In questa stagione, o forse sarebbe meglio dire stagioni, a noi tifosi stanno capitando un sacco di cose che, per fortuna raramente ci era capitato di vivere. Anzi, per noi thirty-something sono cose assolutamente inaudite. Dopo anni placidi e tranquilli passati a giocare e vincere in quasi tutti i campi d’Europa (in Italia meno, ma i motivi li sappiamo) sembra che ultimamente stiano succedendo tutte le cose che non sono successe negli ultimi 30 anni (o quasi) di pax berlusconiana.
Così dopo i pullman venduti, i dati gentilmente forniti che ci ricordano che siamo a 4 punti dal terzo posto (magari) e, non ultimo, la sponsorship con Hello Kitty (a quest’ultima cosa non sono affatto contrario, però) ecco il toto-allenatore per l’anno prossimo. Ma non un toto-allenatore qualsiasi. Una cosa mai sentita, una girandola di nomi furibonda, robe che neanche nella prima Inter morattiana.
Cercando di fare un po’ di ordine si ricordano, tra i nomi accostati al Milan, quelli di: Sarri, Montella, Mihajlovic, Conte, Ventura, Emery, Spalletti e pure, per non farci mancare niente, anche la riconferma di Inzaghi. Io stesso, qualche settimana fa, avevo scritto a riguardo della possibilità di avere sulla panchina rossonera uno come Maurizio Sarri. Pensavo che le notizie uscite su di lui fossero come negli anni passati: c’è un target e si cerca di prenderlo. Invece una ridda di voci clamorosa ci ha investito da quel momento. Tanti nomi e nessuno che sembra seguire un filo logico. Tutti signori allenatori, per carità, ma siamo già ad Aprile e la pianificazione della prossima (cruciale) stagione deve essere affrontata quanto prima.
Certo, sembra oramai chiaro che in tarda primavera verranno annunciati sia l’eventuale costruzione dello stadio che il nome del socio di minoranza. Senza dubbio che sono cose che fanno tutta la differenza del mondo, ma bisognerebbe cercare di tenere ancora le due gestioni (quella sportiva e quella economica) indipendenti per quanto possibile. Chiaramente è difficile, ma avere chiaro chi sarà la prossima guida tecnica della squadra è fondamentale. Ciò non significa che il nome prescelto debba essere comunicato strombazzando alla stampa, ma un nome ci deve essere. Soprattutto per preparare il mercato, in particolar modo quello in uscita che sarà importantissimo.
Non so se Galliani sarà confermato anche dal nuovo corso (se nuovo corso sarà), ma deve lavorare già al prossimo mercato con il nuovo allenatore. Altrimenti si rischia seriamente di fare un’altra stagione mediocre come questa.

Posted by _emmegi