Quello che ho auspicato tre giorni fa è accaduto, il Chievo ieri ha dimostrato di non volersi giocare la partita, per puntare ad un abbordabile pareggio. Ma troppo poche e sterili sono state le occasioni create nel finale per poter mettere in difficoltà il Milan, che stavolta non si è concesso nessuna distrazione, mantenendo per la prima volta in stagione la rete inviolata.

Quello che risalta agli occhi è la distinzione del modo di attaccare e gestire la palla tra il primo e il secondo tempo. Se ne primo la squadra risultava a essere piatta e statica, impedendoci di entrare in area avversaria, nel secondo le cose cambiano. Inizialmente, si è provato a ribadire quanto fatto domenica contro il Sassuolo: innescare gli esterni (soprattutto Cerci) attraverso gli scambi con i terzini; questo nel corso del primo tempo frutta poco in quanto il Chievo, difendo ordinatamente, non dà la possibilità a Cerci e Bonaventura di attaccare la profondità, costringendoli a ricevere il pallone sui piedi e rendendoli facilmente attaccabili. Nel secondo tempo smettiamo di prediligere le corsie per iniziare la manovra e concentriamo il gioco nella corsia centrale, per poi allargare il fronte di attacco in un secondo momento grazie ai cambi di fascia. Questo avviene con l’innalzamento della posizione di Bertolacci e Kucka, che oltre a togliere spazio alle ripartenze avversarie, ci aiutano a gestire al meglio il pallone al ridosso dell’area avversaria. Quello che si vede dopo il vantaggio è una squadra che prova a costruire l’azione sfruttando gli inserimenti e le triangolazioni, portando gli avversari ad allargarsi in modo da attaccarli con gli inserimenti in area. In questo modo sfioriamo più volte il vantaggio, prima con l’asse Bonaventura – Cerci  e poi con Bertolacci -Bacca, entrambi sul secondo paolo scoperto.

Per capire se, quello che di buono si è fatto stasera, è stato veramente assimilato dai giocatori, dobbiamo aspettare la partita di domenica con un rivale di più alto livello rispetto al Chievo; inoltre la Lazio in questa stagione in casa non ha mai perso e noi in trasferta abbiamo vinto solo ad Udine.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.