo?) e Bonucci (sul quale è ormai inutile esprimersi) hanno fornito, in particolare nei primi minuti, una prestazione terribile. Non che in mezzo sia andata meglio, con Aquilani che ha regalato il pallone per il gol di Movsisyan. A livello mentale, questo ultimo raduno della Nazionale è stato quantomeno fallimentare. Per le voci su chi mancava (Totti che poteva tornare, Cassano che probabilmente non si vedrà più), per i dubbi sul futuro di Prandelli, per la sensazione da ultimo giorno di scuola di chi è già qualificato, per Mario Balotelli e le sue supposte intemperanze.

Supposte, appunto: e Balotelli si è rivalso con gli interessi, entrando nell’ultima fase nonostante le condizioni fisiche precarie e siglando il 200° gol della storia azzurra nelle qualificazioni ai grandi trofei. Perché è con i gol e con i grandi gesti tecnici che si chiude la bocca ai garruli giornalisti e alle loro interpretazioni deviate. Balotelli è stato agevolato nel gol dall’assist di Pirlo, ovviamente oggetto di santificazione nonostante una sfida nel complesso deludente. Ben migliore nel reparto di centrocampo la prestazione di Florenzi: lui e Insigne, fino all’ingresso di SuperMario e di Giuseppe Rossi, hanno tenuto in piedi la sgangherata baracca Italia, casualmente abbandonata in vista del campionato da quei bianconeri che solitamente Prandelli usa come pilastri. E l’hanno tenuta in piedi egregiamente, in soli 2 contro un collettivo ben più forte di quanto potessimo pensare.

ITALIA-ARMENIA 2-2
Italia (4-3-3): Marchetti; Abate, Bonucci, Astori, Pasqual; Pirlo, Aquilani (28′ st Rossi), Montolivo; Florenzi (15′ st Candreva), Insigne; Osvaldo (9′ st Balotelli).A disp.: Buffon, Sirigu, Balzaretti, Chiellini, De Silvestri, Thiago Motta, Verratti, Giaccherini, Cerci. All. Prandelli.
Armenia (4-4-2): Berezovski; Arzumanyan, Airapetian (17′ st Hovhannisyan), Mkoyan, Haroyan; Mkrtchyan, Ozbiliz (33′ st Sarkisov), Ghazaryan, Mkhitaryan; Yedigaryan, Movsisyan. A disp: Kasparov, Aleksanyan, Pinheiro Pizzelli, Malakyan, Avagyan, Manoyan, Dashyan. All. Minasyan
Arbitro: Oliver
Marcatori: 6′ Movsisyan (A), 24′ Florenzi (I), 25′ st Mkhitaryan, 31′ st Balotelli
Ammoniti: Haroyan (A); Pasqual (I)

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.