La vittoria che non ti aspetti è danese ed è una vittoria che cambia equilibri ed economie di questo europeo. Facendo due conti, infatti, la Danimarca si porta a tre punti nel gruppo B e l’Olanda, tra le grandi favorite del torneo, rimane a quota zero dovendo affrontare Portogallo e Germania con l’obbligo di fare due vittorie su due perché qualora queste due battano entrambe i danesi quattro punti potrebbero non bastare – e teoricamente, qualora i Danesi battano il Portogallo, nemmeno sei… Avevamo detto ieri in sede di presentazione della gara che il punto debole degli orange era nelle retrovie: mai frase fu più azzeccata – la squadra è risultata spezzata in due tronconi come nei peggiori 4-2 fantasia leonardeschi, il generale Mark non ha potuto contare su due roccaforti nelle retrovie come Thiago Silva e Nesta ma su due vasi di terracotta come Heitinga e Vlaar, davanti malino Robben, ancora peggio Snejider completamente a disagio nella sua posizione di trequartista fino ad uno spentissimo Rafa Van der Vaart cugino scarso dell’omonimo giocatore da più di 30 gol a stagione dell’Arsenal: deve essere quello che va alla Juventus – e io che mi preoccupavo che prendessero uno forte… Il risultato è quindi il gol dopo 24 minuti di un anonimo giocatore del Brondby, al secolo Michael Krohn-Dehli, per una Danimarca che fino a quel momento giocava soprattutto all’Italiana e che dopo ha comunque legittimato il vantaggio con altre quattro occasioni da gol mentre gli Olandesi con i ventuno tiri a zero fuori dallo specchio si sono dilettati principalmente nel tiro allo spettatore.

La serata vede invece una partita tra Germania e Portogallo che si configura principalmente come una gara chiusa. I tedeschi risultano infatti, come da pronostico, complessivamente superiori all’avversario tenendo in mano il pallino della partita. Il Portogallo riesce a difendersi con ordine costruendo però veramente poco o nulla in fase offensiva – il problema dei lusitani è ormai arcinoto ai più: in attacco manca una vera e propria prima punta che non è Nani e non può diventarlo Cristiano Ronaldo e soprattutto non può esserlo Varela (che si divora l’1-1 nel finale) e gli zero gol nelle ultime cinque partite giocate ne sono la conferma più evidente. La Germania alla fine la porta a casa con un colpo di testa di Gomez – ma la Germania che esce da questa gara ne esce comunque ridimensionata – nonostante i nomi in panchina (tra cui Gotze, Kroos e Klose) i tedeschi sembrano comunque alla portata della altre pur rimanendo i favoriti numero uno. La vittoria dei tedeschi comunque li porta in vetta al girone B e il calendario della prossima giornata – con la supersfida tra Olanda e Germania – dà l’ultima chance alle due sconfitte di oggi per qualificarsi: un pareggio consentirebbe infatti il facile biscotto che fa tutti contenti tra Germania e Danimarca all’ultima giornata.

Non possiamo non concludere questo post segnalando in questa giornata tre vicende: la prima che vede Tagliavento andare all’Europeo unicamente con la mansione di arbitro di porta – non male per chi in porta non ha saputo vedere un gol dentro 51 centimetri. La seconda vede invece in ottica pallone d’oro la tripletta di Lionel Messi con la maglia dell’Argentina in una amichevole di lusso contro il Brasile proprio nella serata in cui Ronaldo non riesce a brillare con la propria nazionale. La terza è l’ennesima perla della RAI il cui commentatore tecnico per Olanda – Danimarca, Vincenzo d’Amico, perde l’aereo lasciando il solo Gianni Bezzi in telecronaca. Certe cose capitano solo in RAI.

Non c’entra niente nemmeno questo con l’Europeo ma non posso non esimermi dal dire la mia sulla questione terza stella di cartone della Juventus. E’ stata fatta passare la notizia, in questi giorni, sui giornali, della rinuncia del club di Torino a metterla sulle maglie come mossa di apertura verso la FIGC. Nulla di più falso: non si può rinunciare a qualcosa che per regolamento non si sarebbe comunque potuto mettere. Le stelle d’oro sono state infatti sì inventate da Umberto Agnelli, ma sono state immediatamente regolamentate dalla federazione: è il consiglio federale che concede alle squadre la possibilità / obbligo di inserirle nei propri stemmi. Già, obbligo: una maglia con tre stelle della Juventus sarebbe infatti tanto non regolamentare quanto una senza stelle – maglia che pare essere l’ultima invenzione della banda bassotti. Gli scudetti sono ventotto – e come spesso amiamo dire – che se li tengano stretti perché è un numero che resta abbastanza lordo: a meno che levando due stelle non abbiano voluto portare sulla maglia il numero di quelli vinti onestamente. Si è parlato anche della scritta “30 sul campo” da esibire sulla maglia nella prossima stagione – paragonandole a quelle di Barcellona e Milan: mai paragone fu più azzeccato. E’ arcinoto a tutti che il tifoso blaugrana si riconosce nell’identità nazionale catalana, quello rossonero nella sua storia e tradizione europea mentre quello juventino nei furti perpetrati ai danni di altre squadre. Un bell’insegnamento da trasmettere ai ragazzini proprio nel periodo in cui sta scoppiando lo scandalo scommesse, e dove i presidenti delle società più importanti dovrebbero dare l’esempio – invece di abbassarsi al rango di difensore dei ladri.

OLANDA-DANIMARCA 0-1 (PRIMO TEMPO 1-0)
MARCATORI: pt 24′ Krohn Dehli al 24′ p.t.
OLANDA (4-2-3-1): Stekenburg; Van der Wiel (dal 40′ st Kuyt), Heitinga, Vlaar, Willems; Van Bommel, N. De Jong (dal 27′ st Van der Vaart); Robben, Sneijder, Afellay (27′ st Huntelaar); Van Persie. (Vorm, Krul, Mathijsen, Bouma, Boulahrouz, Schaars, Strootman, L. De Jong, Narsingh). All. Van Marwijk.
DANIMARCA (4-2-3-1): Andersen; Jacobsen, Agger, Kjaer, S. Poulsen; Kvist, Zimling; Rommedahl (39′ st Mikkelsen), Eriksen (29′ st Schone), Krohn-Dehli; Bendtner. (Lindegaard, Schmeichel, Bjelland, Okore, Wass, Poulsen, Silberbauer, J. Poulsen, Kahlenberg, Pedersen). All. Olsen.
ARBITRO: Skomina (Slovenia).
NOTE: Spettatori: 38.863. Ammoniti: Van Bommel, Poulsen, Kvist. Angoli: 11-4. Recupero: 1′; 3′.

GERMANIA – PORTOGALLO 1-0 (Primo Tempo 0-0)
MARCATORI: 72′ Gomez (G)
GERMANIA (4-2-3-1): Neuer; Hummels, Boateng, Badstuber, Lahm, Khedira, Schweinsteiger; Mueller (93? Bender), Ozil (86? 18 Kroos), Podolski; Mario Gomez (78’Klose). Ct: Low
PORTOGALLO (4-3-3): Rui Patricio; Pereira, Alves, Pepe, Coentrao; Moutinho, Veloso, Meireles  (80? Varela); Nani, Postiga (69? Oliveira 6), Ronaldo. Ct: Bento.
ARBITRO: Stéphane Lannoy (FRA)
AMMONITI: Badstuber, Boateng (G), Coentrao, Postiga (P)

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.