(NdR: Scrivo queste righe nella serata di mercoledì sera in cui sembra praticamente certo che il prossimo allenatore del Milan sia Sinisa Mihajlovic)

Il dado è tratto: dopo il tira e molla su Ancelotti, con il viaggio a Madrid di Adriano Galliani e la conferma del “no” di Carletto arrivata nella giornata di martedì, la questione allenatore è stata affrontata con una decisa accelerata. Poco dopo le 20 di mercoledì 3 giugno, infatti, Sinisa Mihajlovic ha varcato i cancelli di Villa San Martino ad Arcore, accompagnato dall’amministratore delegato per la parte sportiva.

Il testo che segue si può leggere come una lettera di richieste al nuovo allenatore, a pochi giorni dalla fine di questa disgraziata stagione, partita bene e durata praticamente tre partite.

Portare lo spirito di gruppo nello spogliatoio: non è un segreto, le grandi squadre partono dall’unità di intenti tra i componenti della rosa. E, tra le tante cose che non hanno funzionato quest’anno, c’era anche questa. Nonostante Pippo Inzaghi si fosse presentato come un allenatore dai princípi forti. Invece nel corso della stagione abbiamo scoperto tante crepe. Iniziando per l’addio di Muntari e proseguendo con le parole al vetriolo di Zapata e Rami. La prossima stagione si deve remare tutti dalla stessa parte: tassativo.

Dare un gioco alla squadra: la richiesta che piú preme ai tifosi. Troppe volte quest’anno la squadra si è dimostrata incapace di competere alla pari, anche con avversari inferiori. L’esperienza di Mihajlovic è oramai ampia (Catania, Fiorentina, Serbia e Samp), quindi ci si aspetta un allenatore capace di leggere la partita e dare una propria impronta alla squadra.

Saper chiedere i giocatori giusti e farli giocare: dalle notizie uscite sui giornali negli ultimi anni si evince che un gruppo di giocatori italiani ha una forte influenza sulle decisioni degli ultimi allenatori. A Sinisa chiedo di portare la meritocrazia: gioca chi sta meglio e chi può dare di piú alla squadra. Nessun titolare “per decreto”, sempre i migliori 11 in campo.

Essere forte anche in sala stampa: forse questa è una delle cose che più mi ha deluso della gestione Inzaghi. Dopo i 6 mesi da Mourinho wannabe di Seedorf, le conferenze pre e post di Pippo sono state una vera delusione. Capisco che quando i risultati non arrivano, fare il leone a parole può non essere una buona idea. Ma certe dichiarazioni di Inzaghi sono state proprio difficili da digerire. Mihajlovic ha dimostrato di saperci fare, vedremo se il passato da interista non gli renderà le cose piú difficili.

Richieste semplici, banali. Quasi scontate. Ma di scontato (in senso positivo), nelle ultime stagioni del Milan, c’è stato proprio poco. Serve ripartire, speriamo che Mihajlovic sia l’uomo giusto.

Posted by _emmegi