Eppure tra tutti io ero uno di quelli che più ci credeva. Se non nell’impresa, quantomeno nella concreta possibilità di uscire a testa alta. C’è chi è stato miglior profeta preanunciando una disfatta che poi si è rivelata tale. Ma c’è qualcosa che non va. I più delusi sono proprio quelli che ieri erano i più rassegnati. Non è strano? Non dovrebbe essere il contrario? Eh già, perchè io sono abbacchiato, ma condivido poco e nulla di quanto ho letto tra i vari blog e siti internet sulla nostra disfatta.

Per carità, mi aspettavo una squadra gagliarda, vivace, aggressiva e invece niente, zero personalità, ci hanno schiantati anche sul quel piano i Red Devils. Ed è chiaro che quando trovi una squadra che viaggia al doppio della tua velocità diventa difficile tenere. La partita si è conclusa a inizio ripresa, sul 2-0 di Rooney. Poteva essere una gran serata da Milan, ma non lo è stato. A dimostrazione del fatto che il famoso DNA Champions non è un’entità che aleggia a Milanello, quello che abbiamo fatto negli anni passati in Europa è merito di gente dall’enorme personalità. Questa squadra non ce l’ha. Troppo evidente.

Il risultato finale lascia il tempo che trova, dal secondo gol di Rooney non c’è più stata partita, abbiamo preso due pere con terzini non di ruolo e Ambrosini adattato centrale. Abbiamo subìto il contraccolpo psicologico, in condizioni difficili può starci.

In definitiva diciamo che sono deluso, ma non incazzato. E’ successo quello che poteva succedere. Il 4-0 era  più probabile di una nostra vittoria larga, quindi niente drammi. Rimane una stagione sopra le aspettative.

Adesso bisogna guardare avanti e ritrovare motivazioni. Altrimenti il crollo può continuare. Prima di mettere definitivamente la parola fine al discorso scudetto aspetterei una decina di giorni. Loro hanno due trasferte in campionato più il ritorno a Stamford Bridge, vediamo al termine di Milan-Napoli come sarà la situazione. Altra mission impossible. Ma tanto bisogna giocarle ste partite, quindi proviamo a fare di tutto per vincerle e, almeno, difendere il secondo posto. Un solo problema, ma che problema: preoccupano le condizioni di Nesta e Bonera.

La conclusione riguarda un riflessione sul nostro calcio: sono anni che le squadre inglesi schiantano le italiane in Europa. E questa non è una scusa per la gara di ieri, ma l’amara constatazione dei fatti. Corrono il doppio e si infortunano la metà. Il nostro calcio (legato alle polemiche del cazzo) è rimasto indietro di anni.

Posted by LaPauraFa80