Ennesimo errore tattico di Allegri. Da esonero?

E’ difficile trovare le parole dopo una partita del genere. Questa sera è andato in campo uno dei peggiori Milan degli ultimi anni che, con la complicità di un Ibrahimovic mai in partita e con le pesanti scelte di Allegri, ha subito una dolorosa sconfitta da un’arroccata Lazio che era scesa in campo con la speranza di strappare almeno un punto. Cito come primo nome Ibrahimovic perchè i suoi errori sono stati pesanti, pesantissimi: due gol facili falliti e un comodo assist mancato per El Shaarawy. Non possiamo tuttavia sperare di vincere un campionato grazie solo ed esclusivamente ad un giocatore e nelle ultime partite la Ibra-dipendenza è sembrata palese, innegabile.

Allegri comincia bene la serata schierando una formazione plausibile con El Shaarawy dal primo minuto in luogo di Seedorf, così come Mesbah preferito a Zambrotta. Nel primo tempo tra i nostri è difficile trovare delle eccellenze. Solo El Shaarawy di tanto in tanto prova a cambiare passo e a dare una svegliata ai suoi. Ibra serve i due assist per le uniche due palle gol dei rossoneri, ma per il resto è molto fermo e viene anche mal servito con lanci fuori misura o con lenti e prevedibili cross di Mesbah. Poca roba, non sembriamo una squadra in controllo della partita e neanche ci andiamo vicini. Fare tanto possesso ma farlo male non significa dominare l’avversario, infatti la Lazio col passare dei minuti prende coraggio (come già accaduto in altre partite) e inizia a realizzare l’idea che forse da questa gara possa uscire con qualcosa in più di un pari.

Non che i biancocelesti aumentino la pressione – anzi, siamo sempre noi a farlo con lunghi possessi che portano a pallacce che sfilano a fondo campo – ma quando ripartono lo fanno con più convinzione. E’ proprio qui che Allegri la combina grossa: la mia incredulità si mischia a rabbia, quando il Conte Max toglie El Shaarawy – il migliore o forse il meno peggio dei tre davanti, l’unico che di tanto in tanto cambiava passo e saltava un uomo – per far spazio a Seedorf, e Ambrosini – non negativa la sua prova fino a quel momento – per Emanuelson. Le conseguenze sono logiche e scontate, una ancora maggiore sterilità offensiva e una rischiosa maggiore predisposizione al contropiede.

In tutto questo, lasciare in campo un Robinho a dir poco pietoso mi è parso ancora una volta un grossolano errore di lettura della gara da parte di Allegri. Emanuelson non incide neanche a pagarlo; Seedorf è uno spettacolo vederlo come accarezza il pallone, ma questo belvedere non porta a nulla: c’è l’impegno, ma con quello non ci si vincono i campionati. L’ingresso di Maxi Lopez al posto di Van Bommel è un’altra mossa disperata senza capo nè coda: non è mancata una punta dentro l’area, è mancato il raccordo fra centrocampo e attacco. Più vedo le nostre partite, più trovo una grossa falla nel 4-3-1-2 voluto da Allegri: manca un regista, manca qualità nell’impostazione, manca Andrea Pirlo: l’unica scusante sono i tanti infortuni, ma non giustificano la prestazione e l’assenza di gioco che ormai è evidente da qualche settimana.

LAZIO-MILAN 2-0 (primo tempo 0-0)
MARCATORI: Hernanes al 31’, Rocchi al 40’ s.t.
LAZIO (4-2-3-1): Marchetti; Konko, Biava, Dias (dal 7’ s.t. Stankevicius), Radu; Ledesma, Matuzalem; Gonzalez, Hernanes (dal 42’ s.t. Candreva), Lulic; Rocchi (dal 47’ s.t. Rozzi). (Bizzarri, Diakité, Scaloni, Garrido). All. Reja.
MILAN (4-3-1-2): Abbiati; Abate, Nesta, Thiago Silva, Mesbah; Ambrosini (dal 22’ s.t. Emanuelson), Van Bommel (dal 32’ s.t. Maxi Lopez), Nocerino; Robinho; Ibrahimovic, El Shaarawy (dal 22’ s.t. Seedorf). (Amelia, Bonera, Mexes, Zambrotta). All. Allegri.
ARBITRO: Damato di Barletta (Maggiani-Passeri/Peruzzo).
NOTE: ammoniti Matuzalem (L) al 10’ p.t. per c.n.r., Nesta (M) al 39’ p.t., Rocchi al 25’ s.t. per proteste. Recuperi: 0’ nel p.t., 5’ nel s.t.

Posted by Andrea Sebastiani

Editorialista e responsabile dei postpartita