Da primi a quinti. Mai la squadra campione d’inverno in Serie A era arrivata fuori dalla Champions League a fine campionato. Un fallimento pronosticabile, figlio di errori, di una gestione tecnica e comunicativa scellerata e di arbitraggi criminali. I dati sono impietosi: delle prime 5 il Milan ha il peggior attacco – cinque gol peggio della quartultima e la peggior difesa. Aggiungiamoci i 18 rigori che hanno sicuramente influito sui gol e si capisce come siamo arrivati alla situazione attuale. Non è uno solo il fattore che ci ha portato in questa prevedibilissima situazione – ma più di uno.

Organico: la squadra si regge su un quarantenne che ha saltato la metà delle partite e che ha nascosto già lo scorso anno le gravi lacune del progetto tecnico. Il mercato di Gennaio è stato al limite del ridicolo visto che il vice-Ibra, Manzdukic – che chiunque avrebbe preso, non solo è arrivato tardi ma è arrivato con una forma da giocatore nemmeno di Serie A. Calhanoglu non ha un vice ed è tornato quello di sempre, i problemi storici sulle fasce non sono risolti e nell’ultimo mese anche Kjaer ha risentito dell’età. Il progetto era sicuramente quello di mettere più pezze per tornare in Champions League subito – il risultato è che non avremo nemmeno una base del prossimo anno. I problemi, in attacco, ci sono e sono parecchi: dietro Ibra basta guardare le medie gol di Leao e Rebic per capire come il reparto non può andare bene. 

Allenatore: Pioli non è un allenatore da Milan. Non è un allenatore da big. Pioli gioca sempre allo stesso modo, di intensità e con un solo schema. Poi succede che la benzina finisce. Era finita all’Inter, era finita alla Lazio. E da lì arrivò una striscia incredibile di sconfitte. Succede che la società lungimirante vedendo i precedenti questo dovrebbe saperlo e prendere le contromisure prima che la striscia perdente dopo quella vincente si verifichi anche al Milan. Questo non è successo. E’ importante capire che vada come vada Pioli non può essere l’allenatore del Milan, né in caso di primi 4 posti, né in caso di ultimi 4. Basti pensare cosa sta succedendo in queste 11 partite dove Pioli continua a schierare il suo 11 titolare nonostante giocatori in diverso momento di forma non gioca chi sta meglio, non gioca chi merita (Tonali su Bennacer, per esempio, o Diaz su Calhanoglu). A proposito della stessa, la preparazione atletica non è accettabile ed è responsabilità dell’allenatore.

La gestione sportiva: qua la gestione ha raggiunto il ridicolo. Premesso che in una società normale una persona con il comportamento di Maldini, ovvero andare a fare dichiarazioni contro il CEO, finirebbe licenziata il giorno dopo, andrei ad analizzare: portiere in scadenza che gioca titolare quando in una situazione del genere non dovrebbe vedere il campo finché non firma e lo stesso vale per Calhanoglu per cui è stato totalmente da dilettanti non monetizzare sul mercato gli unici mesi buoni. Sul progetto tecnico ho già parlato ma aggiungiamo la gestione terrificante di Ibrahimovic sulla questione Sanremo: Ibrahimovic a Sanremo se fosse stato della Juventus non ci andava, punto e basta. Impegno già preso? La società paga la penale e via. Il segnale dato è stato pessimo, così come quello di Donnarumma che ride e continua a ricattare il Milan col contratto. Ad una certa deve essere la società a dare un segnale: fuori rosa e arrivederci. La gestione del parco giocatori di Maldini è da dirigente alle prime armi, inesistente, incapace, incompetente, incredibilmente non da Milan.

La gestione societaria: il Milan è solo, isolato. E’ solo in lega dove non è né con le due della Superlega, né con le altre. E’ solo nei rapporti tra squadre dove non prende mezzo primavera in cambio dei tre punti di comodo (oggi Galliani si sarebbe giocato la partita con Lotito a pranzo dicendo di stare buoni, mercoledì si prendeva un primavera del Sassuolo a 5 milioni ed erano 3 punti facili). E’ solo nella gestione arbitrale perché in un mondo in cui tutti fanno casino al primo errore subito se tu subisci errori a tuo sfavore da mezzo girone stando zitto ogni volta non sei migliore degli altri, sei solo più coglione. Questa politica del Milan non ha portato mezzo risultato sportivo, ha portato semplicemente la squadra dal primo al quinto posto. Questa politica, se perseguita in Italia, non porta altro che danni senza alcun beneficio. Siamo isolati, fuori da tutti, fuori da ogni relazione credendo che questo funzioni. Persino nella Superlega ci han tirato all’ultimo per la giacchetta. Dov’era la società mentre mettevano pressione sugli arbitri per non darci più rigori netti? Dov’è la società ora che ci han dato un rigore nelle ultime 11 partite di campionato? Dov’è sugli errori arbitrali?

Il futuro: al netto delle situazioni debitorie al vaglio della UEFA e delle eventuali squalifiche per la Superlega (progetto naufragato per colpa di sei infami oltremanica che la UEFA si è ricomprata) mi preoccupa vedere che senza mezza garanzia su Donnarumma il Milan ha già rinnovato a 7 milioni il contratto ad Ibrahimovic dopo questa stagione facendone di nuovo il perno del progetto nonostante i difetti di questa stagione. Mi preoccupa vedere allenatori bravi, veri e seri che mai abbiamo avuto e che qua ci porterebbero in CL in ciabatte come Spalletti o Sarri vedere accasarsi in dirette rivali. Al Milan manca un allenatore degno di questo genere da troppi anni e non capire che il progetto tecnico deve partire da un allenatore di livello è da denuncia, da incompetenza totale. L’Inter dopo Pioli andò su Spalletti e finì in Champions. Non gli bastò e andò su Conte. Una lezione da imparare per chi non mette mai l’allenatore al centro del progetto.

La sensazione è ancora una volta di perdere dopo quest’anno di nuovo un altro anno per ripartire da 0, con squadra rifatta ed allenatore di medio livello che farà male, poi bene, poi male, ma soprattutto quella di un treno che non passa più. Cosa ne pensa la proprietà del Milan? Ha degli obiettivi sul lato sportivo? Cosa ne pensa l’AD di questo ennesimo progetto fallimentare che ha sovrastato quello che aveva in mente? Nel frattempo ci “godiamo” il Milan di nuovo fuori dalla Champions League, un danno incredibile per noi e per tutto il calcio italiano. Per quanto mi riguarda, invece, mi prendo di nuovo una pausa dal tifo, perché questi infami non meritano la mia attenzione ed il mio tempo. A risentirci a tempi migliori. Se la proprietà non ha intenzione di avere obiettivi sportivi è meglio tirare un punto e chiudere la storia del club invece di trascinarsi nel limbo.

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.