10268718_10152057665046937_7890827169698271255_nFinalmente è finita, tutti a casa e arrivederci a fine agosto. Questa stagione, uno strazio interminabile, si è conclusa con 57 punti conquistati, che si traducono con l’ottavo posto finale in classifica. Fuori dalle coppe europee, quindi, ma non così in basso da giocare i preliminari di Coppa Italia. Apro il post dedicato alle pagelle di fine anno con una premessa: il mio giudizio, che verrà espresso qui di seguito, è sempre, comunque soggettivo, per cui vi invito a riflettere prima di commentare. Naturalmente, le critiche sono ben accette, purchè si possa discutere. Da parte mia, cercherò di essere il più oggettivo possibile: il primo, e unico criterio, sono le prestazioni in campo, nient’altro. Ma veniamo al dunque: Portieri.

Christian Abbiati: voto 5.5
Su una cosa siamo tutti, ma proprio tutti d’accordo: per il numero 32 rossonero, questo deve essere l’ultimo anno tra i pali del Milan. Pur non giocando una cattiva stagione, le sue sbavature si sentono, ci sono, si possono percepire. Incertezze che quasi mai si sono trasformate in papere, ma che hanno influito sulla stagione negativa del Milan: quante non-uscite su calci piazzati dobbiamo ancora vedere? Quanti gol parabili dobbiamo ancora prendere? No grazie, l’era del Sequoia è al capolinea: arrivederci e buona fortuna, avanti il prossimo. Sperando nella meritocrazia e nel mercato.

Marco Amelia: senza voto (S.V.)
Lo so, sarete scandalizzati perchè non ho dato un sonoro 3 urlando alla pippa immonda; ma preferisco attenermi a quel che dice il campo, e il campo, dice che Amelia ha giocato solo 5 partite quest’anno. Troppo poche, trovo ingiusto giudicare la complessiva stagione di un giocatore basandomi solo su questo. Probabilmente saluterà, e che dire, ho come l’impressione che non ci mancherà poi più di tanto.

Gabriel Vasconcelos Ferreira: voto 6
Lo ammetto: qui sforo, e do mezzo punto in più sulla fiducia. Del resto, riconsideriamo un attimo la situazione: Gabriel giocò, fondamentalmente, nel peggior periodo del Milan da un decennio a questa parte, in una squadra completamente allo sbando, trovandosi davanti una difesa che definire colabrodo era un complimento. Diversi errori, ma la condizione era sfavorevole principalmente dal punto di vista psicologico. Voglio essere fiducioso, e pensare che del talento ci sia in questo ragazzo: spero possa avere presto l’occasione di dimostrarcelo.

Ferdinando Coppola: senza voto (S.V.)
E anche quest’anno il buon Coppola il suo “Mezzo milioncino” (cit.) se l’è portato a casa. Non ci crede nemmeno lui, e in effetti fa bene.

Passiamo ora alla difesa:

Ignazio Abate: voto 5
Male, parecchio male. Affonda con la barca, ma è tra i primi ad abbandonarla. Il suo apporto alla stagione si limita a un gol nel recupero a Bologna, dove abbiamo agguantato il pari per miracolo; per il resto, assurdo che un terzino nel giro della Nazionale non sappia ancora crossare degnamente, perchè di palloni in mezzo buoni, dai suoi piedi, ne sono arrivati col contagocce. Impreciso in fase difensiva, spesso, giustamente, relegato alla panchina. Tanta corsa, troppa ignoranza: Prandelli ci pensi bene, prima di portarlo in Brasile.

Daniele Bonera: voto 5.5
Mezzo punto in più rispetto ai colleghi perchè, a differenza di altri, lui la barca è tra gli ultimi a lasciarla. Male da centrale, e si sapeva, benino da terzino destro, e in effetti ci ha sorpreso: anche se, a dirla tutta, la fase offensiva è inesistente, forse anche per predisposizione tattica. Tuttavia, viene assorbito nella spirale del tracollo generale, e non fa poi molto per provare ad uscirne.

