Il gol-vittoria è siglato da Emanuelson

Ci sono di quelle partite emozionanti, che ti lasciano con il fiato sospeso, con gli occhi incollati allo schermo ed al pallone per seguire ogni azione, ogni giocata spettacolare. Ci sono partite a metà strada, con momenti più noiosi e momenti più esaltanti, che comunque ti tengono attirato, nell’attesa di un nuovo picco di euforia. E poi ci sono quelle partite assolutamente noiose, nelle quali nessuna delle due squadre ha da chiedere niente, che si trascinano stancamente a centrocampo, in attesa che l’arbitro fischi la fine, per permettere ai giocatori una doccia ristoratrice. E’ indubbio che l’amichevole tra Schalke 04 e Milan appartenga a quest’ultima categoria, tanto da farmi pensare di usare le repliche a rotazione che stanno passando stasera su Premium per un buon sonno. Alla fine è arrivata la vittoria, nell’unica occasione in cui il portiere è stato davvero impegnato.

I primi minuti hanno visto prevalere il Milan, con due belle occasioni con Boateng ed El Shaarawy, tutte sprecate a un passo dal tiro. Poi lo Schalke è uscito alla distanza: dalla mezz’ora alla fine del primo tempo, la compagine di Gelsenkirchen ha dominato, tenendo il pallone sulla tre quarti. Ma, c’è da dirlo, Pukki e Draxler sono diverse spanne sotto Raul e Huntelaar. In difesa non ha certo giovato la prestazione di Bonera, impalpabile e avvezzo a lasciare praterie agli avversari: ben più performante come compagno di reparto per Acerbi, nel secondo tempo, è stato Yepes. Ma di certo ci serve un buon centrale, che sia Yanga-Mbiwa o chiunque altro di buono (sperando che non sia una delle solite croste provenienti dalla Francia). Non si può cominciare una stagione confidando su un 36enne o su Mexes.

A proposito di Mexes, oggi sono tornati a Milanello i reduci dell’Europeo. Anche i reduci dell’Europeo dello Schalke erano assenti: loro, invece, mentalmente, trascinandosi nel campo senza riuscire a toccare pallone. E’ il caso di Papadopoulos, lasciato sul posto dalla triangolazione di Emanuelson e Robinho (due giocatori il cui apporto, solitamente, manda il pallone in curva se non in rimessa laterale), ed è il caso di Huntelaar, entrato nell’ultima mezz’ora per far presenza, pallida brutta copia del giocatore che ha segnato trenta gol nell’ultima Bundesliga, tanto da farci rimpiangere la sua cessione, in questi tempi di magra offensiva. 

Non che le bocche di fuoco rossonere abbiano fatto meglio: si è andati da El Shaarawy scomparso dal campo dopo i primi dieci minuti, a un Boateng invisibile, a Ganz impreciso e sopraffatto da un clima (tutto esaurito, impensabile persino per partite di ben maggiore lignaggio, qui in Italia) da Champions League, allo stesso Robinho: se si esclude l’azione del gol, ha sprecato diversi contropiedi, cercando invece che un facile passaggio il tiro da lontano (su quattro tiri, tre in curva e uno sulla testa di Howedes) o un dribbling di troppo. Il calcio, invece, ci dovrebbe insegnare come, a differenza che in filologia, la lectio difficilior non sia mai da preferire: ma il brasiliano, a quanto pare, non è d’accordo.

SCHALKE 04-MILAN 0-1 (PRIMO TEMPO 0-0)
Marcatore: 64′ Emanuelson
SCHALKE 04 (4-2-4): Hildebrand (Fahrmann); Uchida, Matip, Metzelder, Escudero (Kolasinac); Holtby (Baumjohann), Neustädter (Barnetta); Farfan, Jurado (Fuchs), Pukki, Draxler (Huntelaar).
MILAN (4-3-1-2): Amelia; De Sciglio (Taiwo), Bonera (Yepes), Acerbi, Mesbah (Antonini); Flamini (Traoré), Ambrosini (Valoti), Emanuelson; Boateng (Filkor); Robinho (Ganz), El Shaarawy.
Ammoniti: Antonini (M), Yepes (M), Baumjohann (S).

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.