Doveva essere una mezza passeggiata, quella in Macedonia, per Ventura e company, e invece si è trasformata in un mezzo incubo. Una partita gestita male fin dall’inizio, con i macedoni che ci hanno anche graziato nel primo tempo, non sfruttando le occasioni avute a disposizione.

Ventura di era giocato il tutto per tutto fai con la formazione iniziale, ma evidentemente non aveva fatto bene i conti con ciò che poi il campo avrebbe creato: schierare infatti Verratti, Bonaventura e Bernardeschi a centrocampo è stato un azzardo totale, e il risultato è stato quello che tutti abbiamo visto. Mancanza di filtro, equilibrio scarso e avversari sempre e costantemente in superiorità numerica nella loro trequarti; in queste condizioni anche Verratti non ha brillato, ed è proprio da un suo clamoroso errore che è nato il pareggio. Dopo i 10 minuti di buio totale, la luce si è riaccesa con il ritorno alla “normalità”: Parolo accanto a Verratti, difesa a 4 e due attaccanti esterni a supporto delle punte centrali. Si è tornati al celebre 4-2-4 tanto caro a Ventura per vincere una gara troppo importante. Sarà quella la linea da seguire, perché non si può pensare di continuare a giocare con il modulo di conte ma con idee diverse. Se si deve cambiare e andare avanti, allora il ct deve avere la capacità di seguire in toto i propri istinti.

In questo clima di rinnovamento, si stanno ritagliando un bel posto i nostri giovani. Romagnoli non sfigura di certo, anzi mostra una certa versatilità e capacità di adattamento anche quando si tratta di andare a fare il terzino; certo, se si dovesse optare per la difesa a quattro dovrebbe togliere il posto a uno tra Bonucci e Barzagli, e la cosa sarebbe un po’ più complicata. Sta di fatto che resta una grande garanzia per noi e per Ventura. Poi c’è De Sciglio, impiegato con continuità e autore di prestazioni comunque sufficienti, e Bonaventura, forse il più spaesato dei tre. Al Milan si è dovuto adattare a giocare da interno di centrocampo, ma farlo in un centrocampo a cinque è una nuova interpretazione, ancora diversa. Il suo ruolo è più offensivo, e quando ha la libertà di spingere di più lo dimostra chiaramente. Sullo sfondo, infine, c’è Donnarumma, pronto a sfruttare tutte le eventuali occasioni, dall’alto dei suoi 17 anni. 

Questa parentesi per le nazionali ci lascia però anche un grave e tende problema: l’infortunio di Montolivo. Ne abbiamo sentite di tutti i colori su di lui, compreso quando si è fatto male, ma sta di fatto che mancherà tremendamente alla squadra e al gruppo. Sostituirlo davanti alla difesa sarà tutt’altro che semplice, consapevoli anche non si possa rischiare di bruciare Locatelli da un giorno all’altro. Servirà pazienza e la giusta intuizione da parte di Montella…l’ennesima. 

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.