Altro giro, altra corsa. La giostra di questa stagione però non è poi così divertente, anzi, sembra quasi che la squadra sfidi noi tifosi a dire ogni weekend “Questa è la peggior partita vista fin qui”. Se proprio (ma sforzandosi, eh) si vuole trovare un aspetto positivo a questa sequela di partite giocate non da Milan (almeno quello che conosciamo noi) è che ormai uno fatica anche a incazzarsi. Non parlo per me, io ci riesco ancora benissimo. Però l’essere arrivati al 10 di marzo senza uno straccio di obiettivo stagionale, se non una iperbolica ipotesi di qualificazione all’Europa League ottenendo il settimo posto, sicuramente non scalda gli animi. L’unica, magrissima, consolazione è il fatto che l’ambiziosa Inter di Thohir e Mancini ci sta solo un punto più in su. Quindi, se non andiamo in Europa noi, non andiamo anche loro. (Ma adesso che ci penso, questo è qualcosa a cui di solito si attaccano gli interisti. Questa stagione disgraziata mi sta facendo persino ragionare da interista).

Occorre però cercare di trovare sempre una motivazione, una speranza per il futuro, qualcosa a cui appigliarsi anche in questi momenti grami. Provo ad elencarne qualcuno, magari sono utopie, ma non ci sto a crogiolarmi e vedere tutto nero.

Davanti siemo giovani (e forti): El Shaarawy, Destro e metteteci pure il Niang rinvigorito da Gasperini in questi mesi. Età media 23 anni e tutti ancora con molto da dare. Certo, su ElSha ci sono sempre dubbi, ma non può avere disimparato. Poi, visto che le offerte per lui (o almeno le voci di mercato) continuano ad arrivare, tanto scarso non sarà. Non voglio pensare che Destro non sarà riscattato, e stiamo parlando di uno che i gol li ha sempre fatti. Magari con un gioco migliore riusciranno a decollare.

Diego López è una certezza: a Madrid lo rimpiangono e sono costretti a contare le papere di Casillas. Diego è un portiere di livello europeo e un paio (se non di più) di anni ad alto livello li farà ancora. Ultimamente sembra un po’ demoralizzato dal resto della squadra, ma se il Milan non ha ancora meno punti in classifica lo si deve anche a lui.

Bonaventura: semplicemente il miglior giocatore del Milan. Continuo, duttile e decisivo. Dove lo metti gioca bene e praticamente sempre fa la cosa giusta. Non so se bastano come credenziali per essere il cardine del Milan prossimo venturo, ma siamo di fronte ad un grande giocatore nel pieno della maturità.

Il prossimo allenatore: non sono di certo io a non sperare che Pippo faccia filotto di vittorie in ciò che resta del campionato, ma Inzaghi sembra sapere anche lui che quella dei “20 anni come allenatore del Milan” è solo una boutade. Dopo 3 cambi in panchina in 2 anni con due allenatori esordienti si virerà su di un allenatore già fatto che, con i suoi pro ed i suoi contro, avrà un’idea di gioco e un’esperienza già provata. Dopo gli ultimi buchi nell’acqua con i deb, non c’è un’altra opzione.

Il progetto stadio: al massimo entro giugno si deciderà se il Milan potrà costruire il suo nuovo stadio presso la zona del Portello. I vantaggi di avere uno stadio di proprietà sono noti, magari è quello che serve per riportare di nuovo il Milan nel gotha europeo, dove deve stare.

I movimenti societari: ormai è chiaro, qualcosa bolle in pentola e quest’estate si saprà di più. Se entrerà Mr. Bee o qualcun’altro, se con una quota di minoranza oppure no, le cose dopo quasi 30 anni cambieranno. E c’è da augurarsi che cambino in meglio (anche perchè peggio è complicato).

Ho buttato giù qualche motivo per essere ottimisti: magari sono infondati, oppure ce ne sono degli altri. Ma non si può essere pessimisti per sempre.

Posted by _emmegi