Kevin Constant: voto 5
Fossi nato 10 anni prima del 1993, probabilmente avrei fatto le pagelle di Maldini e Serginho. Ahinoi, oggi, la fascia sinistra rossonera se la spartiscono Constant, mezz’ala adattata, Emanuelson, esterno adattato, e De Sciglio, terzino destro. Constant sa giocare a pallone, non sarebbe li altrimenti, ma semplicemente abbiamo bisogno di altro, abbiamo bisogno di un terzino vero: questa lacuna, in questa stagione, con questa rosa, l’abbiamo pagata carissimo. Dalla parte di Constant è passato di tutto: sempre saltato con facilità, le prestazioni positive si contano sulle dita di una mano. Speriamo che questa parentesi si chiuda il prima possibile.

Mattia De Sciglio: voto 5.5
Caro Mattia, devo ancora capirti. Potenzialmente, ci troviamo davanti al più forte terzino della Serie A, sia a destra che a sinistra, eppure il campo ha dimostrato che le cose non stanno (ancora) così. Sarà la tensione per l’imminente mondiale, sarà la stagione storta, sarà la collocazione tattica non chiara, ma per Mattia De Sciglio questa non è stata un’annata positiva. Tante sbavature, più ombre che luci. Tanti 5.5, per intenderci. E se questo è il trend, allora è giusto che questo sia il voto che lo rappresenta. Certo che, con quel potenziale, è davvero un gran peccato, Mattia.

Philippe Mexés: voto 5
Sicuramente, la cosa che più ci fa incazzare di questa bella bionehm burbero centrale di difesa è il suo assurdo ingaggio: 4 milioni per randellare, male, e giocare, altrettanto male. No, dai, randellare sa randellare: il problema sono le sue amnesie, causate dal suo infimo livello di concentrazione. E di un centrale poco concentrato, dal carattere complicato, e dalla buona familiarità con il cartellino giallo, francamente, possiamo anche farne a meno.

Adil Rami: voto 6.5
Concedetemi questa riga per potermi bullare: l’avevo detto. Avevo detto che Rami avrebbe fatto bene, e ci ho azzeccato. Goduria. In ogni caso, il centrale francese è stato ampiamente il migliore del reparto arretrato: piazzato fisicamente, ha comunque tenuto botta ad attaccanti ben più rapidi di lui (Immobile su tutti), e il gol di testa è parte integrante del suo repertorio. Di attaccanti fantasiosi è pieno il mondo, di difensori rocciosi e veramente affidabili no. Speriamo possa riconfermarsi e non fare la fine di Zapata, nel frattempo riscattare, per favore.

Matias Silvestre e Cristian Zaccardo: senza voto (S.V.)
Entrambi hanno visto troppo poco il campo per poter essere complessivamente giudicabili: il primo per infortuni, il secondo per gerarchia. A sensazione, non li rivedremo con questa maglia il prossimo anno. Indovinate un po’? No, non sentiremo la loro mancanza.

Cristian Zapata: voto 5
Mi arrendo: questo, lo ammetto, non me lo sarei mai aspettato. Difficile che il centrale colombiano ripetesse la stagione passata, molto buona, ma nemmeno che scadesse in un tracollo simile. Completamente tritato dagli eventi della prima parte di stagione, oltre che da un buon numero di attaccanti avversari, viene accantonato, a ragione, da Clarence Seedorf. Pessima storia, speriamo almeno giochi il Mondiale: una sua rivalutazione sarebbe preziosissima. In chiave mercato, ovviamente.

Per oggi è tutto, aspetto i vostri commenti, le vostre critiche e, ovviamente, le vostre pagelle. Potete commentare qui sotto, su twitter oppure sulla pagina facebook del blog. A domani, con il pagellone dei centrocampisti e degli attaccanti.

Giangi_Ceresara

Posted by Giangi_Ceresara

Classe '93, studente di Linguaggi dei Media in Cattolica, è redattore del blog da quasi un anno. Il Milan è la passione di una vita, nel bene e nel male rossonero per sempre.