Durante i centoventi minuti di gara non siamo riusciti a sfruttare l’enorme mole di gioco costruita e la normale conseguenza si è palesata nei primi minuti nel secondo tempo supplementare. Il peggior modo per perdere un match dove la nostra squadra ha gettato il cuore oltre l’ostacolo fin dai primi minuti, ma questo è il calcio.

Come sottolineato nella lettura di Milan – Juventus di campionato, quando ancora la squadra era nelle mani di Sinisa, avevo consigliato di tenere bene a mente la prestazione fatta perchè ci sarebbe servita per la finale. Ebbene Brocchi è riuscito a replicare l’atteggiamento di quella gara, grazie al cambio di modulo e alla grinta fatta uscire dai giocatori con le parole del post Milan – Roma. Il cambio di modulo ha consentito alla squadra di tenere meglio la larghezza del campo ma non solo, la ha aiutata a essere più coesa tra i reparti grazie allo scivolamento di Honda e Jack in fase di non-possesso e alla distanza fra i reparti. A fare la differenza è stata la voglia messa in campo, ma se pur encomiabile lo sforzo fatto dall’undici iniziale, mi fa veramente indiavolare vedere il Milan giocare con il sangue agli occhi solo nelle partite di cartello e poi farsi bistrattare dalle squadre in zona retrocessione. Tutto questo deve finire, dobbiamo far si che la squadra si approcci a tutte le partite con la stessa voglia di sabato, la fame di vittoria non ci deve essere solo nei big-match.

Nei novanta minuti regolamentari è tutto perfetto, riusciamo a tenerli nella loro metà campo e a isolare il loro attacco dai rifornimenti, con Mandzukic che si ritrova a pressare a tutto campo (senza senso, perchè la squadra non lo segue); mentre Dybala non riesce a emergere a centrocampo, vista la breve distanza fra centrocampo e difesa adottata da Brocchi e questo non gli ha permesso di sviluppare le sue serpentine palla al piede. A centrocampo la fa da padrone Kucka e Calabria per limitare e raddoppiare Pogba al suo primo tocco, facendo si che non riesca ad avere il tempo per pensare; questo è bastato a mettere fuori gioco il centrocampo della Juventus, viste anche le assenze. Altro lavoro da sottolineare sono le sovrapposizione dei terzini che non aspettano sulla linea mediana ma vanno ad attaccare direttamente lo spazio alle spalle di Lichtsteiner e Evra, i quali prontamente sostituiti nel secondo tempo. Ed è lì che perdiamo un “filo” di vantaggio territoriale, perchè con la presenza di Cuadrado e Sandro i terzini non possono più permettersi più di sovrapporsi ogni volta. In tutto questo meccanismo quasi perfetto, l’unica cosa che stona e ci taglia le gambe sono i cross dalle corsie. In tutta la gara la maggior parte sono mal-effettuati e anche se non lo sono vengono prontamente sventati dalla difesa juventina.

A tale problematica va aggiunta la bassa attitudine al gioco di squadra di Bacca, che sa interpretare solo un tipo di gioco: palla a lui sulla corsa e tiro; in un contesto più strutturato è completamente inutile, ecco che con l’utilizzo del 4-3-3 andava fatta un altro tipo di considerazione. Come detto Bacca ha bisogno di una spalla che gli giochi vicino – in modo che quest’ultimo attiri a se la difesa – per permettere a lui di attaccare la profondità. Con due giocatori larghi lui si è perso fra le maglie avversarie senza ma dare una mano in qualsiasi tipo di situazione. Dunque doveva giocare – o almeno subentrare a partita in corso – Adriano, bravo a giocare spalle alla porta e a sfruttare i movimenti esterni (allo Shaktar faceva questo). Questo ci avrebbe permesso, oltre alla via del cross dalla trequarti, anche la “perforazione” palla al piede con i tagli verso il centro di Honda e Jack, mai usati per andare a concludere a rete. Con questi piccoli accorgimenti ho la netta sensazione che potevamo essere più produttivi sotto porta.

Il vantaggio Juventino lo costruiscono tre fattori: i cambi di Brocchi, lo sforzo fisico fatto fino a quel momento e lo stato mentale. Partendo dagli ultimi due fattori si ha: una squadra che ha fatto uno sforzo maggiore dell’avversario, con l’aggiunta che gli avversari erano freschi sulle corsie e il tarlo che si insinua nella testa di tutti “stasera non entra”, ci hanno tagliato le gambe. A questi due fattori si aggiunge il terzo: i cambi di Brocchi, che a mio avviso sono troppo avventati. Il primo riguarda Naing, non so come si era comportato in allenamento, ma dalla prestazione fatta è – come giusto che sia – completamente fuori condizione. Non solo la sua prestazione è sotto tono, ma per far entrare lui Brocchi cambia modulo: con questo adattamento perdiamo le redini del centrocampo (ovvio, giocando a due) perchè a Jack viene detto di giocare alle spalle di Bacca. Altra tegola è l’infortunio di Montolivo, il quale per tutta la gara non ha fatto altro che catturare e smistare palloni ai terzini e la stanchezza di Kucka ha fatto il resto, quando si è arreso allo sprint di Lemina.

Voglio fare un complimento particolare a Poli che è stato il giocatore dell’equilibrio. Non per vantarmi, ma so che forse può essere difficile vederlo, ma lui insieme a Kucka aveva come obiettivo principale il recupero palla tramite il pressing, ma nel momento in cui erano altri a recuperala, lui si inseriva alle spalle di Hernanes trasformandosi in un finto trequartista, per poi cercare il passaggio filtrante. Quando Jack va a prendere questa posizione il giochino non funziona più, perchè quest’ultimo non ha lo stesso recupero del precedente e inoltre ha una mentalità offensiva.

Concludendo la finale meritava altro vincitore, ma c’è poco da rammaricarsi in quanto la colpa è unicamente nostra se non siamo riusciti a concretizzare tutto il lavoro svolto. Detto questo, finchè i forti avranno da la loro anche la fortuna… ci possiamo mettere il cuore in pace.

MONITO PER TUTTE LE SQUADRE DI A: Avete visto come si mette in difficoltà la Juventus?

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.