Poco o nulla da salvare dalla partita di ieri sera, a partire dalle scelte dell’allenatore che mi sono rimaste di traverso. Proprio nell’analisi della partita di sabato, mi ero soffermato sul quanto fosse importante continuare a lavorare sulle idee messe in campo contro la Sampdoria, per permettere il solidificarsi dei meccanismi e lavorare sulla continuità. Invece ci ritroviamo a commentare ancora una volta i limiti di questa squadra che, sia per organico e scelte dell’allenatore, non arriva mai a creare la sua identità ed a essere continua nelle prestazioni.

Ancora una volta, come se ce ne volesse una conferma, si è dimostrato che al Milan mancano le seconde linee di livello, quelle che ti cambiano in corso le partite; questo è dovuto principalmente allo scellerato utilizzo del budget acquisti, mirato solo su pochi innesti. L’utilizzo delle seconde linee era abbastanza ovvio, in quanto ieri era l’occasione giusta per far calcare il campo a chi non lo vede da mesi e quello che risulta lampante: l’organico su cui si può lavorare è limitato ai soli titolari e a Mexes, Calabria, Poli e Luiz Adriano, unici a salvarsi dalla prestazione di ieri sera. Su quello che non transigo invece è il ritorno al 4-3-3, abbandonato per un più congeniale 4-4-2, a mio avviso è utilizzato soprattutto per eccellere le qualità di Niang e Jack. Dunque come si pensa di dare continuità nelle prestazioni, se a ogni partita viene cambiato il sistema di gioco che non sta solo nei numeri, ma nel modo di come si occupa il campo e di conseguenza di come si sfrutta il fronte d’attacco. Fino al doppio cambio Niang-Bonaventura, convergiamo gli attacchi nella corsia centrale per via dei movimenti di Honda e Suso che amano accentrarsi, senza mai sfruttare le corsie; questo permette agli avversari di stringere ancora di più gli spazi fra di loro, facendo massa davanti l’area di rigore. Nei tempi supplementari abbiamo costretto gli avversari ad allargare le proprie maglie e a concedere più spazio nella corsia centrale, tutto questo grazie a un fronte di gioco più largo.

Ma quello che mi lascia veramente di stucco è l’utilizzo di Jose Mauri come vertice basso del centrocampo, non so cosa guardava Mihajlovic durante le amichevoli estive, ma personalmente avevo già notato quanto il giocatore soffra in quella posizione. Non essendo una cima viene costantemente scavalcato in qualunque situazione (che sia di contrasto o aerea), ma cosa ancor peggiore è la mancanza di carisma nel farsi carico della palla per avviare l’azione; infatti per tutta la partita viene interdetto dalla manovra per un suo limite, andandosi a nascondere tra gli avversari. Allora a Sinisa chiedo: perchè ri-utilizare un centrocampo a tre senza avere un giocatore in grado di ricoprire il ruolo di “regista” basso?

Vorrei per finire fare parlare della prestazione del Crotone e della conseguente telecronaca Rai. Per quanto mi riguarda ho visto una squadra diligente venuta a fare catenaccio, tramite ottimi raddoppi di marcatura, a San Siro e questo calcio non mi fa saltare di gioia. Ci hanno messo in difficoltà? Si è vero, ma in questo non c’è niente di nuovo, dato che abbiamo sempre sofferto con squadre chiuse e organizzate e a maggior ragione ieri sera con poca qualità in mezzo al campo (Poli-Mauri-Nocerino) a dare brio all’azione. Dunque dov’è questa super-prestazione avversaria? Abbiamo concesso una sola occasione pulita dentro l’area e siamo stati puniti, per merito di uno svarione da censura di Zapata. Capisco che non sia un super-Milan, ma screditarlo contro un avversario di serie B mi fa venire da vomitare.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.