Qualche passo avanti, un’idea di gioco che si torna a vedere dopo mesi di anonimato, e sopratutto due vittorie consecutive che mancavano nel nostro palmares da troppo troppo tempo. Vincere aiuta a vincere, si sa, ma i segnali che fanno ben sperare sono altri.

Prima di tutto la conferma del modulo, e di molti interpreti. Inzaghi è ritornato a credere pienamente nella sua idea iniziale, quel 4-3-3 che sembra realmente l’unica soluzione ai nostri problemi, almeno fino a che su quella panchina ci sarà lui. È il modulo che sa allenare meglio, o forse il solo, con movimenti interessanti e un equilibrio ritrovato. Poi, gli interpreti. È riuscito a far adattare Menez in una posizione scomoda per uno come lui, perché non è mai stato così propenso al sacrificio difensivo, eppure sta facendo anche quello. Si sente stimato, compreso, e riesce a rendere come mai prima di oggi nella sua carriera: merito di Inzaghi tutto questo, niente da dire, ma il problema fondamentale resta la necessità di aver altre alternative oltre a lui. Altre buone conferme vengono dal centrocampo, con un Van Ginkel in netta crescita rispetto alle prime uscite, è un Bonaventura meno jolly e più certezza in una zona complicata del campo. Non dimentichiamoci i nuovi acquisti di Gennaio: solo conferme da parte di Antonelli, ma diverse certezze anche da Paletta, su cui Inzaghi sta puntando con costanza, e Cerci, finalmente titolare.

Un passo avanti dopo l’altro, per un’impresa attualmente impossibile e a cui è meglio non pensare. E in tutto questo non bisogna dimenticare le vicissitudini societarie: tutti dicono che non condizionano la squadra, ma è difficile rimanere completamente freddi davanti a tante notizie senza smentite. Cosa sarà di noi fatico a immaginarlo, sta di fatto che il futuro si preannuncia ricco di cambiamenti, sperando che indirizzino la squadra verso la strada che più le compete.

Per ora continuiamo a giocare, a fare passi avanti di gara in gara, perché vincere aiuta a vincere, ma sono sopratutto le ritrovate certezze a poterci dare quella consapevolezza necessaria a migliorare e recuperar terreno sugli avversari. Manca tanto, tantissimo, perché contro avversari chiusi torneremo a soffrire, ma bisogna maturare e non c’è più tempo per errori. Avanti così, senza tornare più indietro, verso prestazioni che non ci possono appartenere.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.