Cassano e Balotelli, forse un po' troppo soli davanti

La nostra Nazionale affronta la squadra che ha vinto sia gli ultimi Europei sia gli ultimi Mondiali, ed io sono contento di questo sorteggio. Perché è contro squadre forti come la Spagna, che producono sempre una imponente mole di gioco, che devono venire fuori le nostre capacità, se è vero, come si dice, che Prandelli abbia forgiato un nuovo gruppo, dando spazio a nuovi talenti e svecchiando la nostra selezione, che era rimasta fossilizzata sul blocco dei campioni del 2006.

Invece pare che quest’avventura europea cominci con un alibi già pronto sul tavolo, in caso di scarsi risultati: la magistratura sportiva ha turbato l’equilibrio e le sinergie che si stavano creando. E perché mai? Se qualche tuo compagno è accusato di qualcosa a te che importa? Niente. Oppure anche gli altri hanno paura, forse perché hanno qualche scheletro nascosto nell’armadio? Si respira quella strana aria del 1992, durante Mani Pulite, o del 2006: chi ha qualche colpa è terrorizzato, mentre chi non lo è ha la psicosi di essere tirato in ballo, per bilanciare o diminuire responsabilità altrui.

Comunque, mi auguro che questo alibi non debba mai venir adoperato, e che i miei siano soltanto vaneggiamenti. La tattica migliore per affrontare la Spagna sarebbe quella di entrare in campo e di cercare subito di dominare partita e gioco. Loro, da mesi, si preparano ad affrontare un’Italia catenacciara, e da una settimana a questa parte non fanno altro che allenarsi a dribblare come birilli i nostri difensori: costringerli subito sulla difensiva potrebbe costituire per loro uno shock imprevisto. E le mosse impreviste, come si sta constatando in questo inizio di Europeo, pagano.

Invece non ci sarà niente di tutto questo: il nostro grande e nuovo gruppo scenderà in campo col più bieco dei catenacci, con tre centrali bloccati ed un centrocampo a 5, con sia a sinistra che a destra una doppia protezione per Pirlo. D’altra parte il tempo passa per tutti, e sono lontani i tempi in cui al bresciano bastava Gattuso a copertura: ora bisogna schierare il 40% dei giocatori di movimento in sua difesa. Pure De Rossi verrà sacrificato a fare il difensore; ma va bene così: è una mossa assolutamente intelligente, avere uno dei migliori centrocampisti del mondo e arretrarlo inutilmente sulla linea di difesa, puntando tutto sulle scodellate di Pirlo.

Va bene così perché nessuno oserà condannare Prandelli, anche se ha puntato tutto sul lanciatore juventino e ha perso. Ha perso, al di là del risultato di stasera, perché in avanti lasciamo soli Cassano e Balotelli, due giocatori che hanno bisogno di dialogare con gli altri e che non sono Ibrahimovic, che risolve spesso da solo e ritorna a prendersi la palla a centrocampo. Ed ha perso perché dedicare solamente un quinto dei giocatori di movimento all’attacco, ed il resto a compiti di copertura, è un idea di gioco perdente, che noi milanisti non possiamo accettare. Ovviamente, partire con tre centrali bloccati è di bruttissimo auspicio, ma se i 4 preservativi di Pirlo, ogni tanto, si prodigassero in sortite sulle fasce, sarebbe meglio.

L’idea di Prandelli, anzi, è proprio questa, ma potreste mai immaginare tale Giaccherini sovrastare sulla fascia Sergio Ramos? O Thiago Motta in velocità sulla fascia contro Fabregas o Busquets? È evidente che il gioco andava strutturato diversamente per cercare, con esso, di sovrastare gli spagnoli, di gran lunga superiori a noi sul piano tecnico. Iberici che scenderanno in campo con la volontà di diventare subito padroni della palla, e di giocarla ad ogni costo. E la tiki-taka della Spagna è per durata, e a volte anche lentezza, addirittura superiore a quella del Barcellona. Ricordo distintamente, ad esempio, un Portogallo-Spagna dello scorso anno, dove i lusitani, giocando praticamente con la bava alla bocca, vinsero ampiamente, ma gli spagnoli non rinunciarono mai a tenerla e a giocarla; in tal modo puoi perdere una battaglia, ma la guerra, alla fine, si vince.

Di conseguenza, gli iberici cercheranno sempre il fraseggio palla a terra, a partire dalla difesa, per terminare l’azione entrando praticamente in porta palla al piede, oppure qualche invenzione del blocco Barça (Xavi ed Iniesta in primis) o di Torres. E’ molto probabile che la Spagna eviti accuratamente il gioco attraverso palle alte, fattore per noi positivo: i giocatori di scuola latina, infatti, raramente hanno nel DNA il gioco aereo e ne lasciano spesso il dominio all’avversario, rendendo maggiormente prevedibili le proprie mosse offensive.

Alle 20.45, a Poznan, si giocherà inoltre Croazia-Irlanda, l’altra partita del nostro girone. La favorita sembra essere la Croazia, dotata di migliori individualità, mentre l’undici di Trapattoni, che si vide negato con un vero e proprio ladrocinio l’accesso ai Mondiali 2010, è galvanizzato ed intende dimostrare al mondo intero, nonostante un sistema di gioco vecchio di 35 anni, tutto il suo valore. L’ex ct azzurro, comunque, è una vecchia volpe, e fa bene a non fidarsi della Croazia, che si presenta a questa manifestazione con un curriculum di tutto rispetto, risultando imbattuta da 14 partite e, con queste credenziali, spera di superare l’Irlanda e passare il turno assieme ad una tra Spagna e Italia, sperando in un flop di una delle due: potrebbe essere un sogno non irrealizzabile.

SPAGNA-ITALIA, DANZICA 10 GIUGNO 2012, ORE 18.00
SPAGNA (4-2-3-1): Casillas; Arbeloa, Piqué, Sergio Ramos, Jordi Alba; Busquets, Xabi Alonso; David Silva, Xavi, Iniesta; Torres. All. Del Bosque.
ITALIA (3-5-2): Buffon; Bonucci, De Rossi, Chiellini; Maggio, Marchisio, Pirlo, Thiago Motta, Giaccherini; Balotelli, Cassano. All. Prandelli.
Arbitro: Kassai (HUN)

reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo