Riprendo la notizia da ilGiornale.it, il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti (mica quel bolscevico di Ezio Mauro) e di proprietà della famiglia Berlusconi (evitando quindi accuratamente laRepubblica, che sembrerebbe essere diventata il nuovo Avanti!):

“Mediaset si prepara al colpaccio. E si lancia alla conquista delle torri Rai. Sono passati solo tre mese dalla quotazione a Piazza Affari del 49% di Rai Way, la società che possiede le torri di trasmissione del segnale del servizio pubblico. Un’offerta pubblica di acquisto e scambio (opas) lanciata dal Biscione attraverso Ei Towers. Sul piatto ci sono 1,22 miliardi di euro. L’obiettivo è “europeo”, esiste già in paesi come la Francia ed il Regno Unito, e prevede di creare un polo di infrastrutture nazionali televisive.

Un’operazione che per Ei Tower vale la totalità di RaiWay. Ai soci del gruppo Mediaset andranno 4,50 euro per azione, per il 69% in contanti, ovvero 3,13 euro, ed il restante 31% sotto forma di azioni Ei Towers. Ed anche per gli azionisti di Rai Way si prospetta un importante guadagno: 22% rispetto ai prezzi attuali delle azioni e del 52,7% riguardo alla quotazione dello scorso 19 novembre, quando la società che gestisce le torri di trasmissione del servizio pubblico debuttò in Borsa.

Il pagamento della componente in contanti (saranno offerti 851,3 milioni in contanti) è integralmente garantito da un istituto di credito internazionale che concederà a Ei Towers il finanziamento per l’operazione. Per supportare l’offerta pubblica, Ei Towers ha convocato un’assemblea per 27 marzo in cui si deciderà sui un aumento di capitale. L’opas partità ufficialmente dopo quella data e durerà tra i 15 e i 40 giorni, concludendosi entro l’estate 2015.”

Mi preoccupo immediatamente di affermare con fermezza che non mi interessa in nessun modo commentare la notizia, né dal punto di vista politico, né dal punto di vista dei risvolti culturali che essa potrebbe assumere. Aspetti sicuramente interessanti, ma che credo non interessino ai milanisti che raggiungono questo blog per sentir parlare del Milan. [Sulla questione è comunque lecito sospettare – così come è scritto sempre nella stessa fonte citata sopra – che si tratti di una mossa per far uscire Mediaset “dall’immobilismo nel quale era confinata”; sospetto avvalorato dai dati in ripresa delle azioni del gruppo, alla chiusura dei mercati].

Quando c’è di mezzo il povero Berlusconi, però, è difficile ragionare secondo compartimenti stagni. Inevitabilmente più piani si sovrappongono e si confondo.

Mi limito però quantomeno a suggerire che la notizia dell’offerta di Mediaset per l’acquisto delle antenne di Raiway, andrebbe letta contestualmente alla notizia dell’esclusività della trasmissione delle partite di Champions League, per il triennio 2015-2016, 2016-2017, 2017-2018, e la notizia dell’acquisto di Rcs libri da parte di Mondadori (notizia che Vittorio Sgarbi – anche qui, evito opportunamente di citare fonti che mi si potrebbero ritorcere contro come Umberto Eco o Franco Battiato – ha definito pericolosa dal punto di vista culturale).

L’ipotesi propugnata da, per esempio, Giuliano Ferrara (ho detto Giuliano Ferrara, mica Marco Travaglio) è che Berlusconi si stia mestamente ritirando dalla vita pubblica e specificatamente dalla vita politica, cercando di consolidare il suo impero economico.

L’unica proprietà, l’unica azienda alla quale, cronisticamente, non è stata mai affiancata la parola ‘investimento’ in questi ultimi anni, è il Milan.

Non voglio mettere in dubbio l’amore/l’interesse di Berlusconi (lascio il beneficio del dubbio) per la squadra di cui è stato presidente dal 1986. È però lecito domandarsi perché l’unica proprietà lasciata alla deriva da Berlusconi sia il Milan?

18maggio1994

Posted by 18maggio1994

Marco Pasquale Marchese. Nato a Palermo, classe 1993. Rossonero non per passione, ma per fede. Laureando in Giurisprudenza, anche se avrei voluto studiare Storia dell'Arte. Ma poi come avrei spiegato ai professori che una giocata di Van Basten vale quanto un quadro di Caravaggio ?