Volente o nolente, il Milan è sempre sulla cresta dell’onda, sempre al centro dell’attenzione. Tutto ciò che ruota attorno al Milan alla fine ha un eco mediatico inaudito per altre società. Peccato però che ultimamente il tono con cui vengono trattate le notizie riguardanti la società rossonera è tutt’altro che di adulazione, come invece avviene per altre società bianconerazzurre.

L’ultima vicenda in ordine cronologico è la “caccia a Carletto” messa in atto da Adriano Galliani. Tralasciando per un attimo la questione meramente tecnica (di cui si parla abbondantemente in questo blog), vorrei parlare brevemente dell’eco mediatico che la faccenda ha generato.

Si inizia dalla settimana scorsa, sabato, giorno in cui viene reso noto che il Milan avrebbe mandato un suo emissario (poi rivelatosi Ernetto Bronzetti) per trattare la rescissione del contratto di Ancelotti con il plenipotenziaro merengue, Florentino Pérez. Cosa che di per sé è strana: perché mai il Milan dovrebbe mandare qualcuno a trattare la rescissione di Ancelotti. E perché Ancelotti dovrebbe farsi rappresentare da Bronzetti e non dal suo agente? Che Ancelotti non avrebbe continuato alla guida del Real Madrid, poi, era il segreto di pulcinella. Ma tant’è, del Milan nel weekend si parla più in chiave Ancelotti che per la partita col Torino.

Ma il meglio (o peggio, dipende dai punti di vista) doveva ancora venire. Lunedì parte infatti dall’aeroporto di Milano Linate alla volta di Madrid l’AD Adriano Galliani. Ed è praticamente da lunedì mattina che il soggiorno madrileño del condor sta prendendo i contorni del grande fratello. Tanti inviati al seguito: Pellegatti per Mediaset e Di Stefano per Sky, che fa addirittura lunghissimi collegamenti davanti all’hotel per ripetere il concetto “Ancelotti non andrà al Milan”.

Non capisco quindi: se sono così sicuri che Ancelotti non andrà al Milan, tanto da non concedere nessuna possibilità, perchè essere li e martellare con la notizia? La vicenda assume poi contorni al limite del ridicolo, con il menù della cena annunciato come se fosse una grande notizia: una carbonara messa alla pari di un contratto firmato. Sicuramente non per colpa di Galliani: riempire i collegamenti con notizie sempre nuove porta anche a questo.

Da qui nascono diverse riflessioni: perché il Milan genera sempre questo tipo di ripercussioni nei media? Ripercussioni poi quasi sempre negative, visto che da un lato sembra che il Milan sia gestito in modo enogastronomico tra un pranzo ed una cena, mentre dall’altro arriva il solito mantra: campagna elettorale. Ecco, alla storia della campagna elettorale davvero non ci voglio credere. Non perché Berlusconi non lo abbia fatto in passato (gli orfani di Kaká si dice gli costarono un 2%), ma perché significherebbe che Ancelotti è d’accordo con loro. E mi rifiuto di credere che un signore come Carletto si presti a questo teatrino.

Non so se Ancelotti sarà o no il prossimo allenatore del Milan. Ma qualunque decisione prenderà non sarà stata presa per “motivi elettorali”. Di sperabile c’è però un altra cosa: che Galliani possa fare il mercato senza il codazzo di giornalisti al seguito. Ce n’è bisogno.

Posted by _emmegi