La partita di ieri sera conferma quanto la squadra sia debole a livello caratteriale, salvo rimediare nella ripresa. E’ vero, da tempo il nostro blasone non intimorisce più nessuno, ma concedere a squadre di provincia di credere per un tempo che siano in pieno controllo del match è degradante. Non dobbiamo più permette ciò e questo può accadere soltanto mettendo in ginocchio la squadra avversaria fin dai primi minuti; perché nessuno è stupido, più passano i minuti e più l’avversario capisce  le tue difficoltà e che eventualmente se la può giocare, facendo diventare la partita più ostica del previsto.

Gol del Frosinone

L’azione su cui il Frosinone segnerà il vantaggio

Detto questo, passiamo a quello che concerne lo schieramento di ieri sera. Si era letto che uno dei candidati a sostituire Cerci – dopo la deludente prestazione di Coppa – potesse essere Poli ed ero felice della scelta. Perché, a costo di risultare ripetitivo, abbiamo ancora una volta dimostrato che non siamo in grado di essere lucidi ed equilibrati nella metà campo. Ed è successo anche nei primi quarantacinque minuti di ieri sera, dove sulla corsia di destra non c’era nessuna copertura preventiva e sopratutto Honda e Abate sempre mal posizionati. Nella fattispecie ecco cosa accade prima del vantaggio ciociaro:

  • primo problema, mancata schermatura della progressione avversaria, che porta a un quattro vs. quattro, e questa situazione è avvenuta anche nelle due partite precedenti (de Jong su Ionita e Bertolacci su Soriano);
  • secondo, tutti e quattro guardano il portatore di palla e questo crea il danno principale: Alex si stacca per coprire l’assenza di Abate e non avvisa Romagnoli del taglio di Ciofani alle sue spalle.

A differenza nostra, loro hanno bloccato le nostre fonti di gioco già nella nostra trequarti, grazie a un grosso lavoro di sacrificio da parte gli attaccanti. Questo ci ha portato a far girare la palla in orizzontale e in modo prevedibile, senza mai renderci pericolosi. Nella seconda parte di gara il Milan cambia mentalità, lo dimostra la forzatura nel giocare la palla in profondità a sfruttare i tagli negli spazi. Alzando il ritmo nel giocare la palla, di conseguenza si abbassata la spavalderia del Frosinone – figlia di un gran primo tempo – che crolla un’azione dopo l’altra. Forse è proprio questo il limite della squadra, non credere nei propri mezzi e questo li porta a entrare in difficoltà in partite banali, ma d’altronde la fiducia e il morale crescano in funzione delle vittorie conseguite. Non fanno bene tutte le critiche che arrivano dalla carta stampata, come sottolineato da Mihajlovic e Bertolacci, che destabilizzano l’ambiente sfiduciandolo.

Se con Verona e Carpi avessimo utilizzato la stessa grinta del secondo tempo di ieri sera, avremmo avuto quattro punti in più; perchè in partite come queste non serve il fuoriclasse a sbloccarle, ma una voglia maggiore dell’avversario nel conseguire il risultato. Ecco, come “ipotetico dono di Natale”, vorrei che la squadra acquisisse la fame e la grinta sfoggiata al Matusa per le successive partite, senza aspettare di essere feriti per sfoggiarli.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.