La prima parte di questa speciale (e quanto mai occasionale) rubrica nasceva dall’idea di difendere un giocatore del Milan, nella fattispecie Romagnoli, da una prestazione non felicissima nel pareggio ottenuto all’Olimpico contro la Roma. Trattandosi, come detto, di Romagnoli, la precedente circostanza suggeriva di elaborare un breve commento critico per i nuovi (e giovani) giocatori del Milan. A una settimana di distanza il contesto è quasi radicalmente cambiato, e sappiamo bene perché. Quale migliore occasione allora per parlare anche dei vecchi di questo rinato (ma sempre povero) Milan?

ABATE. Abate è, in un certo senso, il nostro Superman. Il problema è che tutti sanno che la kryptonite rende debole Superman. Quindi tutti quelli che giocano contro Abate mettono un pezzo di kryptonite nelle mutande, così diventano immarcabili. Questo spiega il problema della fase difensiva, ma non spiega il problema atavico dell’incapacità di far cross. Forse che c’è un pezzo di kryptonite anche nella scarpe del nostro Ignazio? Comunque a Milano qualcuno che apprezza e porta sempre con sé ricordi positivi di Abate c’è. Peccato che siano tutti interisti.

ALEX. Alex l’ariete, cioè fisico ed esperienza.  Contro avversari giovani ed agili è un giocatore sicuramente in difficoltà. Ma sta dimostrando di essere attento, concentrato e soprattutto sta dimostrando di essere il miglior supporto per Romagnoli. Speriamo si riduca la media da stakanovista relativa agli infortuni.

ANTONELLI. Mettiamola così. Il Risveglio della forza non è un capolavoro e nonostante tutto (nonostante gli effetti speciali, si intende) non ha il fascino dei film della trilogia originale. Fortunatamente però non è quell’aborto cinematografico che invece erano La minaccia fantasma o L’attacco dei cloni. Ecco, diciamo che Abate e De Sciglio sono La minaccia fantasma e l’Attacco dei cloni. Antonelli è Il Risveglio della forza. Un terzino di media statura, ma attorno non vedo giganti (semicit.) e quindi lo vorrei sempre in campo. Purtroppo ho questo grande difetto: quando vedo un giocatore che dà tutto per la maglia, quando vedo un giocatore che si impegna costantemente e si rende conto di cosa significhi giocare per il Milan, io mi affeziono. E quindi voglio bene a Luca.

MONTOLIVO. Per il capitano invece mettiamola così. A me, Luciana Littizzetto non fa ridere. La trovo gratuitamente volgare, di una volgarità infantile e tra l’altro fastidiosamente ripetuta. Però se dovessi essere costretto a guardare un monologo comico in tv e le uniche alternative fossero Littizzetto, Siani e Panariello, non avrei dubbi. Guarderei ben volentieri quella del Walter e della Iolanda che tifa Juventus. Ecco, Montolivo è un centrocampista che non mi entusiasma (questo sì che è un eufemismo coi fiocchi!). Spesso questo blog, lo ha difeso oltremodo a mio modo di vedere (guadagnandosi anche il privilegio di una parodia che tra l’altro, tra tutte le parodie, è anche quella che mi dispiace meno). Tuttavia, anche in questo caso, i giganti in giro sono davvero pochi, soprattutto in Italia. I problemi credo siano fondamentalmente due: la fascia di capitano e l’isterismo di massa. Purtroppo, spesso Montolivo ci mette del suo per esasperare entrambi i problemi. Giocasse sempre come contro la Fiorentina…

HONDA. Il nippone che il centrocampo scompiglia. Dal capitano al numero dieci del Milan. Per Honda si potrebbe fare un discorso del tutto analogo a quello fatto per Montolivo. E allora perché ripetersi? Giocasse sempre come contro la Fiorentina…

NIANG. E’ arrivato al Milan e sembrava un giovane molto promettente. E’ andato al Genoa senza troppi rimpianti da parte di nessuno. E’ tornato rivitalizzato dalla cura Gasperini (un altro personaggio calcistico che non adoro ma che sicuramente merita il mio, e mi permetto anche di dire il nostro, sostegno per il pensiero che ha espresso al termine di Genoa-Palermo. Lui sì, #atestalta). Per dirne una, contro la Sampdoria è stato il migliore in campo. Per dirne un’altra, contro la Fiorentina è stato il peggiore (e pensare che in campo c’erano Abate, Montolivo e addirittura Honda!). Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette.

MIHAJLOVIC. Al Milan oggi mancano parecchi punti, non penso di bestemmiare se dico che ne mancano almeno 10. Non dico che siano tutti e 10 sulla coscienza di Mihajlovic. Ma almeno 9 e ½ sì. Adesso, giustamente, viene incensato per la vittoria a San Siro contro la Fiorentina, la prima partita che il Milan vince quest’anno giocando bene contro un avversario che non sia mal ridotto come la Lazio o inesistente come la Sampdoria. Saprà Sinisa dare continuità? Gli allenatori sono come i cantanti lirici. Sono molti e anche bravi, ma soltanto due o tre possono cantare alla scala di Milano, pardon, a San Siro (semicit.).

PS. Avete visto la partita di Rugani contro l’Udinese allo Scansamose Stadium? Ecco perché Romagnoli e gli altri sono figli di un dio minore.

18maggio1994

Posted by 18maggio1994

Marco Pasquale Marchese. Nato a Palermo, classe 1993. Rossonero non per passione, ma per fede. Laureando in Giurisprudenza, anche se avrei voluto studiare Storia dell'Arte. Ma poi come avrei spiegato ai professori che una giocata di Van Basten vale quanto un quadro di Caravaggio ?