Una scena che non abbiamo visto: ha premiato Galliani, e non il presidente.

Le statistiche, ed una ormai consolidata tradizione, affermano che è difficile che la squadra vincitrice del Trofeo Berlusconi vinca lo scudetto. I tifosi della Juve, dunque, dovrebbero preoccuparsi per questo 3-2 sui rossoneri: ma credere a tali superstizioni mi sembra futile. Sono ben altre le ragioni per cui la Juventus, quest’anno, non vincerà lo scudetto: le evidenti lacune difensive (non colmabili dal solo Chiellini), l’assenza di una prima punta di peso (con la trattativa Llorente che sembra abbastanza difficoltosa) e la dipendenza ossessiva da un Pirlo che alla lunga, con la difficoltà, che noi milanisti conosciamo bene, a reggere il doppio impegno e la necessità di avere almeno 4 giocatori a sua completa disposizione e protezione, potrebbe essere deleteria. 

Nonostante ciò, nemmeno noi milanisti possiamo essere contenti di ciò che si è visto stasera: una squadra zoppa, confusa e con poche idee, che cerca di affidarsi all’ormai atrofizzato estro di un Montolivo apparso ancora avulso dagli schemi di attacco rossoneri, che confida in Boateng, “falso nove”. Molto “falso”, poco “nove”. Il ghanese, a dispetto della entusiastica denominazione da parte di Allegri, si è dimostrato ancora una volta per quello che è: un centrocampista. Non riesce a rimanere sulla tre quarti, nè ad essere un tramite con gli attaccanti. Non che, in molti casi, gli attaccanti abbiano aiutato. L’esempio più lampante è Pato, assolutamente assente dal gioco e incapace di creare una qualsivoglia azione offensiva. Ecco: è lui il top player su cui, secondo la nostra dirigenza, si dovrebbe basare il nostro gioco. Un calciatore che si degna di offrire una preparazione consona solo per la Nazionale, che non ha alcun interesse nel rapporto con i compagni, che preferisce vivacchiare, grazie alla sua relazione.

Pato è l’esempio perfetto di una squadra nel pieno della crisi di nervi seguente alle cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva al PSG (squadra di Ancelotti che, tra l’altro, ha pareggiato persino contro l’Ajaccio: dimostrazione che non è sempre l’unione dei migliori giocatori a fare il miglior organico). Altri interpreti di questo gracchiante disco sono Traoré, che conferma di essere stato probabilmente preso dal piazzale della Stazione Centrale, più che dalla Ligue 1, Flamini, che non tocca più di tre palloni in settanta minuti, e il duo colombiano di centrali difensivi, con Yepes fuori forma e Zapata più simile a quello dell’anno scorso che a quello di fino a due anni fa. Compatisco i colombiani, considerando che i due compongono, insieme a Zuniga (che non è molto noto per la sua abilità in copertura), la difesa della loro Nazionale: capisco anche perché sono decenni che non arrivano al Mondiale.

C’è anche, nell’orrifica prestazione generale dei rossoneri, qualche minima nota positiva: due giocatori, Emanuelsson e Robinho, che erano risultati deludenti nel 2011-12, si confermano come i migliori del precampionato nel Milan. Ma, lo sappiamo bene, qualche rondine non fa primavera: e molti temono che i due giocatori (Emanuelsson ha avuto molti buoni spunti, e Robinho ha coronato la sua prestazione con una doppietta, tra cui un rigore da lui stesso procurato su fallo di Masi) si siano “giocati i bonus” prima dell’inizio della stagione. Il Robinho del 2011, nella penuria di attaccanti, sarebbe utilissimo nel centrare almeno l’obiettivo della qualificazione Champions. E sarebbe forse l’unico, con questo Pato, senza Ibrahimovic, con El Shaarawy ignorato e con Cassano…all’Inter. Oramai, con la conferma di Galliani, possiamo dirlo con certezza: la trattativa c’è. L’accordo è da raggiungere solo sul conguaglio, che, considerando le prestazioni dei due nell’ultimo anno e mezzo, è qualcosa di indecente. Speriamo, comunque, che la tradizione favorevole per questi scambi (Seedorf per Coco, per intenderci) tra cugini continui.

MILAN-JUVENTUS 2-3 (1-2), MILANO 19 AGOSTO 2012
MARCATORI: 9′ Robinho (M), 12′ Marchisio (J), 42′ Vidal (J), 64′ Matri (J), 77′ rig. Robinho (M)
MILAN (4-3-3): Abbiati; Abate (50’ Nocerino), Zapata, Yepes, Antonini (46′ De Sciglio); Flamini (64′ Traore), Montolivo, Constant; Emanuelson (46′ Pato), Boateng (80′ Valoti), Robinho. (Amelia, Bonera, Acerbi, Mesbah). All.Allegri.
JUVENTUS (3-5-2): Storari; Lucio (46′ Bonucci), Marrone (88′ Rugani), Barzagli (69′ Masi); Padoin (46′ Lichtsteiner, 85′ Asamoah)), Vidal (46′ Pazienza), Pogba, Marchisio (46′ Giaccherini), De Ceglie (46′ Ziegler); Vucinic (46′ Matri), Giovinco (46′ Quagliarella). (Leali). All. Conte (in panchina Carrera).
Arbitro: Guida
Ammoniti: Vidal (J), Yepes (M), Masi (J)

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.