10268718_10152057665046937_7890827169698271255_nProseguiamo le nostre pagelle di fine anno con i centrocampisti. In caso ve le siate perse, trovate qui le pagelle di portieri e difensori.

Valter Birsa: voto 5.5
Gioca pochino, ma per due settimane, assurdo e clamorose, toglie la castagne dal fuoco al Milan: due gol, 6 punti, contro Udinese e Sampdoria. Il resto dell’anno è mediocre, ma non potrebbe essere diversamente: ci troviamo di fronte a un giocatore da medio-piccola, niente di più, niente di meno. Il campo ha dimostrato questo, non me la sento di infierire ulteriormente.

Bryan Cristante: senza voto (S.V.)
Ricordato per il gol e la buona partita contro l’Atalanta, viene presto accantonato. Inspiegabilmente, aggiungo.

Nigel De Jong: voto 7 (il migliore)
Nonostante il tracollo, nonostante le sconfitte, nonostante tutto, Nigel De Jong è l’unico che combatte mettendoci cuore e anima. Al di là del talento, fa benissimo quello che deve fare; è è uno dei pochissimi a salvarsi, e lo fa in bello stile, nella stagione più nera dal 1998. Impreziosisce il tutto con un gol nel derby, che è sempre cosa gradita: il primo a gettarsi nella mischia, e l’ultimo a mollare, vero pilastro di questa squadra.

Urby Emanuelson: voto 5
Siamo sempre li: viene spacciato per terzino, quando terzino non è affatto. Si, duttile quanto vuoi, ma la sua duttilità gli si è ritorta contro, visto che non riesce a interpretare in modo convincente praticamente nessun ruolo. Abbiamo più volte pagato la sua incapacità tattica in fase difensiva: la sinistra, quest’anno, è stata terra di conquista per molti. E ne lui ne il compagno di merende Constant hanno fatto molto per impedirlo.

Michael Essien: voto 5
Speravo, non so sinceramente su che basi, che questo medianaccio sul viale del tramonto potesse magicamente trasformarsi nel nuovo Van Bommel. Poi ho spento la PlayStation e ho acceso il televisore: tanto, troppo fumo e davvero poco arrosto. Preso per rimpolpare il centrocampo, fallisce completamente la missione: ora sarà una bella grana scaricarlo, non ci resta, come al solito, che sperare nel Mondiale.

Riccardo Montolivo: voto 4 (il peggiore)
Prendete una moneta, una qualunque. Immaginate che da un lato ci sia il volto ingrugnito di Nigel De Jong, e dall’altro la faccia sorniona e sorridente di Riccardo Montolivo. Bene: a settembre abbiamo tirato quella moneta, e credo sia scontato quale delle due facce sia uscita. Si perchè la stagione dell’ex centrocampista della Fiorentina è il perfetto riassunto dell’annata appena trascorsa. Ma perchè proprio lui il peggiore? Semplice: perchè dal capitano del Milan ci si aspetta la capacità di trascinare la squadra nei momenti di difficoltà, di prenderla per mano e portarla a superare la tempesta. Al contrario, Montolivo è stato tra i primi a sparire e nascondersi. In tutta sincerità, quella fascia se la meriterebbe qualcun altro.

Sulley Muntari: voto 5
Il suo voto è la media tra il 4 della prima parte di stagione e il 6 della seconda: cresce nel finale, ma nel complesso è ancora troppo impreciso e mai, veramente, inserito nel contesto. Semplicemente, il Milan la in mezzo avrebbe bisogno di altro. Ben altro.

Andrea Poli: voto 6.5
Una delle pochissime note liete dell’annata. Apre la stagione con il gol a Verona, e da quel momento è uno dei pochi a salvarsi mentre la barca cola a picco. Reinventato da Seedorf sulla trequarti, porta tanta sostanza e con i suoi inserimenti sa sempre rendersi pericoloso. Elemento tanto duttile quanto prezioso: riscattare, o almeno rinnovare il prestito, per favore.

Riccardo Saponara: senza voto (S.V.)
Arrivato a Milanello carico di buone intenzioni e tanta volontà, viene fermato dalla pubalgia. Arrivederci all’anno prossimo.

Terminata la rassegna dei centrocampisti, passiamo, e concludiamo, con gli attaccanti.

