In attesa di rivoluzione. È in questo limbo che resta sospeso il resto della stagione del Milan, un limbo che io e tutti i tifosi ci auguriamo finisca presto. Sembrano gli ultimi giorni di vita di un condannato a morte, di un bruco che aspetta di trasformarsi in farfalla. O almeno ci auguriamo si trasformi in farfalla. Questa tanto attesa rivoluzione travolgerà tutti, dall’allenatore, alla società, ma, a quanto pare, sarà soprattutto la rosa che potrebbe e dovrebbe essere completamente smembrata. Come è giusto che sia, aggiungerei.

Ma, come tutti noi tifosi ormai sappiamo, una rivoluzione totale è pressoché impossibile: non ci sono i soldi o almeno non ci sono i giocatori per cambiare tutta la rosa. Bisogna trovare qualcuno da cui ripartire, 2/3 punti fermi attorno ai quali ricostruire, qualcuno che abbia capito cosa significhi veramente far parte del Milan e tramandarlo ai nuovi, a chi del Milan ha visto solo gli ultimi disastrosi anni. Purtroppo di reduci dei gloriosi anni di vittorie non se ne vedono più dalle parti di Milanello. Dovremo accontentarci di chi, anche nei momenti bui, ha dimostrato attaccamento alla maglia, voglia e, soprattutto, un briciolo di talento e qualità. Ma quindi il Milan, da chi deve ripartire?

Il primo nome che mi viene in mente è senza dubbio Diego Lopez: un portiere come non se ne vedevano da tempo, una sicurezza, nonostante la disastrosa difesa che spesso si trova davanti, un uomo capace di assumersi responsabilità e che sembra disposto a dare molto per questi colori. Un campione vero, insomma, di cui molti spontaneamente chiedono cosa sia venuto a fare al Milan, proprio adesso. Ma tant’è, godiamoci questa fortuna e segniamoci un nome che l’anno prossimo dovrà necessariamente comparire nei titolari rossoneri, indipendentemente da chi siederà in panchina e chi gestirà i conti societari. Accanto a lui, chi non può mancare è Jack Bonaventura, un ottimo acquisto, forse addirittura superiore alle aspettative, uno dei pochi capaci di saltare l’uomo , accelerare il gioco, e tirare decentemente da fuori area. In più in Jack si rivede finalmente una di quelle tanto conclamate “facce da Milan”, senza creste né troppi tatuaggi, uno con l’aria da bravo ragazzo che forse non serve per giocare meglio, ma che certamente aiuta l’ambiente.

Mi trovo già in difficoltà a pensare un terzo nome che promuoverei senza pensarci due volte, ma il primo che mi viene da fare è quello di Luca Antonelli, nonostante sia uno degli ultimi arrivati. Antonelli non è un campione, non è un fuoriclasse, ma è un buon terzino, uno di quelli che da molti anni aspettavamo arrivasse al Milan: uno che non fa i numeri, ma che svolge il suo compito al meglio. Una squadra non è fatta solo di fenomeni, ma anche di tanti Antonelli che sbagliano poco. La mia lista di imprescindibili per il prossimo anno, purtroppo, si ferma qui: tutti gli altri sarebbero da rivedere, da valutare più e più volte, mentre altri sarebbero direttamente da mandare a casa.

La tanto attesa rivoluzione sarà un compito difficile da portare a termine, ma estremamente necessaria.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog