Può una partita cambiare il corso della stagione? Dopo la vittoria non certo spettacolare contro il Cesena, in tanti si augurano un cambio di marcia, cercando di ottenere la seconda vittoria consecutiva contro un Chievo in piena lotta per la retrocessione.
Ebbene si, il Milan spera di raggiungere la seconda vittoria di fila, cosa che quest’anno è accaduta solo due volte: nelle prime due partite dell’anno contro Lazio e Parma e nei due scontri contro le due veronesi Chievo ed Hellas.

Sembra qualcosa di incredibile, invece è proprio così. L’andamento della squadra è stato non altalenante, di più. Ecco perché il cambio di passo tanto auspicato da allenatore e società è molto improbabile, così come il raggiungimento della qualificazione in Europa League, anche se vorrei essere smentito e magari esultare per dieci vittorie consecutive.

Fin qui la stagione è pessima, non ci sono dubbi, però sto apprezzando l’idea della società. Finalmente sembra esserci la volontà di puntare su un solido gruppo di giocatori italiani per creare quell’armonia necessaria per provare a fare qualcosa di buono. Da troppo tempo ormai non abbiamo quel famoso zoccolo duro, da quando sono stati mandati via tutti i senatori del Milan. Ben vengano dunque i vari Antonelli, Bocchetti, Cerci, Destro e soprattutto giocatori giovani e di qualità di cui tanto si parla per il prossimo mercato.

E nel discorso di “italianizzazione” della squadra l’esempio più emblematico è Jack Bonaventura, il migliore della sfortunata stagione rossonera. Un giocatore dalle indubbie qualità, dalla costanza disarmante e dalla polivalenza tattica. Uno dei pochi che si può definire correttamente un “jolly”: Jack, infatti, ha giocato dappertutto, sempre con risultati ampiamente positivi. Impiegato come esterno d’attacco indifferentemente a destra e a sinistra, come mezz’ala nel centrocampo a tre e domenica si è disimpegnato egregiamente anche come trequartista.

Nella scorsa partita Jack è risultato decisivo, segnando un goal importante, colpendo un palo e creando tante situazioni pericolose. In un’annata difficile e piena di critiche lecite e corrette, bisogna però dare un merito al bistrattato mister Inzaghi. Ha sbagliato tanto, è vero. Però ha messo nelle condizioni migliori un giocatore proveniente da una squadra “piccola” come l’Atalanta, puntando sempre su di lui e garantendogli sempre un posto da titolare. Certo, in campo non ci va mica l’allenatore e i meriti del ragazzo sono indiscutibili.

Un ragazzo umile, con tanta voglia di crescere e dimostrare che nel Milan può ritagliarsi un posto importante. E pensare che Bonaventura sarebbe dovuto essere un giocatore dell’Inter e che lo abbiamo soffiato alla concorrenza nelle ultime ore di mercato.

Basta quindi puntare su giocatori stranieri e sui parametri zero, meglio una programmazione seria e cercare di comporre una squadra vera, italiana, con un’appartenenza non indifferente alla causa meneghina. Baselli, Zappacosta, Valdifiori non saranno dei campioni ma sono i nomi giusti per ripartire e che se arriveranno potranno fare molto meglio dei vari Bonera, Essien, Muntari, Zapata e via dicendo.

Meglio dunque tentare di estrarre un altro jolly dal mazzo di carte e magari, se avremo un po di fortuna, potremo ritrovarci a giocare con undici Bonaventura in campo. Solo così potremo risollevarci, puntando su giocatori italiani, di qualità e con la bava alla bocca.

Cosimo ChiecoAmazingMilan.net

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5 Comments

  1. Ci manca solo lasciare fuori Jack.. un fenomeno di lungimiranza Superpippo..

  2. E’ vero che Jack e’ un magnifico Jolly ma lo sapevamo . Quello che non sapevamo e’ che Inzaghi non sa giocare a Poker . Se non capisce che deve uscire subito dal dualismo fra Menez , intoccabile , e Cerci , necessario , giocando il Jolly , allora e’ proprio vero che non e’ cosa . Jack a centrocampo e Cerci dietro le punte fanno quadrare il cerchio .

  3. Vidi questa partita da sogno . Gipo Viani e Nereo Rocco , due maestri , giocavano con due mediani a terzini , David e Radice . Quattro centrocampisti offensivi dai piedi sopraffini , Dino Sani , Pivatelli , Bruno Mora , Gianni Rivera . Un centrocampista difensivo , Giovanni Trapattoni .Questa squadra non perdeva mai la palla , vinsero la prima Coppa dei Campioni della nostra storia .
    2^ giornata
    Domenica 23 settembre 1962
    San Paolo – Fuorigrotta, Napoli
    NAPOLI vs MILAN 1-5
    Reti: 1′ Rivera, 2′ Tacchi, 74′ Mora, 76′ Barison, 81′ Rivera, 88′ Altafini

    NAPOLI: Pontel, Molino, Mistone, Girardo, Gatti, Corelli, Mariani, Ronzon IV, Canè, Fraschini, Tacchi – All.: Pesaola-Monzeglio
    MILAN: Ghezzi, David, Radice II, Pivatelli, C. Maldini, Trapattoni, Mora, Sani, Altafini, Rivera, Barison – All.: Rocco – DT: Viani
    Arbitro: Adami

  4. Borgofosco

    Si Vittorio, dovresti dire che David giocava, credo nella Roma, addirittura mezz’ala e Radice proveniva dal vivaio Rossonero ed aveva reso importanti, da vera anima del centrocampo, squadre di B, prima di rientrare al Milan. Il catenacciaro Rocco li impiegava da terzini! Pivatelli era un centravanti che, se non erro, vinse anche la classifica cannonieri nel Bologna. Rocco lo impiegò persino da stopper. Per non dire di Paolone Barison che venne sperimentato anche come terzino sinistro. Ea ‘catenacciaro’ Rocco? Assolutamente no! Lui prediligeva Gianni Rivera perché era un ‘autentico fenomeno’. Poi dietro gente come Giovanni Trapattoni che non ha mai perso un duello neppure con Pelè! La squadra che tu hai visto aveva quattro giocatori offensivi e un ‘mostro’ di bravura: Dino Sani. Il brasiliano camminava per il campo ma era presente in tutte le azioni sia difensive che offensive. Alla occorrenza faceva addirittura delle triplette! Ero bambino e giocavo nei campetti degli oratori, ma quando andavo a vedere giocare quel Milan era come assistere ad un film in technicolor piuttosto che vedere il solito film in bianco e nero!

  5. Bene , Borgofosco . Ho raccontato di quella squadra meravigliosa sperando di influezaree ( e come , poi ? ) Pippo Inzaghi . Rocco era affiancato da Gipo Viani .
    E questo e’ un messaggio per chi lo volesse capire . Gipo Viani era un ex grande allenatore e venne al Milan come Direttore Tecnico . Nereo Rocco era un grande ed acclamato allenatore vincente ma non si senti’ per nulla sminuito per questo affiancamento . Gli Uomini Grandi non sono suscettibili . Sempre per chi lo voglia capire : questi due grandi tecnici venivano definiti , come tu Borgofosco
    en ricordi , Difensivisti e Catenacciari , Alla faccia ! Avete visto che formazione?
    Per intenderci : se volesse Poli terzino destro . Se volesse un centrocampo con il solo De Jong incontrista e poi tutta gente con i piedi buoni come Montolivo ,
    Bonaventura , Honda , a turno uno a fare il Jolly . Se volesse impiegare Cerci come loro impiegavano Mora ( e poi Bearzot con Bruno Conti e Sacchi con Donadoni e Carletto con Kaka’ ) . Con Menez e Destro oppure Pazzini .
    Se volesse essere coraggioso , lungimirante ed ottimista come quei “Catenacciari ”
    che ( complimenti per le memoria , Borgofosco ) si inventavano difensori i capocannonieri Pivatelli e pure Barison all’occorrenza . Se tutto questo , Pippo Inzaghi sarebbe in ottima compagnia .
    Anticipo un tua sicura osservazione : chi fa il Dino Sani ?
    Ebbene , noi non vinceremo la Coppa come allora , ma fra Honda , Bonaventura e
    Montolivo , alternati secondo disponibilita’ e stanchezza , a due per volta , Sani e Rivera si possono ” imitare ” .

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