Mario Balotelli: voto 6
Stando prettamente a quello che si è visto in campo, non vedo perchè dare l’insufficienza a SuperMario: la sua dozzina di gol l’ha fatta, e pur non brillando, non ha mai neanche particolarmente sfigurato. Certo, gioca sempre con quel fare svogliato, al 60%, dando l’impressione quasi di trattenersi, di poter fare molto, molto di più. Inoltre, la sua collocazione tattica è ancora un mistero da risolvere: tuttavia, stando prettamente ai numeri, non mi sento di andare sotto la sufficienza.

Stephan El Shaarawy: senza voto (S.V.)
Doveva essere la stagione della consacrazione, invece per il Faraone si è trasformata in un vero e proprio incubo: infortuni, infermeria e addio Mondiali. Il rientro contro il Sassuolo è stato incoraggiante: arrivederci all’anno prossimo anche a te.

Ricardo Kakà: voto 6.5
Si vede eccome che non è più quello di qualche anno fa, ma sono sincero nell’ammettere che avevo pensato avrebbe fatto molto peggio. Invece, il fisico ha retto e, seppur in evidente calo, Kakà è stato tra i pochi a trascinare il Milan alla vittoria in diverse partite. Dove non arriva il fiato arriva il cuore e la voglia. Perdonatemi: alla storia dell’amore per la maglia, però, continuo a crederci poco.

Keisuke Honda: voto 5
Per questo qua non solo non basta una pagella, ma non basterebbero forse 4-5 articoli. Arrivato a parametro 0 dalla Russia, le aspettative nei suoi confronti erano altissime e dopo qualche partita è stato già bellamente etichettato come bidone. Vi dico solo una cosa: cercate di avere pazienza, aspettiamo almeno che faccia una preparazione completa e poi vediamo. Stando al verdetto del campo, comunque, Honda è sempre stato poco più che un fantasma, e il suo apporto è stato praticamente nullo. Semplicemente, gioca a calcio a un ritmo troppo lento: possiamo solo sperare che si adegui il prima possibile al nostro campionato.

Giampaolo Pazzini: voto 6
I soliti golletti, il solito cuore: gioca meno dell’anno scorso, ma c’è e si fa sentire. Non è la sua stagione migliore e soffre il calo repentino della squadra: si, ci prova, ma raramente va oltre il compitino. Lo rivedremo il prossimo anno? Le vie del mercato sono infinite…

Robson de Souza Robinho: voto 4,5
Speravo che il Mondiale nel suo Brasile potesse risvegliare qualcosa in lui: non mi sbagliavo, qualcosa si è risvegliato. L’amore per le spiagge di Rio e per alcolici leggeri, con ogni probabilità. Gioca tutta la stagione in ciabatte, è semplicemente incommentabile. A giugno prenderà l’aereo per il Brasile, ma il Mondiale lo guarderà comodamente seduto sul divano di casa. E ci mancherebbe altro.

Adel Taarabt: voto 6.5
Adil e Adel: le due più belle sorprese della stagione sono arrivate dal mercato di gennaio. Mentre sul primo ero abbastanza deciso, sul secondo avevo parecchi dubbi: dubbi che, ad oggi, sono stati ampiamente spazzati via. Giocatore funambolico, unico in rosa capace di saltare costantemente l’uomo e, dettaglio non irrilevante, qualche golletto lo mette. Davvero niente male: verrà con ogni probabilità riscattato, ora vediamo se si manterrà su questi livelli o se si trasformerà nel nuovo Boateng. La prima, per favore.

Andrea Petagna: senza voto (S.V.)
Altro arrivederci, ma per questo qua mi sa che ci toccherà aspettare un po’ di più.

Clarence Seedorf: voto 7
6.5, mezzo punto in più per fiducia e rispetto. Fiducia che tutti noi milanisti volgiamo dargli, e che si merita, rispetto che pochi, eccetto appunto i milanisti, hanno per lui. Solo contro tutti, non lo abbandoneremo. Per il resto, risolleva il Milan da una stagione difficile: lasciargli almeno un anno per provare a fare qualcosa di buono sarebbe un obbligo. Qualsiasi cosa succeda, la sua dipartita sarebbe una sconfitta per tutti.

Voto complessivo stagione: 5

Grazie a tutti per averci seguito, letto e commentato in questa difficile annata per i colori rossoneri, andiamo avanti grazie a voi.
Sempre Forza Milan!

Giangi_Ceresara

Posted by Giangi_Ceresara

Classe '93, studente di Linguaggi dei Media in Cattolica, è redattore del blog da quasi un anno. Il Milan è la passione di una vita, nel bene e nel male rossonero per sempre.