Adesso è finito tutto, seriamente. Avevamo atteso a lungo il momento in cui questa agonia sarebbe terminata, e il momento è arrivato, portandosi dietro un po’ di rammarico e parecchi dubbi. Ci aspettavamo l’ennesima figuraccia, anche nella finale di coppa Italia, eppure l’orgoglio, la pressione e un minimo di dignità hanno permesso alla squadra di affrontare la gara in modo quasi perfetto, stupendo tutti, proprio tutti.

Trovare qualcosa da dire dopo una gara così è davvero difficile: abbiamo visto uno dei migliori Milan dell’ultimo periodo, eppure non è bastato. Non è stato un dominio di gioco, perché le occasioni non sono state molte e Bacca ha faticato a trovare spazio, ma è stato un dominio fisico e mentale. Eravamo più arrabbiati, più vogliosi, ci giocavamo di più. Niente, il destino vuole che le cose vadano così, è una sconfitta di questo tipo non fa che aumentare quel gusto amarognolo che già riempiva la nostra bocca da tempo. Se non altro, questa prova è servita a far capire a tutti che si poteva e si doveva fare meglio durante questa stagione: non siamo, o meglio eravamo, una squadra da settimo posto eppure nemmeno quest’anno siamo riusciti ad apprezzare qualcosa in più, poco in più. Con la grinta, con la testa, con la corsa o con la fatica questa stagione poteva essere raddrizzata, ma le corde giuste non sono state toccate o erano talmente rotte da non poter essere aggiustate. C’era gente che non meritava, c’era gente a cui non importava nulla, ed è questo che ha fatto fallire tutti i tentativi, seppur fievoli.

Finito tutto, è il momento delle parole, delle tante parole. Vendere o non tenere, comprare o cedere, dar fiducia o meno…ne sentiremo tante, davvero tante, nei prossimi mesi. È successo l’anno scorso, e abbiamo passato quasi tutta l’estate ad illuderci che le cose stessero per cambiare, che di lì a poco sarebbe arrivato qualcuno di grosso a risollevare la situazione, a mettere mano al portafogli e rialzare di scatto il livello della squadra. Questi colpi di scena non accadono realmente, le cose sono lunghe e alle volte molto dolorose, ed è per questo che sarà meglio non farsi illusioni nemmeno questa volta. Sappiamo che oltre la questione economica, questa società è agganciata ad un orgoglio smisurato di un presidente che non è capace di farsi da parte, non è in grado di fare un passo indietro nemmeno quando sembra l’unica soluzione percorribile. Stiamo vivendo anni troppi bui, e tutte le responsabilità partono dall’alto, da chi ha smarrito la bussola e arrancando prova ad andare avanti per non far vedere agli altri che ha mollato.

Se le cose non cambieranno nemmeno quest’anno, il purgatorio andrà avanti. C’è di nuovo il progetto “giovani e italiani” che ci viene sbattuto sulle prime pagine, cosicché tutti possano sapere che, male che vada, quella è la fine che faremo. Cinesi o meno, bisogna rifondare, tutto; c’è la disponibilità delle vecchie glorie, sfruttiamola, così come va sfruttato l’attaccamento dimostrato da pochi degli attuali componenti. Il resto, tutto il resto, via! Non è possibile attendere ancora, non è tollerabile passare un’altra stagione a chiedersi “Per colpa di chi?” quando sappiamo tutti che le responsabilità vengono dall’alto, e di lì a scendere fino all’ultimo dei preparatori. 

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.