Il titolo riassume in sintesi tutto ciò che io vorrei esprimere a parole: never give up.
Non mollare, mai, in qualunque caso, in qualunque decisione, in qualunque momento.
E mi riferisco a squadra, tifosi e giocatori.

Che avessimo una squadra normale, si sapeva.
Che potesse rendere di più di quello che ha reso negli ultimi anni, anche.
Che non fossero campioni, lo sapevamo, ma sapevamo e abbiamo sempre detto che brocchi non erano.
Assolutamente.
Questi ultimi risultati e la posizione in classifica lo stanno dimostrando e ne sono particolarmente felice.

Non mi interessa fare un articolo su chi ha le colpe, su chi si è scagliato a forza contro i giocatori negli ultimi anni prendendo di mira sempre gli stessi, insultandoli e fischiandoli in ogni momento, su chi ha abbandonato la nave, su chi ci è tornato appena ha visto qualcosa di buono.. Sulla società, che io personalmente ho aspramente criticato nel corso dell’ultimo anno..
Non mi interessa.
Mi vorrei godere questo momento e questa posizione in classifica per un secondo, perché sono troppi anni che stiamo fuori dai giochi (e parlo di terzo posto sia chiaro) e son troppi anni che siamo fuori dall’Europa.
Un’Europa che senza il Milan non ha alcun senso.
Un’Europa che senza il Milan, soffre, in quanto le altre italiane (Europa League o Champions) non la sanno affrontare.

Ed è così che mi voglio godere un branco di ragazzini inesperti, guidati da un tecnico troppo spesso beffeggiato e ridicolizzato e che non viene da un’anno sicuramente positivo (Sampdoria).
Un gruppo che ha saputo fare di necessità virtù (Locatelli in regia e Donnarumma in porta, che insieme non arrivano a 40 anni).
Un gruppo che si è finalmente compattato, chiuso ed ha lasciato fuori giornali, giornalai e pettegolezzi.
Un gruppo che finalmente è ‘gruppo’ davanti alle difficoltà, che sa soffrire, che sa lottare, che sa cosa è la parola “grinta” e che finalmente vuole rivalorizzare veramente la maglia che ha addosso.

E non mi interessa nemmeno parlare del “Caso Bacca”; i giornali non attendevano altro per poter mettere carne al fuoco, per poter attaccare il Milan e creare un po’ di malumore, ma a me, scusatemi la franchezza, non interessa nulla.
Bacca per me è un giocatore stra importante, uno di quelli che si, non partecipa al gioco, ma quando gli metti anche solo un pallone perfetto, lui te la mette dentro.
E siccome noi dobbiamo arrivare in Europa, quello che conta è vincere e per farlo occorre segnare.
L’anno prossimo penseremo a cessioni, giocatori che ti portano soldi, sostituzioni e quant’altro.
Ora non ne è il momento.

E’ il momento di focalizzarci su Palermo, con la stessa grinta, la stessa cattiveria e la stessa mentalità di quando si affronta la Juve o l’Inter o una big.
Il calendario ci sorride, ma fino ad un certo punto se consideriamo gli altri anni i punti persi con le piccole (e quest’anno non siamo da meno se prendiamo Genoa e Udinese).
Quindi testa bassa e lavorare, scendere in campo con il coltello tra i denti e portare a casa tre punti fondamentali
per continuare a credere in un sogno che, per alcuni è impossibile, per altri era impensabile, ma che però adesso è davanti ad i nostri occhi. L’Europa.
I restanti problemi (mercato, giocatori etc..) li affronteremo più avanti.
Adesso testa a Palermo per non far cadere tutto il lavoro fino ad ora fatto.
Per non mollare.
Per non ricadere nello stesso baratro degli anni scorsi, perché diciamocelo, ci meritiamo di stare lì e ci meritiamo finalmente di uscirne dopo anni in cui abbiamo mangiato merda gratuita (per colpa nostra e non solo).

Tutti insieme, uniti per il sogno, uniti per il Milan.
Never Give Up. #ForzaMilan

Posted by MargheritAxen

3 Comments

  1. Come dicevo ieri il progetto di Berlusconi&Galliani, ammesso che nel gioco del calcio si possa parlare di progetto. Infatti al Milan capitò di perdere Montolivo per infortunio e tutti abbiamo visto come è andata a finire senza il capitano! Ora tocca ad altri che stanno rimediando figure barbine e magari non si qualificheranno neppure per l’EL. Si quest’anno Montella è riuscito a creare un gruppo coeso al di la’ degli infortuni importanti (Niang mancherà contro il Palermo e per me M’Baye è una forza della natura e quando manca si sente) e si passa dalla possibile lotta per lo scudetto a lottare per conquistare un posto per le competizioni europee. Non bisogna mollare e giustamente si devono considerare che i tre punti che potrebbero essere conquistati a Palermo valgono quelli ottenuti contro formazioni cosiddette più blasonate. Impegno e concentrazione perché l’occasione per restare in alto è ghiotta! Mancherà Niang ed è una perdita grave…che scenderà in campo dia qualcosina in più per sopperire all’assenza del francesino!

  2. Per non tornare indietro, serve la mentalità “operaia” in ogni partita, nel senso che se non si sudano le proverbiali sette camicie vincere diventa impossibile e quando uno non si sente in forma, farebbe bene a dirlo all’allenatore.
    Ad ogni modo qualcosa nell’undici titolare, rispetto allo scorso anno è cambiato, merito di Montella senza dimenticare, Mihailovich che ha creduto in Donnarumma, e Brocchi che ha contribuito a cambiare la mentalità della squadra.

    Piccolo fuori tema: volevo fare gli auguri a Jean Pierre Papin che oggi compie 53 anni.
    E’ sicuramente stato uno dei più forti attaccanti stranieri mai arrivati in serie A.
    Nel 1993-1994 era la riserva di Van Basten ma in qualsiasi altra squadra sarebbe stato un titolare inamovibile
    (Per i giovanissimi, era più forte dell’attuale Pipita Higuain).
    Andò via dal Milan nel 1994 quando ritornò Ruud Gullit dopo una stagione alla Sampdoria
    (cessione per dissapori interni, che ci costò uno scudetto).
    Quel Milan, solo nel reparto d’attacco aveva in rosa:
    Van Basten
    Papin
    Simone
    Massaro
    Raducioiu
    Savicevic

  3. *La cessione che ci costò uno scudetto fu quella di Ruud Gullit che fece vincere la Sampdoria.

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